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Dall’Aitef “auguri di buon lavoro” al ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge

ASSOCIAZIONI

Dall’Aitef “auguri di buon lavoro” al ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge

Con l’auspicio che “si possa  aprire un dialogo costruttivo”

ROMA – “Auguri di buon lavoro” al ministro per l’Integrazione Cécile Kashetu Kyenge da parte dell’Aitef-Associazione Italiana Tutela Emigrati Famiglie. Il messaggio al ministro è inviato dal presidente del sodalizio Giuseppe Abbati, che porge gli auguri al ministro Kyenge anche a nome dei colleghi della Direzione nazionale e dei segretari regionali, in Italia ed all’estero.

Abbati evidenzia che l’associazione, sorta nel 1977, “cura e tutela gli italiani nel modo, ha collaborato all’elaborazione delle leggi, ha partecipato a manifestazioni svolte all’estero e realizzato progetti per gli Italiani nel mondo e per gli immigrati”. E che dal 2008 è “ un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale a favore dei lavoratori emigrati e/o immigrati, emarginati, svantaggiati o in condizioni di disagio economico, attraverso la promozione e l’attuazione della tutela dei diritti civili internazionalmente riconosciuti; dell’assistenza sociale e socio-sanitaria; della beneficienza; dell’istruzione e formazione culturale e professionale; e della promozione nel mondo della cultura italiana ed internazionale…( art.2 dello Statuto)”.

Abbati pone l’accento sul fatto che l’associazione da lui presieduta “da anni auspica un’azione decisa per ridurre il traffico dei clandestini ed un’azione verso l’U.E. per programmare gli ingressi ed organizzare dei corsi di formazione” . “L’arrivo, il soggiorno ed il rimpatrio costa molti milioni” che, ad avviso dell’Aitef “potrebbero essere investiti in progetti di formazione professionale,promossi d’intesa con il Ministero del Lavoro, da effettuare in Egitto, Libia, Marocco,Tunisia…”. E “ai partecipanti ai corsi si dovrebbe assicurare oltre ad un rimborso orario giornaliero, anche, a chiamata l’ingresso in Europa, il lavoro, un alloggio” .

L’auspicio è che “si possa aprire un dialogo costruttivo” con il ministro Cécile Kyenge. “Confermiamo sin d’ora la massima disponibilità” scrive Abbati. E “nell’iniziare il cammino, così difficile ed importante” l’Aitef chiede al ministro di “fissare un appuntamento per esaminare le iniziative che si possono intraprendere” . (Inform)

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