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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Crisi Russia-Ucraina, intervento nell’Aula di Palazzo Madama del senatore Fantetti (Misto – ripartizione Europa) a seguito dell’informativa del Ministro degli Esteri Di Maio

ELETTI ALL’ESTERO

 

ROMA – Il senatore eletto nella ripartizione Europa Raffaele Fantetti (Gruppo Misto) è intervenuto nell’Aula di Palazzo Madama a seguito dell’informativa dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio in relazione alla crisi Russia-Ucraina. Il  Senatore ha espresso apprezzamento per impostazione dell’attività di Governo in queste tristi circostanze. “Vorremmo mettere l’accento, nell’ambito della discussione, su due profili che vengono trattati poco. Quello che viene trattato male è il ruolo dell’Europa; quello che viene trattato poco riguarda i numeri in ballo. Vorrei far notare a tutti noi che l’economia russa nel 2021 ha registrato un PIL di 1.480 miliardi di dollari, a fronte dei 2,3 trilioni, quindi 2.300 miliardi del 2013, quindi in fortissimo calo. Il dato si compara con i 1.900 miliardi di dollari dell’economia italiana: l’economia della Federazione russa è quindi circa il 30 per cento più piccola di quella dell’Italia ed è un terzo di quella della Germania. Il PIL pro capite in Russia, in calo fortissimo negli ultimi anni, è di circa 10.000 dollari per cittadino, al confronto con i 35.000 dollari per cittadino italiano e i 50.000 dollari per cittadino tedesco. In Russia il tasso di interesse principale ufficiale è al 9,5 per cento; l’inflazione ufficialmente è al 9 per cento; il rublo vale meno della metà di dieci anni fa. Stiamo parlando di un’economia in crisi, rispetto alla quale, nella storia dell’umanità, è abbastanza frequente che sia registrato il caso di ricerca di diversivi esterni da parte degli autocrati responsabili della situazione socio-economica, che non facciamo fatica a riscontrare anche in questo ambito. Putin ha bisogno di prospettare un nemico esterno, che ha identificato nella NATO.  Ha bisogno di creare questo diversivo, per coprire la situazione economica e quindi sociale”. “Questo – ha continuato Fantetti – è un primo profilo, che dobbiamo avere molto bene in mente quando analizziamo la situazione. Un secondo profilo è quello della rappresentazione del ruolo dell’Europa. L’Europa c’è. C’è come gigante economico. L’Europa ha finanziato oltre 300 miliardi di investimenti diretti in Russia, a fronte di meno di 100 miliardi da parte dei russi in Europa, tra l’altro molto caratterizzati. L’Europa importa molto di più dalla Russia di quanto esporti. L’Europa è un gigante economico, ma è un gigante anche politico, come si è visto nella capacità di mettere in campo una attività negoziale in capo al presidente Macron, che è Presidente di turno dell’Unione europea e per questo rappresentava l’Europa. Si è visto nella predisposizione della leadership tedesca di chiudere un progetto del Nord Stream 2. Si è visto nell’allineamento di tanti Paesi, e questo è veramente uno dei pochi aspetti positivi della crisi”, ha aggiunto il senatore. “L’Europa c’è e noi siamo contenti che abbia una predisposizione non bellica rispetto alla gestione delle crisi internazionali. Noi abbiamo scelto di avere un ruolo militare all’interno della NATO. Ne siamo fieri e siamo contenti del ruolo che l’Italia riveste in tale ambito. L’Europa è un gigante anche politico, che continua a crescere. Se c’è una buona conseguenza del dibattito adesso in corso, anche qui al Senato, è che, da tanti punti di vista diversi, si chiede più Europa. Ricordiamolo nei momenti in cui bisognerà stabilire qualche misura rilevante a livello di stoccaggio comune delle riserve energetiche. Ricordiamolo quando si dovrà decidere di dare atto allo strategy compass, e cioè a un nucleo di esercito comune. Ricordiamolo in tante situazioni in cui tendiamo a dare l’Europa per scontata e ad essere ipercritici, quando siamo estremamente beneficiari e, per fortuna, estremamente attivi in questo ambito. Situazioni di crisi come questa ci dimostrano quanto estemporaneo sarebbe rivendicare un ruolo come singolo Paese di 60 milioni di abitanti rispetto a una situazione strategica globale di crisi. L’Europa c’è e noi, come europeisti, ne siamo fieri”, ha concluso Fantetti. (Inform)

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