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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dal senatore Enrico Buemi (Gruppo Per le Autonomie) una mozione sulla Brexit

SENATO DELLA REPUBBLICA

Chiesto al Governo un impegno a mettere in sicurezza la situazione degli italiani residenti nel Regno Unito tutelando il loro diritto a vivere e lavorare all’estero

 

ROMA – Il senatore Enrico Buemi (Gruppo Per le Autonomie SVP-UV-PATT-UPT-PSI-MAIE), ha presentato al Senato una mozione in cui si impegna il Governo qualunque sia la tempistica di applicazione dell’articolo 50 dell’UE,  “a mettere in sicurezza la situazione degli italiani residenti nel Regno Unito alla data dello svolgimento del referendum sulla Brexit, facendo tesoro delle opportunità offerte dal programma europeo Erasmus, tutelando il loro diritto a vivere e lavorare all’estero, proteggendo le vite personali e professionali degli studenti ed ex studenti italiani, negoziando la parità di trattamento con gli altri lavoratori del Regno Unito e garantendo la prosecuzione delle cure per i cittadini italiani che hanno scelto di affrontarle in quello Stato”.

Nella mozione si ricorda inoltre come il  6 luglio scorso oltre 100 professori delle più note università britanniche, italianisti, docenti di lingua e letteratura italiana, abbiano chiesto al Governo italiano di agire  “per difendere i diritti di cittadini europei degli oltre mezzo milione di italiani che sono residenti nel Regno Unito (parte rilevantissima dei circa 3 milioni di cittadini europei ivi residenti): essi, – prosegue la mozione – secondo gli autorevoli firmatari della lettera al Presidente del Consiglio dei ministri Renzi, sono ‘la giovane generazione di europei che abbiamo educato, incoraggiandoli ad imparare le lingue e promuovendo la conoscenza delle storie, politiche e culture che costituiscono il fondamento della cooperazione europea”.  Nella mozione del senatore Buemi segnala inoltre come “non tutti i concittadini siano nella condizione di lasciare la Gran Bretagna, essendovene diversi che seguono cure (parzialmente a carico del National health service, ma anche presso ospedali privati o in forme di assistenza domiciliare) anche quando (pur avendo maturato 5 anni di lavoro e contributi) non hanno preso la residenza inglese”. Dal senatore viene anche ricordata sia la dichiarazione del 19 luglio 2016 del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,  che nei suoi colloqui a Londra ha dichiarato che “nonostante la Brexit non cambia la relazione di amicizia dell’Italia con la Gran Bretagna e questo deve essere il primo elemento di rassicurazione per i nostri cittadini che vivono nel Regno Unito”, sia che l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato dell’Unione europea comporta un approccio non negoziale dell’Unione verso lo Stato che sceglie di abbandonarla, ma non esclude che le specificità dei singoli Stati membri siano oggetto di autonoma negoziazione bilaterale. (Inform)

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