direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Documento di economia e finanza 2020, parere favorevole della Commissione Esteri

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Viceministra Del Re:  “La missione della Farnesina va  rafforzata e valorizzata

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera ha esaminato, per le parti di competenza, il Documento di economia e finanza 2020 ed espresso parere favorevole. Nel parere si è preso atto del fatto che, a causa della rapida evoluzione del quadro economico europeo in relazione al diffondersi dell’epidemia da Covid-19, secondo quanto previsto dalle Linee-guida aggiornate della Commissione europea per i Programmi di stabilità nazionali del 2020 del 6 aprile 2020 e in linea con gli altri Stati membri dell’Ue, gli scenari di previsione della finanza pubblica sono limitati al periodo 2020-2021 essendo la presentazione del Programma nazionale di riforma (PNR) rinviata a un momento successivo. Per quanto attiene allo scenario economico internazionale, il Def evidenzia che le prospettive degli scambi internazionali sono state profondamente modificate dal diffondersi della pandemia all’inizio del 2020 e che i relativi effetti sulle politiche dei diversi Paesi appaiono ancora incerti. Inoltre la complessità del contesto globale si riflette anche nelle recenti previsioni dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), secondo cui il perdurare della pandemia potrebbe infatti determinare una forte contrazione del commercio di beni e dell’economia mondiale nel 2020, cui seguirebbe una ripresa nel 2021.

Nei due scenari proposti, quello più ottimistico prevede una ripresa degli scambi nella seconda metà del 2020, mentre quello più pessimistico ne prefigura una forte riduzione, seguita da una lenta ripresa. L’OMC stima, in particolare, una contrazione del commercio mondiale tra il 13 e il 32% nel 2020, con effetti maggiori per il Nord America e per l’Asia; il PIL mondiale potrebbe diminuire tra il 2 e il 9% nel 2020. Quanto all’Unione europea, il Documento ricorda che essa ha saputo dare una risposta comune e rilevante all’emergenza in corso, approvando una serie di misure: l’istituendo Fondo per finanziare gli ammortizzatori sociali, denominato SURE, con una dotazione fino a 100 miliardi; l’ampliamento delle risorse della Banca europea per gli investimenti (BEI) che ha messo a disposizione fino a 200 miliardi di nuovi prestiti a livello UE; la nuova linea di credito (Pandemic Crisis Support) che potrà arrivare fino al 2 per cento del PIL dei Paesi che vorranno farne richiesta; ed infine, il costituendo Fondo per la ripresa, che nelle intenzioni del Governo italiano dovrà essere lo strumento più importante e decisivo per il rilancio dell’economia ed il futuro sviluppo dell’Unione negli anni post-crisi.

Atteso che nel 2019 l’avanzo commerciale del nostro Paese è stato pari a 52,9 miliardi, in forte aumento dai 39 miliardi registrati nel 2018, rimanendo tra i più alti in Europa in rapporto al PIL dopo Germania, Paesi Bassi e Irlanda, l’andamento del commercio estero italiano è rimasto favorevole nei primi due mesi dell’anno in corso. Tuttavia, l’emergere della pandemia su scala globale avrà ripercussioni sugli scambi commerciali, come già evidenzia l’indice PMI degli ordini dall’estero per la manifattura che, scendendo in marzo a quota 36 da 48,5 punti, ha registrato la flessione più ampia dal marzo del 2009. Sul piano previsionale interno, gli scenari previsionali contenuti nel DEF scontano una caduta del PIL di oltre il 15% nel primo semestre ed un successivo rimbalzo nella seconda metà dell’anno, mentre il recupero del PIL previsto per il 2021 è del 4,7%.

Il quadro di bilancio del DEF prevede che il debito pubblico raggiungerà il 155,7% del PIL; nel 2021 il deficit scenderà al 5,7% del PIL e il rapporto tra debito e PIL diminuirà al 152,7%.

Valutato positivamente dalla III Commissione il complesso delle misure varate dal Governo per limitare le conseguenze economiche e sociali della chiusura delle attività produttive e del crollo della domanda interna e mondiale; richiamato il parere favorevole già espresso sulle norme di competenza contenute nel decreto-legge n. 18 del 2020 “Cura Italia”, concernenti un’ampia gamma di interventi strategici finalizzati al sostegno della internazionalizzazione del Sistema-Paese, nell’interesse del rilancio dell’economia italiana, gravemente minacciata dall’impatto della pandemia da Covid-19 e le disposizioni per il potenziamento dell’assistenza ai connazionali all’estero in situazione di difficoltà, che vede impegnata tutta la rete diplomatico-consolare, il cui ruolo è cruciale in questa fase specifica anche rispetto alla strategia di sostegno alle imprese italiane operanti sui mercati esteri e per il rilancio del comparto turistico. Condivisa l’esigenza, esplicitata nel Documento, di ritenere prioritaria l’incentivazione degli investimenti volti a promuovere forme di economia circolare e a favorire la transizione ecologica, aumentando la competitività e la resilienza dei sistemi produttivi a shock ambientali e di salute e perseguendo con fermezza politiche di contrasto ai cambiamenti climatici, finalizzate a conseguire una maggiore sostenibilità ambientale e sociale; condiviso parimenti l’indirizzo a dare piena attuazione al Green and Innovation Deal che la legge di bilancio ha finanziato per il triennio 2020-2022, accelerando la realizzazione delle opere pubbliche già in fase avanzata di progettazione e la manutenzione di quelle esistenti.

 

Nel corso del dibattito in III Commissione la viceministra degli Esteri, Emanuela Del Re ha evidenziato come una volta terminata questa fase emergenziale, “sarà infatti prioritario imprimere nuovo slancio al nostro export, valorizzando il Made in Italy con una comunicazione efficace e incisiva, e supportando le nostre imprese nel mondo con attività di promozione e diretto sostegno, anche attraverso la rete diplomatico-consolare e gli Uffici ICE all’estero”. La vice ministra ha inoltre ricordato che la legge di bilancio per il 2020 ha assegnato alla Farnesina uno stanziamento complessivo pari a 2.978 milioni di euro, che si riduce a 1.862 milioni, al netto delle risorse trasferite all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (518 milioni) e al Fondo europeo di sviluppo – FES (600 milioni). Un onere finanziario del Maeci che rappresenta solo lo 0,2 per cento del bilancio complessivo dello Stato e lo 0,1 per cento del PIL nazionale: una quota molto contenuta se paragonata a quella dei nostri principali partner europei. Alla luce di queste considerazioni, il viceministro ha ribadito come “eventuali ulteriori tagli al già contenuto bilancio della Farnesina finirebbero per colpire inevitabilmente la struttura e la rete all’estero, pregiudicandone la capacità di realizzare con efficacia la missione che le è conferita, una missione che va invece rafforzata e valorizzata e che si rivela sempre più strategica nel delicato e impegnativo rilancio del Sistema Italia, su cui auspica un impegno comune”. (Inform)

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