direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Da un gruppo di connazionali una lettera sulla situazione in Venezuela

ITALIANI ALL’ESTERO

Una interpretazione di origini e cause di ciò che avviene nel Paese sudamericano

 

ROMA – Diversi connazionali residenti in Venezuela hanno sottoscritto e diffuso una lettera in cui lamentano “una informazione a senso unico” su ciò che sta avvenendo nel Paese sudamericano e che non considera, a loro avviso, la complessità delle posizioni che emergono all’interno della stessa presenza italiana in loco, “che sembrerebbe accomunata – scrivono – in modo unanime alle posizioni dell’opposizione” al governo in carica.

Nella missiva si fornisce infatti un’interpretazione diversa da quella che si ritiene essere quasi unanimemente rappresentata nei media italiani su “origine e cause della grave situazione che attraversa il paese dove viviamo da tanti anni e dove abbiamo costruito la nostra vita e formato le nostre famiglie”.

“In tanti – si legge nella lettera – abbiamo condiviso e accompagnato il progetto di socialismo bolivariano proposto da Chavez e proseguito da Maduro, sia come militanti o elettori, sia partecipando direttamente il progetto di un Venezuela più giusto e solidale”. I firmatari ritengono infatti che solo con Chavez per la prima volta si siano affrontati in modo deciso i problemi di disuguaglianza presenti in un Paese ricco di risorse e potenzialità, attraverso un progetto finalizzato all’emancipazione sociale e a garantire “i diritti essenziali che sono quelli di una vita dignitosa, cioè quello delle reali condizioni di vita, di lavoro, di educazione, di servizi sanitari pubblici, di pensioni per tutti”.

“In questi anni, diverse agenzie dell’Onu e l’Onu stessa, hanno certificato che il Venezuela è stato tra i primi paesi al mondo nella lotta alla povertà, all’analfabetismo, alla mortalità infantile, raggiungendo risultati che non hanno confronti per la loro entità, rapidità e qualità – prosegue ancora la missiva, ritenendo obiettivo principale della rivolta in corso quella di “rimettere in discussione tutte le conquiste sociali raggiunte in questi anni”, per ripristinare lo status di cose precedente.

“La comunità italiana in Venezuela – proseguono i firmatari della missiva – è composta di circa 150 mila cittadini di passaporto e oltre 2 milioni di oriundi. Questi cittadini, che grazie alla Costituzione venezuelana approvata sotto il primo governo di Hugo Chavez possono avere o riacquisire la doppia cittadinanza, hanno vissuto e vivono insieme agli altri venezuelani i successi e le difficoltà di questi anni. Gran parte di loro – rileva la missiva – hanno sostenuto e sostengono il processo di modernizzazione e democratizzazione del Venezuela. Molti di loro sono stati e sono sindaci, dirigenti sociali e politici, parlamentari della sinistra, imprenditori aderenti a Clase media en positivo, ad organizzazioni cristiane come Ecuvives ed hanno sostenuto e sostengono il processo bolivariano”.

I firmatari della lettera tengono quindi a precisare come considerare per intero la comunità italiana schierata sulle posizioni dell’opposizione al governo Maduro non sia corretto e come tale appoggio, amplificato dai mezzi di informazione, riguardi quindi solo una parte della nostra collettività. “Il resto della comunità italiana e il resto del mondo degli oriundi italo-venezuelani – aggiungono – si organizza e si mobilità in questo paese nello stesso modo in cui si mobilita e si organizza il resto del paese. Vi è chi è contro e chi è a favore del processo bolivariano”. (Inform)

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