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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“E poi c’è chi ha le ali per volare”: alla Biblioteca nazionale centrale di Roma convegno internazionale dedicato allo slavista Renato Poggioli (4 e 5 dicembre)

ITALIANI ALL’ESTERO

Fiorentino, emigrò nel 1938 negli Stati Uniti

 

ROMA – Il 4 e il 5 dicembre  presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma si terrà il convegno internazionale “E poi c’è chi ha le ali per volare” dedicato alla figura di Renato Poggioli (Galluzzo, fraz. di  Firenze, 16 aprile 1907- Crescent City, California, Stati Uniti, 3 maggio 1963). Renato Poggioli è stato uno dei più importanti studiosi di letteratura russa e comparatista del Novecento. Il convegno è organizzato da Bianca Sulpasso, docente di Letterature comparate all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, e riunisce oltre 18 relatori da tutto il mondo. I contributi si concentreranno sui vari aspetti della produzione scientifica e culturale di Poggioli, dalla slavistica alle letterature europee, dalla critica letteraria alla mediazione culturale.

Renato Poggioli nasce a Firenze nel 1907. Dopo la laurea in Lettere, si dedica allo studio della letteratura russa, diventando uno dei massimi esperti di poesia russa del Novecento. Nel 1939, a causa delle persecuzioni fasciste, Poggioli è costretto a lasciare l’Italia e a rifugiarsi negli Stati Uniti, dove si afferma come uno dei più importanti studiosi di letterature comparate. La figura di Poggioli è quella di un intellettuale europeo, profondamente radicato nella cultura italiana e russa, ma anche aperto al mondo. La sua opera è caratterizzata da un costante dialogo tra le diverse culture, da una visione della cultura come strumento di dialogo e di pace. Il convegno “E poi c’è chi ha le ali per volare” è un’occasione importante per riscoprire l’opera di Renato Poggioli. I contributi dei relatori offriranno una panoramica completa della sua produzione scientifica, mettendo in luce la sua originalità e la sua attualità. Il convegno si aprirà il 4 dicembre alle ore 15.30 con i saluti istituzionali e con Sylvia Poggioli, figlia dello studioso. A seguire, si terranno i primi interventi dei relatori, dedicati al ruolo di Poggioli nella slavistica italiana, agli studi sulla poesia russa, alle ricerche sulla letteratura russo-antica, alla ricca e preziosa eredità archivistica nonché alle indagini sulla versificazione.

La mattina del 5 dicembre, a partire dalle ore 9, si proseguirà con interventi dedicati alla letteratura russa e polacca fra Otto e Novecento, in particolare su scrittori come Tolstoj e Turgenev, ma anche sul premio Nobel Ivan Bunin e sugli studi di Poggioli relativi al dramma polacco. La seconda sessione mattutina e le due sessioni pomeridiane offriranno un ricco ventaglio di intersezioni culturali, poiché il focus è rivolto alle letterature europee fra XIX e XX secolo, soprattutto tedesca, francese, spagnola, italiana. Gli interventi in programma prevedono l’approfondimento sui rapporti di Poggioli con la rivista “Inventario” e la casa editrice Einaudi, la corrispondenza di Poggioli con Carlo Bo, i suoi diari del periodo bellico, nonché sulla pastorale, genere privilegiato dallo studioso nel suo celebre volume The Oaten Flute.

La chiusura dei lavori è affidata a una tavola rotonda in cui si discuteranno le prospettive future di ricerca.  Il convegno si concluderà con l’inaugurazione di una mostra dedicata a Renato Poggioli.( programma )  (Inform)

 

 

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