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Dalla III Commissione per le parti di competenza: parere favorevole per l’esercizio finanziario 2019 e parere favorevole con osservazioni per l’assestamento di bilancio 2020

SENATO DELLA REPUBBLICA

Già approvato dalla Camera dei Deputati

 

 

ROMA – La Commissione Esteri del Senato ha espresso favorevole per le parti di competenza sull’esercizio finanziario 2019 e parere favorevole con osservazioni sull’assestamento di bilancio per il 2020 . Per quanto riguarda quest’ultimo provvedimento la III Commissione esprime le seguenti osservazioni:“si preveda il recupero e l’incremento dei fondi, originariamente disponibili, a favore del Programma “Promozione della cultura e della lingua italiana all’estero”, essenziali al pari degli interventi economici, quale elemento qualificante della politica estera del nostro Paese” e “un forte auspicio affinché vengano incrementati i fondi della cooperazione allo sviluppo anche in vista del prossimo esame della manovra di bilancio”. Lo stato di previsione del Maeci per il 2020, approvato con la legge di bilancio n. 160 del 2019, reca spese in termini di competenza per un totale di 2.978,03 milioni di euro, di cui 2.783 milioni di parte corrente e 195,03 milioni in conto capitale. La consistenza dei residui presunti viene valutata, al 1° gennaio 2020, pari a 13,089 milioni di euro. La massa spendibile (competenza più residui) ammonta quindi a 2.991,119 milioni di euro. Rispetto a tali previsioni iniziali, il disegno di legge di assestamento 2020 (A.S. 1913) reca talune modifiche dovute in parte all’adozione, nel periodo gennaio-maggio 2020, di atti amministrativi che hanno già comportato variazioni di bilancio, e per il resto alle variazioni proposte dallo stesso disegno di legge di assestamento. Le variazioni complessivamente apportate al bilancio per atti amministrativi hanno determinato anzitutto un aumento di 524,545 milioni di euro delle dotazioni di competenza e di cassa. Le variazioni già introdotte in bilancio, e pertanto non soggette ad approvazione parlamentare, derivano da provvedimenti legislativi intervenuti nell’anno o da norme di carattere generale. Per quanto riguarda le variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento (Atto Senato 1913), la manovra prevede un decremento negli stanziamenti di competenza e di cassa di 641.814 euro – tutti di parte corrente. Tale diminuzione è congiuntamente riconducibile ad un decremento nella misura di un milione di euro operato nel Programma 4.9, “Promozione della cultura e della lingua italiana all’estero”, e di un aumento di 358.186 euro a carico del Programma 32.3, “Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza”, finalizzato quest’ultimo alla gestione del personale. I residui aumentano (con le variazioni proposte con l’assestamento) di complessivi 379.157 milioni circa, al fine di adeguare i residui presunti a quelli risultanti dal rendiconto del 2019, nonché di tener conto delle variazioni compensative nei residui passivi medesimi in seguito all’applicazione di specifiche disposizioni legislative. Mentre le variazioni di competenza traggono origine dalle esigenze emerse dall’effettivo andamento della gestione, le modifiche alle autorizzazioni di cassa sono dovute alla necessità di recepire sia la nuova consistenza dei residui sia le variazioni proposte per la competenza. Riassuntivamente, pertanto, rispetto alle previsioni iniziali, le spese previste registrano un decremento complessivo di 641.814 euro in termini di competenza, con le previsioni per il 2020 che risultano assestate a 3.501,937 milioni in termini di competenza. La previsione dei residui passivi (cioè, in linea di massima, delle somme impegnate contabilmente negli esercizi finanziari precedenti, ma che non sono state ancora spese in termini di cassa) dello stato di previsione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale – come risulta dal disegno di legge di assestamento Atto Senato 1913 relativo all’esercizio finanziario 2020 – è pari a 392,247 milioni di residui accertati (a fronte dei 13,089 milioni di euro presunti inizialmente al 1° gennaio 2020). Al consistente incremento dei residui contribuisce in maniera assai rilevante (+234,21 milioni) la Missione 16, commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo – Programma 16.5, “Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy”, aggiunta allo stato di previsione a seguito dell’attribuzione al Maeci di importanti competenze, prima del Ministero dello sviluppo economico, in materia di commercio estero e internazionalizzazione del sistema produttivo italiano. Pertanto, i residui nell’assestamento per il 2020 (nei quali concorrono anche i residui relativi al citato Programma 16.5) non coincidono con quelli accertati dal rendiconto al 31 dicembre 2019. Per effetto delle predette variazioni, la massa spendibile, che nelle previsioni di bilancio era di 2.991,119 milioni di euro aumenta e risulta, in seguito alle proposte di assestamento, pari a 3.894,184 milioni di euro. Il relatore Marilotti (M5S) ha richiamato altresì, stanti i temi di interesse per la 3a Commissione, la Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2019 della Corte dei Conti, che analizza la gestione del bilancio dello Stato per singole Amministrazioni e che, nel capitolo riferito al Ministero degli affari esteri, evidenzia come si registri una sostanziale continuità della politica estera nazionale fra il 2018 e il 2019, incentrata in particolare nella gestione del recesso del Regno Unito dall’Unione europea, nel negoziato per il Quadro Finanziario Pluriennale (2021-2027), nella gestione dei fenomeni migratori a livello europeo e nell’impegno per la stabilità dell’Africa, del Mediterraneo e in Medio Oriente. Dall’esame dei principali risultati del 2019, il documento della magistratura contabile si evidenzia come alla missione 4, “Italia in Europa e nel mondo”, siano collegate le priorità politiche di maggior impatto che ricevono il 97 per cento delle risorse complessive stanziate, in linea con la tendenza registrata negli anni precedenti. In dettaglio si evidenzia come il programma 2, “Cooperazione allo sviluppo”, assorba quasi il 40,3 per cento degli stanziamenti definitivi, seguito dal programma 13, “Rappresentanza all’estero e servizi ai cittadini e alle imprese”, con il 20 per cento (in leggero aumento rispetto al 19,33 del 2018) e dal programma 6, “Promozione della pace e sicurezza internazionale”, che assorbe circa il 18 cento degli stanziamenti. In relazione al programma 2, Cooperazione allo sviluppo, la Relazione della Corte evidenzia una diminuzione di stanziamento per l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo per l’attuazione di iniziative di cooperazione internazionale”, la cui dotazione passa dai 588 milioni del 2018 ai 495 milioni nel 2019. Il relatore ha rammentato, infine, come al Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato (Atto Senato 1912) sia allegata, ai sensi dell’articolo 14, comma 2, della legge n. 124 del 2014, anche la Relazione del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale che riporta i dati e gli elementi informativi sull’utilizzo degli stanziamenti a sostegno di politiche di cooperazione allo sviluppo, riferiti al 2019. Il documento dà conto sinteticamente delle spese per l’Aiuto pubblico allo sviluppo (APS) comunicato dalle Amministrazioni pubbliche italiane per l’anno 2019 e che è stato pari a 3.434,02 milioni di euro, corrispondente allo 0,19 per cento del Reddito nazionale lordo (RNL). Nel documento si sottolinea, tuttavia, come tale cifra, trasmessa dal Comitato per l’Aiuto allo Sviluppo (DAC) dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo Economico (OCSE) nel mese di aprile 2020, sia frutto di una trasmissione parziale ed incompleta a causa dei ritardi nella trasmissione dei dati da parte di importanti soggetti pubblici per via dell’emergenza causata dalla pandemia Covid-19. La stessa Relazione evidenzia come il maggiore contribuente dell’APS italiano, anche per il 2019, sia il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), con erogazioni (incluse quelle di Cassa Depositi e Prestiti e di SACE) pari 1,92 miliardi di euro, pari al 55,8 per cento dell’APS complessivo. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) si colloca in seconda posizione, destinando alla cooperazione allo sviluppo, insieme all’AICS, circa 1,28 miliardi di Euro, pari al 37,2 per cento dell’APS. Il relatore ha concluso preannunciando la possibilità che la Commissione formuli un parere favorevole sul disegno di legge n. 1912 ed un parere favorevole con osservazione sul disegno di legge n. 1913 , aggiungendo le eventuali osservazioni che dovessero emergere in sede di dibattito Il presidente  Petrocelli ha aperto la discussione generale. Il senatore Lucidi (Lega), nell’esprimere preliminarmente la posizione contraria del proprio Gruppo in merito al provvedimento in esame nel suo complesso, ha manifestato, invece, una valutazione più articolata per quanto concerne gli aspetti di più stretta pertinenza della 3a Commissione. In particolare, apprezza l’incremento delle risorse destinate alla rete diplomatico-consolare, alla internazionalizzazione delle imprese e alla promozione del Made in Italy, mentre ha chiesto chiarimenti al Governo circa l’impiego delle risorse del Fondo Africa, poiché, a suo modo di vedere, nella logica di creare le condizioni per lo sviluppo dei Paesi di origine dei migranti, bisogna porre particolare attenzione ai finanziamenti previsti dall’aiuto pubblico allo sviluppo, che, come risulta dalla relazione illustrativa al disegno di legge in titolo, hanno subito un significativo decremento, dallo 0,30 allo 0,19 per cento del reddito nazionale lordo, dal 2017 al 2019.

Il senatore Aimi (FIBP-UDC) ha evidenziato brevemente la necessità di implementare gli stanziamenti a favore dell’apprendimento della lingua italiana nel mondo, che deve essere considerato un vero e proprio strumento della politica estera nazionale. La senatrice Garavini (IV-PSI) ha condiviso in pieno l’impostazione del relatore soprattutto per quanto concerne la necessità che il Governo ripristini ed incrementi, possibilmente utilizzando il passaggio parlamentare del prossimo esame della legge di bilancio, le somme destinate alla diffusione della lingua italiana tra le comunità dei nostri connazionali. Ha auspicato, inoltre, che, nella bozza di parere predisposta, venga segnalata anche l’opportunità di ripristinare ed aumentare le risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo, che, notoriamente, hanno subito consistenti decurtazioni negli ultimi anni. Il senatore Alfieri (PD) ha reso nota la posizione favorevole della propria parte politica in merito allo schema di parere in discussione, affermando, al contempo, l’esigenza imprescindibile di un cambio di passo in tema di cooperazione allo sviluppo, che deve diventare di nuovo un volet prioritario dell’azione italiana nell’arengo internazionale. Il presidente Petrocelli ha esortato i Commissari ed, in primis, il relatore ad integrare la proposta di parere testé illustrata alla luce dei rilievi emersi nel corso della discussione. Il relatore Marilotti (M5S) , al riguardo, ha fatto proprie le considerazioni svolte in particolare dalla collega Garavini, sottoponendo alla Commissione una riformulazione del suddetto parere. (Inform)

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