direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dino Nardi (UIM) sul taglio al Fondo patronati

INTERVENTI

“Preoccupazione e rabbia tra gli emigrati italiani in Svizzera”

 

ZURIGO – Grande preoccupazione della comunità italiana in Svizzera per il taglio al Fondo patronati che finanzia la loro attività di assistenza e tutela svolta gratuitamente a favore dei cittadini italiani sia in Italia che all’estero. Un taglio di 150 milioni, previsto inizialmente nella Legge di stabilità 2015 predisposta dal governo italiano, poi ridotto a 75 milioni dalla Camera dei Deputati. Una riduzione che, peraltro, non tranquillizza affatto gli emigrati italiani nella Confederazione. Infatti questi ultimi sono ben consapevoli che, pur con un taglio ridotto del 50% rispetto a quello inizialmente previsto dal governo, a rischio di chiusura resteranno soprattutto le sedi all’estero dei patronati e quindi anche quelle presenti ed attive oggi in terra elvetica.

Ed in Svizzera, come si suol dire, pioverà sul bagnato poiché le eventuali chiusure delle sedi dei patronati si aggiungerebbero a quelle recenti degli Uffici consolari (in pochi lustri le sedi consolari in Svizzera si sono ridotte da ventidue a cinque!).

Così che per la comunità italiana diventerebbe un vero e proprio problema poter raggiungere un ufficio italiano, in caso di bisogno, per uno dei tanti problemi che si presentano nella vita quotidiana di chi vive in un Paese straniero.

Questa forte preoccupazione, sfociata in una vera e propria rabbia, é emersa anche in questo fine settimana in diversi eventi che si sono tenuti in Svizzera – per iniziativa dell’Associazione pensionati italiani di Zurigo, della UIM di Suhr nel Cantone Aargau, della Colonia Libera Italiana di Dübendorf e dell’Associazione Lucana di Winterthur – dove ha partecipato il sottoscritto e nei quali si é poi finito per parlare della questione del Taglio ai patronati e quindi nel firmare, da parte di centinaia di emigrati, la petizione lanciata dal Centro Patronati (ACLI-INAS-INCA-ITAL) contro questa incredibile decisione del governo italiano. Si, incredibile decisione poiché il Fondo patronati non è finanziato dalla fiscalità generale dello Stato bensí dagli stessi lavoratori italiani con una minima percentuale (lo 0,226%) delle loro trattenute sociali, una percentuale che, oltretutto, sempre dalla citata Legge di stabilità, verrà ridotta allo 0.20% che in futuro comporterà, di fatto, un ulteriore taglio al Fondo patronati! (Dino Nardi* – Inform)

* Coordinatore UIM Europa

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