CULTURA
Con Giorgio Fornasier aveva formato il duo musicale dialettale “I Belumat” portando canzoni ovunque vi sia stata emigrazione veneta . Il cordoglio del Comune e della Provincia di Belluno e della Regione Veneto
BELLUNO/VENEZIA – Cultura bellunese e veneta in lutto: dopo lunga malattia, a 74 anni è scomparso Gianni Secco, famoso interprete della musica e della poesia popolare veneta. Grande il suo impegno per salvaguardare le culture locali e tutelare il patrimonio dell’emigrazione veneta: sue ricerche sull’emigrazione in Brasile hanno permesso di riscoprire e valorizzare detti popolari, filastrocche, tradizioni.
Con il musicista Giorgio Fornasier aveva formato negli anni ‘70 il duo musicale dialettale “I Belumat” , portando per 35 anni canzoni nel mondo, soprattutto ovunque vi sia stata emigrazione veneta.
“Belluno perde oggi un pezzo importante del mondo culturale, un uomo che ha unito arte, musica, spettacolo e associazionismo per promuovere e valorizzare la nostra cultura popolare, difendendone l’identità e ravvivandone le tradizioni”, ha commentato il sindaco della città veneta Jacopo Massaro. “
“Belluno saluta con commozione Gianni Secco, che ci ha lasciati con un sorriso nel cuore dopo una lunga battaglia – ha scritto su Facebook Marco Perale, assessore alla cultura del Comune di Belluno – Una figura davvero straordinaria. Chi lo ricorda per l’ironia graffiante dei Belumat, chi per la valorizzazione della tradizione dell’emigrazione veneta in Brasile, chi per il salvataggio dei carnevali di montagna e delle loro maschere, chi infine come poeta. I poeti sanno vedere lontano, e non muoiono mai”.
“Con lui se ne va una persona poliedrica, una figura straordinaria della nostra terra”, ha commentato il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin. Ricordando come Gianni Secco abbia “saputo esprimere in modi ora ironici ora delicatissimi il grande amore per il Bellunese e la sua gente”.
“Se ne va – ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia – uno dei grandi difensori dell’identità, della cultura, della veneticità dei veneti, se ne va un amico, una persona che abbiamo sempre apprezzato. Non lo dimenticheremo mai. Grande cultore della lingua veneta, e dello studio della lingua veneta e del ‘talian’, ovvero del veneto parlato dagli emigranti in America Latina, con il suo lavoro di recupero di storie e canzoni ha sempre cercato di nobilitare la storia e la cultura dei veneti. Ci mancherà”.
“Per quanti amano la cultura veneta Gianni Secco resta una figura indimenticabile e di certo lascia un grande vuoto per la sua onestà intellettuale e il rigore di un ricercatore autentico, uomo di cultura capace di parlare anche ai più semplici. La sua vita è stata una lezione straordinaria di coerenza e amore” , ha sottolineato Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto. (Inform)