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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Da Fdi una proposta di legge in materia di impiego delle guardie giurate all’estero

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Assegnata alla Commissione Affari Costituzionali, il testo è finalizzato a consentire alle imprese italiane che operano in aree a rischio di utilizzare guardie giurate di imprese di vigilanza italiane

 

ROMA – Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, ha presentato insieme a Salvatore Deidda e Wanda Ferro (Fdi) una proposta di legge recante disposizioni in materia di impiego delle guardie giurate all’estero, finalizzata a consentire alle imprese italiane che operano in aree a rischio di utilizzare guardie giurate di imprese di vigilanza italiane.

Lollobrigida, nel corso di una conferenza stampa in cui è stata annunciata l’assegnazione della proposta alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, in sede referente, ha segnalato come l’obiettivo sia quello di “dare alle imprese italiane che si occupano di vigilanza privata la possibilità di sostenere e proteggere le nostre aziende che lavorano all’estero” e “favorire la competitività e l’efficienza in un settore che impiega ben 25mila addetti”.

Il deputato di Fdi ha ricordato che sono numerose le imprese italiane operanti in territori esteri fortemente a rischio a causa di guerre o atti di terrorismo e che “ad oggi devono rivolgersi a imprese di vigilanza straniere”. Nel testo allegato in premessa alla proposta di legge si segnala come l’obiettivo sia consentire “alle imprese pubbliche e private italiane che operano in settori strategici in aree estere, dove la sicurezza non può essere garantita con lo strumento militare – in analogia a quanto già previsto nel campo della lotta alla pirateria marittima – di provvedere alla propria sicurezza con risorse nazionali”. “Tale possibilità – si prosegue in premessa – offrirebbe un vantaggio competitivo al ‘sistema Italia’, rispondendo a molteplici e diverse esigenze. Innanzitutto, da un punto di vista prettamente economico, incoraggiare lo sviluppo di un mercato della sicurezza privata porterebbe nuove risorse all’erario grazie alla limitazione dell’uscita dallo Stato di ingenti risorse economiche utilizzate dalle nostre imprese di punta per pagare la sicurezza privata all’estero. In secondo luogo, uno sviluppo in tal senso permetterebbe l’impiego di quel personale che, già formato, troverebbe quale naturale sbocco professionale l’impiego in attività di sicurezza privata ad alta qualificazione”. (Inform)

 

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