direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Disciplina dei Comitati degli italiani all’estero”, in Commissione Esteri l’analisi della proposta di riforma  (Ungaro – Migliore) della legge sui Comites

CAMERA DEI DEPUTATI

ROMA – “Disciplina dei Comitati degli italiani all’estero”, questo l’argomento della seduta tenutasi in Commissione Esteri alla Camera dei Deputati relativamente all’analisi della proposta di riforma dei Comites promossa dal deputato Massimo Ungaro (IV), eletto nella Ripartizione Europa, e Gennaro Migliore (IV). Come spiegato dal relatore Alessandro Battilocchio (FI) a monte c’è il vasto lavoro di approfondimento istruttorio portato avanti dal Comitato permanente sugli italiani all’estero presieduto da Simone Billi (Lega), anch’egli eletto nella ripartizione Europa. Con la conferma referendaria della legge costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari, con riferimento alla rappresentanza parlamentare diretta degli italiani all’estero, è intervenuta una pesante limitazione nel rapporto tra elettori ed eletti. Laddove, infatti, il numero degli iscritti all’Aire è passato dai 3 milioni nel 2006 agli attuali 6 milioni e 300 mila, la riforma costituzionale del 19 ottobre 2020 non ha mantenuto il già esiguo numero di deputati e senatori attribuito alla circoscrizione estero con il risultato che, a partire dalle prossime consultazioni, un senatore eletto in Italia rappresenterà circa 350 mila cittadini, uno eletto all’estero ne rappresenterà oltre 1 milione e 500 mila. Si rileva che nel nuovo quadro legislativo, risultante da tale modifica, la proposta di legge a prima firma Ungaro mira a recepire alcune raccomandazioni espresse dal Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE), ridefinendo le funzioni attribuite nonché la composizione dei Comites, facilitando l’utilizzo delle nuove tecnologie e promuovendo la partecipazione alle attività e al voto dei Comitati da parte dei cittadini italiani residenti all’estero. In particolare, viene abolita la cosiddetta “inversione dell’opzione”, ovvero la pre-registrazione degli elettori, una procedura che aveva portato al crollo della partecipazione alle ultime elezioni del 2015, con l’obiettivo di permettere ai Comites di servire ancora meglio le comunità che rappresentano. La vicenda storica dei Comites prende avvio alla fine degli anni Sessanta con l’istituzione dei primi comitati di assistenza consolare previsti da un decreto del Presidente della Repubblica disciplinante l’amministrazione degli Affari esteri: in origine si trattava di organismi a carattere non elettivo e dunque non rappresentativi delle collettività italiane all’estero. Il Comites disegnato dalla proposta di legge concorrerà all’elaborazione di un piano annuale sulle esigenze delle comunità nell’ambito della promozione del sistema Paese, dell’insegnamento della lingua italiana all’estero  e della nuova emigrazione. I Comites saranno caratterizzati da autonomia finanziaria e potranno  contare sul ricavato di attività e manifestazioni varie, oltre che di contributi pubblici, segnatamente erogati dal Maeci secondo modalità dettagliate nell’articolato. (Inform)

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