ESULI
ROVIGNO (Croazia) – Il suggestivo Estivo di Palazzo Milossa, sede della Comunità degli Italiani “Pino Budicin”, ha ospitato la tradizionale “Serata in famiglia”, evento che già da diversi anni unisce i rovignesi esuli dell’Associazione “Famìa Ruvignisa” con quelli rimasti in occasione della festività patronale di Sant’Eufemia. A nome della Comunità è intervenuto il presidente del sodalizio, nonché vicesindaco, Marino Budicin, il quale ha ricordato che la serata non è solo un’opportunità per tutti i rovignesi di ritrovarsi assieme, ma anche un momento per rendere merito a tutti gli attivisti, alle società, enti e istituzioni che si sono prodigati per portare avanti i numerosi programmi della Comunità rovignese. Budicin ha aggiunto che quest’anno ricorre il 20.esimo anniversario di collaborazione culturale con la “Famìa Ruvignisa”.
Francesco Zuliani, presidente dell’Associazione degli esuli, ha ricordato che la collaborazione nasce nel 1995 grazie a una lettera scritta dall’allora presidente della CI Antonio Pellizzer, che invitava i rovignesi sparsi nel mondo a ritornare a Rovigno per il proprio raduno annuale. Zuliani ha ricordato inoltre che il primo raduno fu il frutto di un lavoro iniziato già nel 1982, quando l’allora presidente della “Famìa”, Gianni Curto, incontrò per la prima volta l’allora sindaco e oggi presidente del Consiglio cittadino, Davorin Flego. La “Famìa Ruvignisa” – ha dichiarato Zuliani – fu la prima Associazione degli esuli che iniziò un rapporto di collaborazione con i rimasti, ricevendo anche forti critiche e numerosi attacchi. Zuliani ha ribadito che l’Associazione apprezza ed è orgogliosa del grande lavoro del sodalizio rovignese, che opera in stretto contatto con le scuole e i ragazzi per tutelare il grande patrimonio storico culturale comune di tutti i rovignesi. La celebrazione della ventennale collaborazione è stata suggellata da uno scambio di doni tra i due presidenti: la CI ha donato alla “Famìa” il modellino di una batana; la “Famìa” ha ricambiato con una targa celebrativa, anche in ricordo del 58.esimo raduno annuale degli esuli.
«La poupa da bieco»
La festa è continuata con una rappresentazione che testimonia del grande lavoro del sodalizio, ossia “La poupa da bieco”, uno dei più toccanti bozzetti folcloristici scritti dal poeta dialettale Giusto Curto e messo in scena dagli alunni della Filodrammatica della Scuola elementare italiana “Bernardo Benussi”, diretti dall’insegnante Suzana Benussi Gortan. In questo modo i ragazzi hanno dimostrato che la “faviela” rovignese è assolutamente ancora viva e presente nella città di Sant’Eufemia. Inoltre gli alunni che hanno vinto il concorso letterario “Mailing list Histria”, Lara Kercan, Valentina Morožin e Alessio Giuricin, hanno presentato i propri lavori in dialetto rovignese. Le bravissime cantanti Luana Santin e Patrizia Sfettina Jurman, accompagnate dal maestro Massimo Brajković, hanno poi entusiasmato il pubblico con medley di canzoni tradizionali ed evergreen italiani. A esibirsi pure il coro della SAC “Marco Garbin”, che diretto dal maestro Riccardo Sugar ha interpretato la nota canzone “Nuvola” e le bitinade “L’eco” (voce solista Fulvia Belussi Modrušan), “Vien sul mar” (Germano Ettorre) e “Li ven soun par li Casàle” (Franco Santin). Lo spettacolo si è concluso sulle note dell’inno di Rovigno “La viecia batana”, cantato da tutto l’Estivo. La piacevole serata in famiglia è giunta al termine con la tradizionale tombola arricchita dai premi forniti da numerosi sponsor locali. (Sandro Petruz-La Voce del Popolo, 15 settembre /Inform)