ITALIANI ALL’ESTERO
Nell’editoriale richiami a sostegno del Sì al referendum costituzionale, al 60° anniversario di Marcinelle e alla necessità di un’azione coordinata per stabilizzare le risorse destinate ai corsi di lingua e cultura italiana
ROMA – Nell’editoriale dell’ultima newsletter di Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, si segnala come sia già iniziato anche in tale ripartizione il sostegno per il Sì al referendum costituzionale previsto in autunno, con i Comitati Sì Down Under in Australia, e Basta Un Sì in Tunisia. Annunciato inoltre “l’allestimento di un sito collegato alla campagna ufficiale per il Sì ed un progetto di partecipazione allargata, video e audio, oltre che sui social, per i connazionali nel mondo”. “Basta un Sì – scrive Fedi – per un’Italia in cui si possa governare, mantenere gli impegni assunti con gli elettori, avere una maggioranza solida per fare leggi giuste ed approvarle rapidamente. Basta un Sì per l’Italia che vogliamo, in cui le leggi si fanno velocemente, in cui il Parlamento costi meno e produca di più, in cui il Governo nasca nell’unica Camera, in cui il Senato dei territori concorra all’esame delle proposte di legge facendo proposte alla Camera”.
L’esponente democratico ricorda inoltre il 60° anniversario di Marcinelle, celebrato ieri, che “ci pone di fronte ad una situazione molto complessa: ricordare – scrive – chi ha perso la vita per il lavoro, ricordare chi ancora oggi muore di lavoro e per il lavoro, guardando a chi il lavoro lo cerca disperatamente e a chi parte, spinto dalla necessità di trovare un lavoro, dalle sponde di un mondo in guerra, in povertà, in disperazione, in crescente difficoltà”. “La storia dell’emigrazione italiana nel mondo – aggiunge Fedi – è stata caratterizzata da alcuni episodi che ne hanno determinato non solo la narrazione ma l’evoluzione sociale, culturale e politica. Marcinelle è la storia dei lavoratori italiani, dello sfruttamento, della disattenzione alla sicurezza sul lavoro, del sacrificio italiano nel mondo, degli accordi tra Paesi per avere manodopera a basso costo, dell’assenza di protezione sociale e del bisogno di una regolamentazione del lavoro: da allora – afferma – abbiamo fatto grandi passi avanti, in tante direzioni, dal rispetto dei diritti umani alle legislazioni sulla sicurezza e sul lavoro. Eppure da Marcinelle è cambiato molto, ma non abbastanza”. “Ancora oggi – ricorda Fedi – migranti muoiono sul posto di lavoro. Il tema del lavoro e della tutela del lavoro, è profondamente legato alla storia delle migrazioni. Per le ragioni sociali di un’emigrazione tradizionalmente formata da manodopera, spesso poco qualificata, ma oggi anche specializzata ed in competizione con la forza lavoro locale. Per le ragioni culturali, di un’emigrazione che spesso ha difficoltà di inserimento e di integrazione nei contesti di primo insediamento. Per le ragioni politiche, di un’emigrazione usata per campagne demagogiche e populiste e quindi lontana dalla vera attenzione politica. Il tema di Marcinelle si lega molto anche ai nuovi flussi migratori dal mondo. Dagli Stati Uniti all’Austria, il vento del populismo chiede la costruzione di muri e argini oppure la chiusura dei canali di collegamento e ascolto. Noi, con il ricordo di Marcinelle – sostiene l’esponente democratico, – vogliamo affermare principi e valori che ruotano attorno ai temi della tutela del lavoro, della solidarietà e dell’accoglienza”.
Richiamati nell’editoriale anche la vicenda del sito internet del Museo nazionale dell’emigrazione, segnalata a suo tempo al Mibact dallo stesso Fedi, e il ripristino dei fondi per i corsi di lingua e cultura italiana ottenuto con l’assestamento di bilancio 2016, “un’inversione di tendenza rispetto al passato” ma che va salvaguardata – rileva il deputato – anche intervenendo sui tagli già previsti per il futuro. “Abbiamo il dovere di svolgere un’azione volta a stabilizzare l’attuale investimento di 12 milioni, magari cercando di alzare il livello, evitando che si torni indietro, alle cifre già programmate senza i miglioramenti che siamo riusciti ad introdurre con la nostra azione parlamentare. Questo lavoro può essere fatto solo nella prossima legge di stabilità – scrive Fedi sollecitando gli eletti all’estero, in particolare quelli della maggioranza, a “raccogliere le forze e coordinare gli sforzi”, per “consolidare un fondo credibile, dal quale partire per eventuali miglioramenti, per dare certezze alle famiglie e agli enti gestori e per creare le condizioni reali di applicazione della riforma del settore che il Governo sta preparando con il decreto sulla Buona Scuola”. (Inform)