ATTIVITA’ PARLAMENTARE
(Fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – Si è tenuta presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, l’audizione del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sui più recenti sviluppi della guerra in Medio Oriente. Nel suo intervento Tajani ha ricordato che il Governo sta seguendo l’evolversi degli eventi, dopo i recenti attacchi iraniani contro Israele, per la tutela dei connazionali che vivono in quelle zone e i militari italiani che vi operano ma anche per evitare che il confitto si possa ulteriormente estendere. “Epicentro della crisi ora è il Libano, Paese con il quale ci lega una antica amicizia”, ha rilevato Tajani condannando i più recenti attacchi contro Tel Aviv e Gerusalemme. “L’escalation delle ultime ore ci impegna ancor più a lavorare per la pace e il dialogo”, ha aggiunto Tajani auspicando che si possa ancora scongiurare una guerra estesa all’intero Medio Oriente. Tajani ha ricordato come Libano e Gaza siano strettamente legati. “Ho da tempo invitato tutti i cittadini italiani a lasciare il Libano con i voli commerciali disponibili”, ha spiegato Tajani non escludendo altre possibilità di rientro oggetto di valutazione da parte della Farnesina mentre l’Unità di Crisi della Farnesina e Ambasciata d’Italia a Beirut lavorano in maniera costante per garantire il supporto ai connazionali. Tajani ha ricordato come gli scontri tra Israele e Hezbollah si siano intensificati costringendo circa 70mila israeliani a evacuare il nord di Israele. A sua volta, Israele ha condotto attacchi che hanno portato all’eliminazione di alcuni esponenti di spicco di Hezbollah, oltre a un’incursione di terra nel Libano del sud. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU verrà esortato a rivalutare il mandato UNIFIL del 2006 alla luce dei recenti sviluppi in Libano. “L’obiettivo è arrivare a un cessate il fuoco a Gaza, consentire il rilascio degli ostaggi e alleviare la crisi umanitaria”, ha spiegato il Ministro degli Esteri precisando che tale obiettivo è in linea con la risoluzione 2.735 del Consiglio di Sicurezza ONU. Rilascio degli ostaggi, gestione del valico di Rafah e presenza delle forze armate israeliane nel cosiddetto corridoio Filadelfia sono le tre questioni al momento prioritarie da affrontare; resta anche il monitoraggio della situazione nel Mar Rosso con la missione ASPIDES volta a garantire la sicurezza della navigazione, soprattutto per le navi mercantili. Tajani ha anche auspicato che i Paesi arabi moderati possano svolgere un ruolo di mediazione tra le parti. In sede europea è stato inoltre richiesto un pacchetto umanitario da 17 milioni di euro per il Libano, al fine di evitare ulteriori esodi di massa nella regione; fondi che si aggiungono alle consistenti risorse già stanziate per la cooperazione. Per quanto riguarda invece la Striscia di Gaza, Tajani ha menzionato le 47 tonnellate di beni alimentari forniti e l’iniziativa Food for Gaza. Per quanto riguarda a prospettiva di un futuro Stato palestinese, Tajani ha parlato della condizione che il tutto scaturisca da una negoziazione che garantisca il reciproco riconoscimento con Israele: il territorio dovrà comprendere la Striscia di Gaza e la Cisgiordania sotto un unico Governo democratico forte. “La Palestina non è Hamas”, ha precisato il Ministro degli Esteri evidenziando come abbia insistito con Israele affinché non ci siano più vittime innocenti tra palestinesi e libanesi.
“Quella in atto è una pericolosa escalation derivante dal superamento progressivo di diverse linee rosse e nonostante i ripetuti appelli della comunità internazionale”, ha affermato il Ministro della Difesa Crosetto sottolineando come la spirale di scontri determini effetti gravi soprattutto sui civili. Crosetto ha quindi precisato che un ulteriore aggravamento degli eventi sarebbe foriero di una escalation rischiosa per l’intero Medio Oriente. “Tra attacchi e contro-attacchi, i due attori principali in questo momento che sono Israele e Hezbollah continuano a muoversi su un filo sottilissimo”, ha aggiunto Crosetto menzionando anche la pericolosità del terzo attore in campo ossia l’Iran. Per quanto riguarda la situazione umanitaria, Crosetto ha definito quella in via di sviluppo in Libano potenzialmente simile a quella già da tempo in atto a Gaza, con la recente fuga di molti libanesi dal sud del Paese verso il nord. Si tratta di una situazione scaturita dagli scontri in corso tra Israele e Hezbollah che si stanno sfidando a colpi di attacchi soprattutto per via aerea. Per il Ministro della Difesa, la recente uccisione di uno dei maggiori leader storici di Hezbollah da parte israeliana porta con sé delle ripercussioni militari, politiche e psicologiche da non sottovalutare. Anche Siria e Yemen sono già entrati, seppur in forma più marginale, nel contesto bellico in corso tra Israele e nord del Libano; preoccupa molto di più invece il possibile coinvolgimento attivo dell’Iran. “In questo scenario fluido e instabile è difficile fare previsioni”, ha spiegato Crosetto ritenendo però che evitare un allargamento del conflitto sia l’unica soluzione per ora plausibile. “L’unica speranza risiede negli sforzi diplomatici in corso”, ha aggiunto Crosetto precisando che tuttavia un mancato cessate il fuoco sia deleterio per arrivare a una de-escalation. Resta nel frattempo alta la preoccupazione per la situazione in Libano; Crosetto ha lamentato come sia stata disattesa la risoluzione 1.701 dell’ONU, ossia quella relativa alla missione UNIFIL in territorio libanese. L’Italia contribuisce a tale missione con circa mille militari, che sono parte di un contingente più ampio frutto della collaborazione tra numerose Nazioni. Crosetto ha precisato che il livello di sicurezza per i militari italiani non è sostanzialmente cambiato rispetto a quanto avvenuto negli ultimi giorni, non essendo obiettivi diretti degli attacchi da parte delle due parti in causa. Il Ministro ha infine segnalato come il COVI e l’Unità di Crisi della Farnesina continuano a operare in costante cooperazione, consentendo di aggiornare i piani di sicurezza ed evacuazione in Libano. (Inform)