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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, l’audizione del Ministro Lorenzo Guerini sulle missioni internazionali

MINISTERO DELLA DIFESA

Il Ministro ha confermato la partecipazione alle missioni in Iraq, Afghanistan, Libano e Kosovo, ed ha ricordato che resta fondamentale la presenza italiana in Libia

ROMA – “La Difesa ha declinato gli impegni internazionali per il 2020 concentrando forze e risorse nelle aree di nostro prioritario interesse e valorizzandole al massimo, in termini di sicurezza, anche in relazione ai riflessi interni, e di tutela degli interessi nazionali”. È quanto ha detto il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, illustrando alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato l’impegno attuale e futuro dell’Italia nelle missioni internazionali.

“Prevediamo una sostanziale riconferma dei principali impegni già in atto nello scorso 2019 e l’avvio di alcune nuove missioni, allo scopo di completare e rafforzare la presenza dell’Italia nelle aree geografiche di interesse strategico” ha spiegato il Ministro che davanti alle Commissioni ha illustrato il quadro complessivo della proiezione dello strumento militare, sia riguardo le proroghe delle attività in atto che dei nuovi ulteriori impegni su cui il Governo ha deliberato

Ciò, senza tralasciare l’emergenza COVID-19 “che stiamo ancora affrontando e che vede tutte le componenti della Difesa tuttora fortemente impegnate al servizio dei cittadini”.

Nel suo intervento, Guerini ha ricordato che la regione del “Mediterraneo Allargato” –  fulcro principale dei nostri interessi dove si sviluppa la nostra azione di contenimento delle minacce e di mitigazione dei rischi attraverso iniziative nazionali, di coalizione e alleate (NATO e UE) – si conferma nella sua natura di “arco di instabilità persistente”.

“Di qui – ha spiegato – l’esigenza di mantenere una proiezione internazionale che sia in grado da un lato di prevenire in profondità le principali minacce alla nostra sicurezza nazionale e dall’altro di sostenere, assieme alle altre amministrazioni coinvolte, gli interessi e il ruolo del Paese nello scenario internazionale, anche nell’ambito delle organizzazioni internazionali di riferimento”.

In quest’ottica si colloca anche la lettera, a firma Italia, Francia, Germania e Spagna, inviata all’ Alto Rappresentante e Vice Presidente della Commissione dell’Unione Europea Borrel e ai Ministri della Difesa dell’Unione Europea, allo scopo di promuovere una maggiore assunzione di responsabilità, da parte dell’UE, nel campo della difesa e sicurezza.

Il Ministro ha quindi confermato la partecipazione alle missioni in Iraq, Afghanistan, Libano e Kosovo, ed ha ricordato che resta fondamentale la presenza italiana in Libia: “mentre prosegue lo sforzo della nostra diplomazia è quanto mai importante e necessario mantenere la nostra presenza sul terreno”.

Ha quindi ricordato che per contrastare il flusso di armi, che continua ad alimentare le azioni militari su entrambi i fronti, l’Unione Europea ha lanciato lo scorso 31 marzo la missione IRINI, in sostituzione dell’Operazione SOPHIA, a guida italiana.

Nel confermare le missioni attualmente in atto, il Ministro Guerini ha spiegato che ne saranno avviare due nuove in Sahel (Task Force Takuba) e Golfo di Guinea.

Inoltre, nel contesto della NATO e nell’ambito del rafforzamento del dispositivo per il Sud, ha aggiunto il Ministro “abbiamo previsto di rendere disponibile un team di esperti a favore dei paesi partner situati lungo il fianco sud dell’Alleanza, che richiedono collaborazione per l’addestramento, la consulenza e lo sviluppo di capacità nell’ambito della sicurezza e della difesa del territorio”.

I paesi già coinvolti nell’iniziativa sono Algeria, Tunisia, Marocco, Mauritania, Emirati Arabi e Qatar. Tale contributo potrebbe estendersi quando le condizioni lo consentiranno, e ove la NATO si esprima in tal senso, anche a favore della Libia.

Il complesso del dispositivo previsto dalla delibera in esame vede schierate un massimo di 8.613 unità di personale (con una consistenza media di circa 6.400 u.) distribuite in 41 missioni, quasi pari a quello scorso anno.

In chiusura, il ringraziamento per il personale civile e militare della Difesa per la professionalità che dimostrano in ogni contesto, per l’efficacia con cui assolvono le missioni assegnate, in contesti spesso rischiosi, ma soprattutto per lo spirito di sacrificio evidenziato nell’assolvimento del proprio dovere in ogni circostanza.

“Auspico che questo patrimonio valoriale possa far crescere una maggiore consapevolezza del ruolo della Difesa nazionale, soprattutto in un mondo in rapido cambiamento, con minacce inedite e sempre più complesse, contribuendo ad alimentare quel dibattito pubblico, da me più volte promosso, circa il ruolo che vogliamo assegnare alle Forze Armate”. (Inform)

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