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Difesa, il ministro Guerini incontra l’omologo romeno Dîncu

ISTITUZIONI

Cerimonia al monumento degli eroi romeni della Grande Guerra presso il cimitero militare italiano di Bolzano. Guerini: “Italia e Romania sono legate da una storica amicizia e le nostre rispettive Forze Armate hanno solidi legami come dimostra la presenza dell’Aeronautica Militare italiana impegnata con 8 Eurofighter nell’attività di air policing nello spazio aereo romeno. La sicurezza collettiva, dopo l’ingiustificato attacco in Ucraina da parte della Russia, è assolutamente una nostra priorità”

 

BOLZANO – “Italia e Romania sono legate da una storica amicizia e le nostre rispettive Forze Armate hanno solidi legami come dimostra la presenza dell’Aeronautica Militare italiana impegnata con 8 Eurofighter nell’attività di air policing nello spazio aereo romeno”. Così il ministro della Difesa Lorenzo Guerini nel suo incontro bilaterale con l’omologo ministro romeno Vasile Dîncu avvenuto il 20 giugno a Bolzano presso il Circolo Unificato dell’Esercito.

“La sicurezza collettiva, dopo l’ingiustificato attacco in Ucraina da parte della Russia, è assolutamente una nostra priorità e rappresenta la finalità della NATO attraverso tre compiti fondamentali: deterrenza e difesa, prevenzione e gestione delle crisi e sicurezza cooperativa” ha sottolineato il ministro Guerini affermando, inoltre, che è necessario che “anche le iniziative dell’Unione Europea, in un’ottica di complementarità con l’Alleanza Atlantica, debbano essere indirizzate nel tentativo di spingere le parti verso un negoziato”.

Al centro del dibattito tra i due ministri anche il Concetto Strategico della NATO che sarà approvato nel prossimo vertice di Madrid a fine giugno “un importante strumento – ha affermato il ministro Guerini – che darà ulteriore slancio alla definizione della postura di deterrenza e difesa di lungo termine e come abbiamo avuto modo di discutere alla Ministeriale, l’Italia sostiene l’esigenza di rafforzare ulteriormente le presenza avanzata con forze capaci ed addestrate”.

E ha aggiunto “se è stato necessario un forte incremento delle Forze nel quadrante Nord-Est, dove l’Italia sta contribuendo in maniera determinante come ad esempio in Romania e Lettonia, e dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri e in Parlamento anche in Ungheria e Bulgaria, dove qui avrà la guida della missione NATO” e poi ha detto “è necessario garantire maggiore flessibilità per far fronte alle minacce a 360 gradi”.

E in questa ottica il ministro ha poi sottolineato che “per l’Italia è fondamentale che la NATO mantenga una piena capacità di monitorare e di garantire la sicurezza sul Fianco Sud dell’Alleanza, nel Medio-Oriente e in Africa, dove ci preoccupa la presenza e l’invasiva penetrazione economica di attori esterni e la persistente presenza e libertà d’azione dei gruppi terroristici. Oltre a questo dobbiamo mettere in conto la latente esistenza di gravi problemi: crisi socio-economica, stati falliti, scarsità alimentare e cambiamenti climatici. Tutto questo si può tramutare, da un momento all’altro, in una grave minaccia alla sicurezza dell’area euro atlantica”.

L’approvazione, lo scorso marzo, della Bussola Strategica dell’Unione Europea, hanno concordato poi i due ministri nella bilaterale, ha segnato un importante primo passo, ma ancora più importante è l’attuazione delle azioni previste che attengono alla credibilità dell’Unione Europea stessa e degli Stati membri. “L’Italia – ha affermato il ministro italiano – conferisce particolare priorità ai settori che consentiranno all’Unione Europea di poter operare, se necessario, anche in autonomia, considerata l’imprevedibilità del contesto internazionale e la sua pericolosità”.

I due ministri – che si erano incontrati l’ultima volta nel mese di marzo nella base di Costanza dove sono schierati gli 8 Eurofighter italiani- hanno deposto insieme una corona di alloro al Monumento degli Eroi romeni della Grande Guerra nel cimitero militare italiano di Bolzano.

“Desidero rivolgere un pensiero commosso ai caduti: quelli romeni, le cui spoglie riposano qui a Bolzano e, specularmente, agli oltre 1.700 italiani della Grande Guerra che riposano a Bucarest” ha pronunciato il ministro Guerini nel suo intervento porgendo in conclusione un pensiero commosso “ai Caduti di ogni tempo e di ogni conflitto, il cui sacrificio pone su di noi una responsabilità: far sì che non sia stato invano e che, sulle basi di quel passato amaro che li vide protagonisti, venga consolidato l’edificio della pace e della prosperità dei nostri popoli”. (Inform)

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