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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Discreta soddisfazione” per l’approvazione della risoluzione del Parlamento Ue

CONSIGLIO ITALIANO PER I RIFUGIATI

“Potrebbe segnare un cambio di rotta”

 

ROMA – “Discreta soddisfazione” del Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir) per l’approvazione, ieri, della risoluzione congiunta del Parlamento Europeo sulle tragedie nel Mediterraneo a seguito dell’ecatombe del 19 aprile. “Finalmente – commentano dal Cir – si parla di visti umanitari che dovrebbero essere rilasciati a persone che hanno bisogno di un paese di asilo”. E “anche l’auspicata concessione di protezione temporanea in tutta l’Unione Europea  – con i suoi meccanismi di ingresso regolare già previsti dalla normativa europea mai attivata prima e che potrebbe essere applicata innanzitutto ai rifugiati siriani – potrebbe dare un segnale importante per creare finalmente alternative al dramma dei barconi e della perdita di vite umane sulla via verso l’Europa. Anche grazie a questi punti la risoluzione va ben avanti rispetto alle decisioni prese dai capi di governo del Consiglio Europeo del 23 aprile”.

Per il Cir “creano speranza anche le parole del presidente del Consiglio Europeo Juncker che parlano di aprire porte di ingresso regolare per arrivare in modo sicuro in Europa”. Per il Cir “dopo anni di discussione, proposte e studi di fattibilità che non hanno mai trovato una vera risonanza politica, né azioni concrete, la risoluzione adottata in larghissima maggioranza potrebbe segnare un cambio di rotta”.

“Tuttavia tra intenzioni e azioni il passaggio non è scontato”, avverte Christopher Hein direttore del Cir, facendo osservare che “alla fine non saranno né il Parlamento Europeo né la Commissione ad avere il potere di aprire le porte, ma i Governi degli Stati membri che, purtroppo, non hanno incluso nell’agenda approvata pochi giorni fa proprio le proposte più rilevanti di questa risoluzione”. “La società civile europea e i mass media non devono stancarsi di esigere che rapidamente siano intraprese azioni che possano effettivamente prevenire nuove tragedie e l’aumento dei morti nel Mediterraneo”, conclude Hein. (Inform)

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