SENATO DELLA REPUBBLICA
ROMA – “Annuncio sin d’ora che, diversamente dagli altri colleghi del Gruppo che voteranno a favore del decreto-legge, nel rispetto dell’appartenenza alla maggioranza di Governo, il mio voto sarà contrario”. Lo ha detto nell’Aula di Palazzo Madama il senatore del Maie Mario Borghese, eletto nella ripartizione America Meridionale. “La materia della cittadinanza – ha continuato Borghese – è, per sua natura, molto complessa: prevede una casistica molto ampia di situazioni specifiche e diverse tra loro, trattandosi di una tematica che impatta direttamente sulla vita delle persone, a maggior ragione sugli italiani che vivono all’estero, su quegli italiani che non hanno mai dimenticato le loro origini e che anzi hanno operato e operano lontano dalla Patria per continuare a tenerle vive, su quei cittadini che sono legati alle tradizioni italiane e che hanno vincoli affettivi nella loro terra di origine. Il tema della cittadinanza, che ha connotazioni storiche, giuridiche, culturali, civiche e sociali così fondamentali per ciascuno di noi, non andava modificato con un provvedimento di urgenza qual è un decreto-legge” . Per il senatore sarebbe stato invece opportuno procedere “con una legge ordinaria o con una legge delega, che consentono approfondimenti e tempi di esame più ampi e adeguati, per elaborare modifiche condivise e accettabili per tutti”.
Borghese, dopo aver sottolineato che per combattere gli abusi non si possono colpire i diritti di chi chiede la cittadinanza sulla base della legge del 1992, ha evidenziato come in Commissione, grazie all’impegno di colleghi di maggioranza e di opposizione il decreto legge sia stato migliorato. “Un cittadino italiano, per trasmettere la cittadinanza al figlio – ha poi rilevato Borghese entrando nel merito del provvedimento – non potrà intanto avere un’altra cittadinanza, ad esempio quella italiana e quella svizzera. Tale divieto è già di per sé incomprensibile, visto che l’Italia ha sempre consentito il possesso della doppia cittadinanza. D’ora in poi potrà avere solo quella italiana e, in questo caso, si potrà trasmettere la cittadinanza solo al figlio o ai figli nati entro la mezzanotte del 27 marzo 2025; gli altri eventuali figli nati dopo questa data avranno anch’essi la cittadinanza italiana, ma non potranno più trasmetterla a loro volta. Si blocca inspiegabilmente la catena di trasmissione. Si è creata così una cittadinanza di serie a e una di serie b, ciò all’interno della stessa famiglia, in palese contrasto con i basilari principi sanciti dalla Costituzione italiana e in violazione dello ius sanguinis vigente. Per farvi capire, due fratelli, figli degli stessi genitori, non avranno gli stessi diritti”. “Nel votare contro questo decreto sulla cittadinanza – conclude Giacobbe – auspico, quindi, che nell’immediato futuro si possa rivedere questo provvedimento che giudico negativamente. Continuerò a battermi nel Senato in questa direzione e lo farà anche il MAIE, il movimento politico che qui rappresento, il quale ha nel suo dna la tutela degli italiani all’estero. In conclusione, ribadisco a nome del MAIE il voto contrario, mentre gli altri colleghi del Gruppo (Civici d’Italia-UDC-Noi Moderati-Coraggio Italia-Centro Popolare) voteranno a favore”. (Inform)