RAI ITALIA
ROMA –A “L’Italia con Voi” di Rai Italia è intervenuto il Segretario Generale di Assocamerestero, Gaetano Fausto Esposito, per parlare delle problematiche delle imprese italiane, che operano all’estero, dovute agli effetti collaterali del lockdown sul sistema economico globale. “La rete delle Camere di Commercio Italiane è diffusa in cinquantasei Paesi, con settantanove diverse realtà che sono molto sotto pressione in questo momento: quasi tutti i nostri collaboratori e buona parte del personale delle Camere di Commercio sono in smart working. Si lavora intensamente, nonostante la crisi, per cercare di supportare il nostro business e il Made in Italy nel mondo”, ha spiegato Esposito che deve far fronte alle esigenze di ventimila imprese associate le quali usufruiscono di un totale di settantamila servizi ogni anno.
Quali gli effetti del lockdown nell’immediato? “Siamo dei soggetti che si riferiscono al mercato e il mercato in questo momento è fermo. I nostri sono servizi di promozione ed è evidente come, con il blocco dei trasporti e con il divieto di tutte le manifestazioni pubbliche, subentri una grande sofferenza. Per quest’anno – ha aggiunto Esposito – stimiamo una riduzione di 20 milioni su un fatturato di circa 40 milioni. Da parte nostra c’è un senso di preoccupazione rappresentato al Governo, al Mise e alla Farnesina. Tuttavia, essendo le Camere una struttura imprenditoriale, stiamo reagendo e trovando delle modalità alternative per sostenere comunque le imprese”. Dunque, oltre a quella prettamente legata alle questioni sanitarie, è evidente una preoccupazione anche per l’andamento dell’economia, soprattutto per chi si occupa di internazionalizzazione delle imprese come Assocamerestero. “Le stime sulla riduzione del commercio internazionale parlano di un ribasso del 10% per quest’anno; alcune stime dell’Organizzazione mondiale del commercio estero parlano addirittura di stime in negativo che potrebbero avvicinarsi al 30%. Tra l’altro le nostre esportazioni sono focalizzate in alcune realtà: i primi due Paesi di riferimento del nostro export sono Germania e Francia che, a loro volta, hanno una stima di riduzione del Pil vicina al 7%. Un altro Paese molto importante per noi sono gli Stati Uniti ed anche lì il Pil è stimato con un ribasso del 5%. Per rendere meglio l’idea, noi in questi Paesi realizziamo il 40% delle vendite”, ha evidenziato Esposito.
Quali le strategie riorganizzative da parte delle Camere di Commercio? “Stiamo passando da servizi personali a servizi che chiamerei di ‘smart personalization’, utilizzando la rete informatica e consolidando anche a livello territoriale, dove siamo molto radicati, i rapporti con le imprese locali. Molte Camere stanno usando le piattaforme digitali non soltanto per i webinar con la base associativa ma anche per la spedizione di prodotti a livello locale. Stiamo quindi intervenendo per promuovere una migliore conoscenza del prodotto italiano, ma anche per rafforzare i contatti con le reti di sub fornitura e infine per implementare la formazione specializzata per gli operatori locali, con uno sguardo anche alla forza turistica che è un veicolo importante per la nostra produzione. Su questi aspetti continueremo a lavorare nel post Coronavirus perché sappiamo che alcuni comportamenti di business saranno modificati”, ha concluso Esposito sottolineando come questa crisi stia mettendo in difficoltà gli stessi economisti, abituati tradizionalmente a dover affrontare o una crisi da carenza di domanda oppure una crisi da restrizione dell’offerta: questa è una crisi che combina i due aspetti ed è contemporaneamente in ogni parte del mondo. E’ una crisi, dunque, che appare peggiore di quella ormai tristemente nota del ’29 ma anche di quella più recente del 2008. (Inform)