CAMERA DEI DEPUTATI
Nell’ambito dell’esame in Aula del Decreto Missioni
Gli interventi dei deputati Tacconi (Misto) e Santerini (PI)
ROMA – Il sì della Camera di ieri al decreto-legge che proroga le missioni internazionali delle Forze armate e prevede nuove norme per le elezioni dei Comites. (vedi Inform n. 176 http://comunicazioneinform.it/si-dallaula-al-decreto-missioni-con-nuove-disposizioni-per-le-elezioni-dei-comites/) stato caratterizzato da numerose dichiarazioni di voto. Un variegato dibattito in cui è stata affrontata, sia pure in maniera marginale, anche la questione del rinnovo dei Comites.
Nel suo intervento la deputata Milena Santerini (PI) ha ad esempio sottolineato la necessità di perfezionare ulteriormente il rinnovo dei Comites in quanto “la rappresentanza degli italiani all’estero è uno strumento di democrazia partecipativa imprescindibile e di supporto alle altre forme organizzate di servizi o di attività consolari”. La Santerini, pur considerando positivamente il risparmio di risorse ottenuto attraverso l’invio selettivo dei plichi elettorali ai nostri connazionali che abbiano espresso preventivamente la volontà di votare, ha però evidenziato il rischio che non si riesca ad andare al rinnovo dei Comites nella prima metà di dicembre, in modo ad permettere una piena operatività di questi organismi nel nuovo anno. Anche Alessio Tacconi del gruppo Misto, eletto nella ripartizione Europa, ha affrontato la questione dei Comites. Tacconi ha in primo luogo sottolineato come il suo convinto supporto all’articolo 10 del decreto,quello che istituisce nuove elezioni dei Comites, gli impedisca, per coerenza, di votare contro l’impianto complessivo del provvedimento. Il deputato del gruppo Misto ha poi affermato che avrebbe ritenuto più opportuna, prima di procedere alle elezioni dei Comites, la realizzazione di una riforma strutturale di tutte le istituzioni di rappresentanza degli italiani all’estero, evitando la soluzione attuale che risolve solo una piccola parte del problema.
Gli attuali Comites dunque sono in carica da più di dieci anni ed è comprensibile come in alcuni casi l’iniziale entusiasmo ed energia dei loro componenti, il cui impegno possiamo solo apprezzare, siano ormai arrivati agli sgoccioli.
Sottolineo con forza che non è assolutamente vero – come è stato detto anche recentemente in quest’Aula – che i Comites non servono a nulla, né è vero che la loro presenza sia inutile, se non dannosa. Chi sostiene questo, evidentemente lo fa per puro opportunismo politico, oppure è vittima di pericolosi preconcetti verso questa, come verso tutte le altre istituzioni ufficiali italiane, oppure, ancor peggio, è solamente male informato.
L’ex deputato del Movimento Cinque Stelle nel corso della discussione generale svoltasi precedentemente in Aula aveva inoltre difeso il ruolo dei Comites. “E’ vero – ha affermato Tacconi – che in alcuni casi la gestione dei Comites si sia rivelata poco esemplare, ma, come spesso accade, la cattiva politica, anche in questi casi, si è rivelata più legata ai comportamenti delle persone che ricoprivano le cariche più alte, piuttosto che alle istituzioni stesse. Fare, dunque, di tutta l’erba un fascio e puntare il dito sull’istituzione Comites in quanto tale non è opportuno… Moltissimi – ha proseguito Tacconi – sono gli esempi di Comites che, nonostante le note ristrettezze economiche, hanno svolto egregiamente il loro compito di supporto e sostegno delle comunità italiane di riferimento e di tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani, con iniziative ricreative e culturali di vario genere. È ora opportuno procedere a nuove elezioni. Personalmente, come ho avuto modo di affermare in più occasioni, pur nella consapevolezza delle grandi difficoltà, ritengo che il processo che ci sta portando a nuove elezioni, se pur necessario, poteva essere affrontato in maniera migliore, senza farsi prendere dalla fretta e da una sorta di ansia da prestazione, intraprendendo coraggiosamente una riforma strutturale di tutti gli organi di rappresentanza all’estero, potenziandone, ove necessario ed opportuno, le funzioni e le risorse, e, d’altra parte, ridimensionando, anche da un punto di vista numerico e strutturale, alcuni organi che sembrano ormai mastodontici, obsoleti e ridondanti. Poteva essere previsto – ha continuato Tacconi – un tempo più lungo per l’iscrizione nelle liste dei votanti da parte dei cittadini e, soprattutto, più tempo per la presentazione e promozione delle liste che si presenteranno alle elezioni stesse; nel contempo, proprio attraverso una riforma generale, si sarebbero potute realizzare economie di bilancio, da destinare, molto più proficuamente, alla migliore riuscita del processo di voto e al più efficace funzionamento delle strutture così riformate. Considerate, però, – ha precisato Tacconi – le pressioni che arrivano dalle nostra comunità su questo tema, ritengo sia doveroso non arrivare al quarto rinvio di queste elezioni, in assenza di un preciso programma di riforme. La sfida più grande insita nelle ormai prossime elezioni dei Comites sembra essere la necessità di informare tutti i cittadini italiani della modifica del processo di voto. Per la prima volta, il plico con la scheda elettorale su cui esprimere la propria preferenza sarà inviato solamente a chi notificherà espressamente al consolato di riferimento la propria volontà di votare. Abbiamo appreso – ha concluso Tacconi – che sarà inviata una lettera informativa a tutti i nuclei familiari, corredata di una copia del modulo di iscrizione alle liste elettorali. Iniziativa egregia, vi è da ammetterlo, ma, a mio parere, non sufficiente, se non si riuscirà a coinvolgere tutti i connazionali in questo processo elettivo, rendendoli consapevoli dell’importanza del voto di ciascuno di essi. È assolutamente da evitare che, a causa di un’adesione troppo esigua al voto, vengano, in qualche modo, delegittimati gli organi che risulteranno eletti, e assicurare, al contrario, che il voto stesso sia un vero esercizio di democrazia consapevole”. (Inform)