SENATO DELLA REPUBBLICA
L’articolo 1 introduce un regime fiscale agevolato di natura temporanea, sotto forma di credito d’imposta, in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi in materia di cultura e spettacolo.
Di Biagio (PI) chiede di aumentare lo stanziamento per l’Archivio museo storico di Fiume, riferimento indiscusso per la memoria della tragedia delle foibe
ROMA – Con 159 voti favorevoli e 90 contrari, l’Assemblea di Palazzo Madama ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando in via definitiva, nel testo approvato dalla Camera, il ddl n. 1563 di conversione del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo.
La relatrice, sen. Di Giorgi (PD), nell’illustrare i contenuti del provvedimento, noto come Art bonus, ha posto l’accento sul concetto di educazione alla fruizione dei beni culturali e sulla necessità di creare occupazione qualificata nel settore. Alla Camera il testo è stato arricchito dai contributi di tutti i gruppi. La Commissione cultura del Senato non ha avuto margini per modificare il decreto, ma il Governo ha accolto numerosi ordini del giorno. Tre le misure principali: il credito d’imposta per le erogazioni a favore dei beni culturali, le agevolazioni fiscali per la produzione cinematografica, gli interventi per le fondazioni lirico-sinfoniche e per il Progetto Pompei, la riorganizzazione del Ministero. In particolare, l’articolo 1 introduce un regime fiscale agevolato di natura temporanea, sotto forma di credito d’imposta, in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi in materia di cultura e spettacolo. I contribuenti potranno usufruire di tale credito nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate nel 2014 e nel 2015 e nella misura del 50 per cento per il 2016.
Nella discussione generale è intervenuto, tra gli altri, il senatore Aldo Di Biagio (PI), eletto all’estero nella ripartizione Europa, che si è soffermato sulla sua proposta di rivedere lo stanziamento destinato all’Archivio museo storico di Fiume, riferimento indiscusso dell’attività di promozione della ricerca storica, di studio e di specializzazione nell’ambito della memoria della tragedia delle foibe, stanziamento che negli ultimi anni è stato pesantemente ridimensionato. La struttura, che si trova a Roma nel quartiere giuliano dalmata, secondo Di Biagio, si configura come l’esempio concreto di una memoria transnazionale condivisa, quella italiana e croata, che è stata messa nella condizione di non poter più operare.
Nel suo intervento, il ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha richiamato la continuità con il decreto Bray, ha sottolineato il contributo offerto da tutti i gruppi parlamentari per migliorare il testo; ha ribadito gli impegni assunti dal Governo in Commissione e ha preannunciato una riforma organica su cultura e turismo. Il decreto abbatte due barrire, promuovendo la collaborazione tra pubblico e privato nella tutela oltre che nella valorizzazione dei beni culturali: i privati non avranno più alibi per non investire. (Inform)