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Donne nella mediazione diplomatica dei conflitti, Pasquale Ferrara: “Ce ne vogliono di più, ora solo il 6 per cento”

ESTERI

Il direttore generale per gli Affari Politici e di Sicurezza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è intervenuto alla Conferenza organizzata a Roma dall’Istituto Diplomatico Internazionale

 

ROMA –  Tredici per cento dei negoziatori di pace, sei per cento dei mediatori, sei per cento dei firmatari degli accordi di pace, 21 per cento dei rappresentanti permanenti alle Nazioni Unite. Sono alcune delle cifre della presenza femminile nella diplomazia a più di 20 anni dall’approvazione della Risoluzione 1325 su donne, pace e sicurezza da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu. “Tanto ancora”, quindi, “il lavoro da fare”, secondo Pasquale Ferrara, direttore generale per gli Affari Politici e di Sicurezza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci). L’occasione per parlare del tema è stata la Conferenza sul ruolo delle donne nell’intermediazione dei conflitti organizzata dall’Istituto diplomatico internazionale (Idi) con il patrocinio del Maeci. La conferenza si è tenuta a Roma , presso il Palazzo della Cancelleria, il 19 e il 20 ottobre.

Nel corso del suo intervento il dirigente della Farnesina ha ricordato la centralità della risoluzione 1325, che “per prima ha posto l’enfasi sul ruolo delle donne non solo come vittime dei conflitti, ma anche come protagoniste nei processi di risoluzione e di riconciliazione”, e ne ha denunciato la scarsa implementazione, citando dati relativi al periodo 1992-2019, che evidenziano “una strada ancora lunga da percorrere”. Le donne, ha proseguito Ferrara,

“rappresentavano l’un per cento del personale delle missione di peacekeeping nel 1993 e costituiscono solo il cinque per cento dei caschi blu ancora nel 2020”.

Il direttore ha ricordato l’impegno dell’Italia in questo campo. “Implementare la risoluzione del Consiglio dell’Onu è una priorità” ha detto Ferrara. “Rispetto a questo, nel 2020 abbiamo lanciato anche il quarto piano nazionale su  donne, pace e sicurezza, stanziando un fondo da tre milioni di euro per la sua attuazione”. (Inform)

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