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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dal “Corriere Italiano”: nel cuore dell’Italia, con l’Umbria nel cuore, Loredana Bacchi e l’Associazione Regionale Umbra di Montréal

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

MONTREAL – Fondata nel 1983 dal signor Mario Bottausci, che ne fu anche il primo presidente, l’Associazione Regionale Umbra di Montréal conta attualmente circa 340 membri, ovvero quasi tutti coloro che sono originari di questa magnifica regione che si trova al centro dell’Italia.

“La nostra – afferma la vicepresidente Loredana Bacchi – è una piccola associazione che riflette una realtà regionale come quella umbra che per quanto riguarda l’immigrazione non ha certo gli stessi numeri che hanno avuto altre grandi regioni italiane. Ma pur nel nostro piccolo cerchiamo di farci conoscere e di portare avanti le nostre belle tradizioni”.

Loredana Bacchi, nata a Marsiglia da genitori originari di Assisi, è arrivata a Montréal nel 1964, all’età di 3 anni. “La cosa curiosa – afferma Loredana che ha fatto parte del gruppo dei fondatori – è che a parte forse la nostra famiglia, tutte le altre sono originarie di Gubbio”.

Loredana Bacchi, ex consulente finanziaria, è stata presidente dell’Associazione per diversi anni e ultimamente è entrata a far parte, in qualità di consultrice per l’America del Nord, del Consiglio Regionale Umbro dell’Emigrazione (CRUE). “Stiamo lavorando insieme agli altri consultori – afferma – per cercare di finalizzare, pandemia permettendo, alcuni progetti. Ad esempio, un’idea sulla tavola è quella, vista la situazione, di organizzare dei concerti virtuali anche per aiutare gli artisti in Umbria.

Per quanto riguarda, invece, le attività della nostra associazione, nel corso degli anni – spiega – abbiamo organizzato la Festa della vendemmia in autunno; la gita alla Cabane à sucre in primavera ed il tiro al piattello in estate. Poi ogni anno, in febbraio, teniamo, alternativamente, l’assemblea generale o la Festa di San Valentino. Abbiamo organizzato anche altre iniziative speciali come sfilate di moda, mostre sull’immigrazione, vari eventi e spettacoli per festeggiare i 20 anni, i 30 ed infine i 35 anni dell’associazione con artisti venuti direttamente dall’Umbria.

La terza generazione

Attualmente – continua – la nostra presidente è Katia Sebastiani, avvocatessa di terza generazione. Bellissima cosa; nel nostro comitato abbiamo 3 membri della terza generazione. Due di loro sono andati lo scorso anno in Umbria per conoscere più da vicino le nostre tradizioni, i prodotti della nostra terra, per portare qui da noi le specialità dell’Umbria e farle conoscere non solo agli altri membri ma a tutta la comunità. Incoraggiamo molto questo tipo di progetti perché rappresentano una grande opportunità di scambio e di conoscenza tra le due sponde, tra il territorio delle nostre origini e quello che ci ha accolto come immigrati e figli di immigrati.

Abbiamo in “stand by” il progetto di far venire qui a Montréal, in collaborazione con l’IIC di Montréal e la Società Dante Alighieri di cui sono anche la vicepresidente, “Umbria Ensemble”, un magnifico quartetto d’archi.

Ma l’Umbria dov’è?

Mi sono fatta un dovere di far conoscere la nostra associazione alla comunità italocanadese. Crescendo – spiega Loredana che ha anche fatto parte del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi all’inizio degli anni ’90 – ho avuto una forte crisi di identità: quando andavo in Italia mi dicevano che ero americana, neanche canadese, e dovevo lottare per dire che ero canadese. Quando ero qui, invece, dicevo che ero originaria dell’Umbria e gli anglofoni ed i francofoni mi chiedevano: “Ma dov’è questo Paese?”

Io e le mie sorelle – aggiunge – siamo cresciuti senza zii, nonne, cugini, senza corregionali, quindi per me l’associazione è stata una cosa molto importante perché avevo finalmente un gruppo di persone con cui potevo identificarmi. E lo è stata ancora di più per i miei figli, è stata un veicolo con cui trasmettere la nostra lingua e la nostra cultura. Anche il PICAI – conclude – è stato importante per “rinforzare” la conoscenza della lingua italiana. Per quanto mi riguarda tengo a ringraziare particolarmente la signora Filomena Alati Sclapari alla quale devo questo interesse che ho per la comunità italiana». (Fabrizio Intravaia-Corriere Italiano, 9 giugno/Inform)

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