direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dall’editoriale dei direttore Mimmo Porpiglia: “14aprile, siamo ancora qui, oggi come 22 anni fa…”

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

I 22 anni di “Gente d’Italia”

MONTEVIDEO – “22 anni insieme”, il titolo dell’editoriale di Mimmo Porpiglia su Gente d’Italia del 14 aprile, “un numero speciale per un giorno importante”.  Ne pubblichiamo la parte conclusiva.

In 22 anni, piano piano, il cambiamento, le trasformazioni, la cultura digitale come dominante dell’epoca. Sono cambiati i mezzi di fruizione ma il dna del giornalismo è lo stesso. Ieri sera ho riletto il primo numero di Gente d’Italia e le cose che mi hanno colpito sono le cose che mi colpiscono adesso: la volontà di rispondere agli interrogativi dei lettori. E penso “forse questo si è perso nel giornalismo degli ultimi tempi. Chiarezza, pulizia, sinteticità. Questo non è cambiato: ecco le risposte che devi dare”. Il giornale è fatto dalla realtà: e la realtà oggi è molto più complessa. Il progresso tecnologico, internet che comprime la geografia e abbatte la storia. Il giornale è diventato una macchina della conoscenza: ecco forse bisogna cercare qualcosa in più…

Ho sempre creduto che per fare un buon giornale bisogna metterci dentro poche ma semplici parole: libertà, eguaglianza, fraternità, giustizia, democrazia, diritti e doveri. Libertà eguaglianza fraternità, derivano dall’Illuminismo inglese e soprattutto francese e dalla grande rivoluzione del 1789 quando il Terzo Stato diventò costituente e il potere assoluto cadde per far luogo al potere costituzionale. Libertà e eguaglianza: l’una non può vivere senza l’altra perché libertà senza eguaglianza diventa privilegio dei forti sui deboli e eguaglianza senza libertà diventa una caserma dove comandano demagoghi e tiranni. La giustizia è il canone giuridico dell’eguaglianza, i diritti e i doveri sono reciprocamente dovuti dallo Stato ai cittadini (i diritti) e dai cittadini allo Stato (i  doveri). Questi sono i miei valori e questa è la pubblica opinione della quale vogliamo essere la voce. Un’opinione fortemente cattolica che ha condiviso Papi innovatori e perfino rivoluzionari come sono stati Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e soprattutto Francesco, il più rivoluzionario di tutti i suoi predecessori. Se guardate papa Francesco anche da laici e da non credenti – perché in queste pagine, le nostre pagine, vengono ospitate anche opinioni diverse dalla mia – vi accorgerete che quella voce esprime i nostri valori, li condivide tutti e in particolare quelli sulla fraternità, sull’eguaglianza, sulla giustizia. I tempi in cui viviamo oggi sono drammatici e in certi casi tragici, ma la luce dell’autocoscienza e del bene verso il prossimo ci inducono a non disperare. Continueremo su questa strada. Supereremo anche il Coronavirus….

Insieme con Voi ce la faremo. Lo ripeto ogni sera da 22 anni, prima di dare l’ok alla stampa di questo mio nostro e vostro giornale. Insieme ce la faremo….

Ps: Tra le cose che ricordo con più piacere in tutti questi anni, la gratificazione ricevuta dall’allora Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi per la questione della tragedia dell’emigrazione italiana relativa alla miniera di Monongah, la targa che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci donò qui a Montevideo qualche anno fa per il nostro lavoro dedicato agli italiani all’estero. (Mimmo Porpiglia – La Voce d’Italia del 14 aprile 2020  /Inform)

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