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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Discorso dell’Ambasciatore d’Italia in Portogallo Carlo Formosa

FESTA DELLA REPUBBLICA

LISBONA – A seguire il discorso dell’Ambasciatore d’Italia in Portogallo Carlo Formosa per la Festa della Repubblica Italiana – 2 giugno 2020.

Normalmente, in occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, l’Ambasciatore apre il suo discorso con un ringraziamento agli ospiti istituzionali e agli oltre mille invitati che tradizionalmente partecipano all’evento affollando il giardino dell’Ambasciata d’Italia in Portogallo. Quest’anno la Festa nazionale non si celebra come si è fatto in tutte le altre passate ricorrenze, dal dopoguerra ad oggi. Dopo aver fatto dilagare tra di noi un senso di timore diffuso e averci indotto a interrogarci sul nostro futuro, un evento eccezionale ha infatti sconvolto le nostre abitudini obbligandoci a esplorare nuove forme di interazione, che prescindessero dalla presenza fisica in occasione di grandi aggregazioni collettive. Oggi a Lisbona, nel celebrare il nostro “2 Giugno”, il mio pensiero non può che rivolgersi inizialmente alle tante vittime italiane, ma anche quelle portoghesi, che la pandemia ha mietuto. È principalmente per rispetto a loro che commemoriamo in questa forma più introspettiva la ricorrenza odierna.

Dopo il periodo di forzata chiusura a causa del Coronavirus, da qualche settimana anche il Portogallo ha varato e sta mettendo in atto provvedimenti sempre più rivolti alla riapertura delle attività. Proprio nella fase eccezionale di emergenza, per poter fornire la necessaria assistenza alle migliaia di connazionali che chiedevano sostegno per gestire le tante difficoltà del momento, questa Ambasciata ha sempre mantenuto uno stretto contatto con la comunità italiana in questo Paese. Ho avuto in tale fase la chiara percezione di quanto la straordinaria capacità di resilienza e reazione che ha storicamente caratterizzato gli italiani si sia manifestata in tutta la sua forza positiva anche qui, tra i connazionali presenti in Portogallo. In quelle migliaia di occasioni di stretta collaborazione con i nostri connazionali è infatti sempre emersa la loro eccezionale propensione a sapersi proiettare in modo positivo e produttivo verso il nuovo futuro che in quei giorni si stava delineando all’orizzonte, fino all’uscita dalla fase più critica.

Un atteggiamento di straordinaria energia e vitalità che già sta dando un contributo fondamentale all’ulteriore rafforzamento e al progressivo rilancio delle relazioni tra Italia e Portogallo. Relazioni la cui qualità si è infatti storicamente basata sui vincoli che uniscono innanzitutto i nostri due popoli, accomunati da una eredità culturale che costituisce la migliore sintesi della completa sintonia di rapporto esistente anche tra le nostre Istituzioni. Sulla base di tale straordinario spessore del rapporto bilaterale, in questi pochi mesi dalla mia assunzione ho potuto sviluppare la mia funzione in modo ideale, godendo sempre di un’eccezionale disponibilità e collaborazione da parte di tutte le Autorità locali, che ringrazio sinceramente e sentitamente.

La rappresentazione ideale della profonda identità di vedute tra i nostri due Paesi è raffigurata dall’intensità e qualità di rapporto personale tra le massime cariche istituzionali dei due Paesi. Nel loro ultimo incontro, lo scorso novembre, in occasione della visita del Presidente Marcelo Rebelo de Sousa in Italia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato in modo espresso tali sentimenti di profonda amicizia personali e tra i due Paesi. Sentimenti che affondano in una storia sviluppatasi intorno a medesime radici, che contribuiscono a determinare l’attuale visione condivisa dell’Europa e del Mondo contemporanei. È stato allora ribadito non solo come Italia e Portogallo si riconoscano pienamente nella tradizione politica del multilateralismo, dove il dialogo rappresenta lo strumento più efficace per la pace e la mutua comprensione tra i popoli, ma anche quanto entrambi i Paesi nutrano sensibilità affini e avvertano identiche responsabilità rispetto al futuro dell’Unione Europea. In una lungimirante anticipazione dei temi che poi sarebbero divenuti centrali nel dibattito politico europeo nei mesi di emergenza sanitaria e di pianificazione di un’azione comune di recupero e rilancio, proprio in tale occasione venne enfatizzata dal Presidente Mattarella con inequivocabile nettezza l’evidenza di come nessuna delle sfide importanti di questo momento storico possa essere affrontata, per ciascun Paese, da solo.

In un’azione coesa e coordinata, i nostri due Governi hanno lavorato in questo frangente storico affiche’ la crisi determinata dal Coronavirus non generasse il rischio che sentimenti di frustrazione e mortificazione potessero alimentare nel tempo forme di scetticismo tali da riportare indietro le lancette della storia della costruzione dell’edificio europeo in cui tutti noi viviamo. Oggi, grazie a tale decisivo contributo dei Governi italiano e portoghese portato avanti attraverso un costante raccordo fatto anche di frequenti contatti tra i due Capi di Governo, Giuseppe Conte e Antonio Costa, l’Unione Europea con i suoi Stati Membri sta dando prova di voler credere nel potere trainante dei suoi valori e nella salvaguardia della grande acquisizione rappresentata dal “Mercato unico”, consentendo così di gettare le basi per un’uscita dalla crisi più solidali ma, auspicabilmente, anche più forti di come ci siamo entrati.

A tale azione di costante raccordo e coordinamento portata avanti dai due Governi ha dato un contributo determinante già a fine gennaio scorso la fondamentale e tempestiva visita in Portogallo del Ministro per gli Affari Europei, Enzo Amendola, per incontri bilaterali e per partecipare al Vertice ‘Amici della coesione’. In quell’occasione si è avuta una rappresentazione plastica delle affinità elettive che caratterizzano gli approcci dei nostri due Governi alle tematiche più delicate del dialogo sui temi europei e di maggiore attualità internazionale.

Alla straordinaria qualità del nostro rapporto bilaterale intendono contribuire anche le tante attività dall’Ambasciata che nel campo culturale, della ricerca, scienza, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale hanno concorso a rafforzare nell’ultimo anno trascorso il legame forte tra i nostri due Paesi. Oltre alle tante organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura, tra le iniziative dell’Ambasciata mi piace ricordare: la celebrazione dell’adesione dell’Italia alla Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese con lo statuto di Osservatore Associato, attraverso l’allestimento in Ambasciata di una mostra di libri di autori lusofoni pubblicati da case editrici italiane; lo sviluppo di un progetto pilota per l’insegnamento della lingua italiana nella scuola pubblica Fernão Mendes Pinto di Almada, in applicazione del Protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Istruzione portoghese; la Conferenza “Tra realtà e utopia: la città ideale di Leonardo da Vinci”, realizzata dall’Ambasciata in collaborazione con la Fondazione Gulbenkian e con il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, che ha evidenziato la grande attenzione che lo scienziato dedicò all’urbanistica nei suoi diversi aspetti; la 1ª edizione della Porto Design Biennale e il contributo dato dall’Ambasciata alla mostra “Le nuove frontiere del design italiano”, in particolare operanti nel settore della sostenibilità; i concerti tenuti in Ambasciata, quello di beneficenza del Maestro Massimo Mazzeo con l’Orchestra Divino Sospiro, e quello del gruppo “Echea Quartet” nell’ambito del progetto Le Dimore del Quartetto; la mostra “Una finestra sulla collezione d’arte contemporanea della Farnesina”, organizzata presso il Museu Nacional dos Coches dall’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona sotto l’egida dell’Ambasciata d’Italia; la partecipazione dell’Ambasciata al progetto Sleeping Beauty, con il restauro realizzato a inizio anno, in occasione della celebrazione del 500º anniversario della morte di Raffaello, delle sei straordinarie tavole dipinte nella scuola del grande Maestro e che ora impreziosiscono i saloni della Residenza d’Italia in tutto il loro antico splendore.

Strumento determinante per il rafforzamento delle relazioni bilaterali è ovviamente rappresentato dalla collaborazione in campo economico e commerciale tra i nostri due sistemi. La crescita registrata nell’interscambio bilaterale, che ha beneficiato dell’impegno dell’Ambasciata nel favorire le occasioni di incontro e affari tra le due comunità imprenditoriali, va sostenuta con sforzi rinnovati in questa fase di rilancio successiva agli inevitabili rallentamenti che la lotta alla diffusione della pandemia ha determinato a carico delle nostre due economie. In quest’ottica, con il prezioso contributo della Camera di Commercio per il Portogallo, l’Ambasciata ha avviato sotto forma di webinar un ciclo di appuntamenti intitolato “Guardando al dopo COVID-19, opportunità commerciali e di investimento in Portogallo”, cui hanno partecipato anche Ice, Sace e Simest. Una serie di appuntamenti digitali che hanno consentito a centinaia di utenti, tra aziende e associazioni di categorie, di scandagliare le occasioni che il Portogallo offre e di recepire informazioni sugli strumenti tecnici e finanziari in grado di sostenere un approccio efficace a uno degli ecosistemi europei più vivaci.

In questi ultimi mesi di emergenza dettata dal Covid-19 abbiamo dovuto necessariamente concentrare i nostri sforzi verso l’assistenza ai circa ventimila connazionali presenti a vario titolo in Portogallo. Dopo aver organizzato, in deroga alla formale proibizione dei voli diretti e grazie alle autorizzazioni concesse dal Governo portoghese, quattro voli speciali per consentire a centinaia di italiani bloccati nel Paese di ricongiungersi con i loro cari in Italia, dopo aver attivato convenzioni con medici che potessero soccorrere i membri della nostra comunità più in difficoltà, dopo aver assistito direttamente oltre tremila connazionali, riscontrato circa undicimila telefonate e seimila email, nella prospettiva di un definitivo superamento della fase emergenziale stiamo quindi rivolgendo ora la nostra attenzione prioritaria a iniziative che possano facilitare il rilancio delle relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi. A tale proposito, un saluto speciale va agli imprenditori e ai professionisti dei diversi settori che già operano in Portogallo, impegnati in prima linea a far fronte al forzoso rallentamento delle attività. Grazie anche alle sinergie che continueremo a sviluppare assieme sono convinto che tali occupazioni potranno essere presto rilanciate con rinnovato vigore e produttività.

Concludo con un ringraziamento al personale dell’Ambasciata e ai Consoli onorari che anche in questi mesi difficili, nonostante le limitazioni alla presenza fisica imposte dalle misure sanitarie di contenimento del virus, hanno contribuito con abnegazione a realizzare fin dove umanamente possibile il nostro proposito di mantenere questa Ambasciata accessibile, aperta a ogni richiesta di servizio, assistenza e aiuto da parte dei nostri connazionali.

Con l’auspicio più sincero che le relazioni tra Italia e Portogallo possano svilupparsi sempre più, auguro a tutti una buona Festa della Repubblica Italiana. (Carlo Formosa
Ambasciatore d’Italia in Portogallo)

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