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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Crisi di Governo,  le comunicazioni del Presidente del Consiglio Conte al Senato

ISTITUZIONI

Con 156 voti favorevoli, 140 contrari e 16 astensioni l’Assemblea di Palazzo Madama ha rinnovato la fiducia al Governo

ROMA –  Con 156 voti favorevoli, 140 contrari e 16 astensioni l’Assemblea di Palazzo Madama ha rinnovato la fiducia al Governo approvando la proposta di risoluzione n. 1, presentata dalla maggioranza, sulle comunicazioni rese nella mattinata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sull’attuale situazione politica. Nel suo intervento , all’indomani della fiducia ottenuta  dalla Camera, il Premier  ha ricordato come il Conte-bis sia nato il 9 settembre 2019 con “un chiaro progetto politico per il Paese”. “Già allora ero consapevole che un’alleanza tra formazioni politiche provenienti da storie e culture differenti, che si erano anche contrapposte in maniera molto aspra, poteva nascere solo sulla base di due discriminanti fondamentali: un convinto ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista del nostro Paese”, ha evidenziato il Premier rievocando in buona parte il discorso enunciato a Montecitorio. Il progetto politico di Conte si scontra nel 2020 con l’uragano della pandemia. “E’ stato un uragano che ha sconvolto in profondità la nostra società, le nostre abitudini di vita, il nostro destino collettivo. La pandemia ci ha costretto a ridefinire le priorità, a ripensare il nostro modello di sviluppo, la dinamica stessa delle nostre relazioni. Stiamo affrontando una sfida di portata epocale. La politica stessa è stata costretta a misurarsi, pressoché quotidianamente, con la scienza nella difficoltà di offrire risposte efficaci e rapide rispetto a una travolgente emergenza sanitaria e una severa recessione economica”, ha spiegato Conte ricordando le difficili scelte di ordine giuridico che hanno ristretto le libertà dei cittadini. “L’esperienza della pandemia ha rafforzato nelle forze politiche, che hanno con lealtà sostenuto il Governo, la consapevolezza del valore del dialogo e del confronto tra posizioni anche distanti, che è un presupposto ineludibile per compiere le scelte più giuste. Abbiamo operato sempre scelte migliori?”, si è chiesto il Premier che ha visto nelle ultime settimane venir meno la fiducia di un alleato di Governo come Italia Viva. “È stata politica la scelta di tutelare in via prioritaria la salute in quanto diritto fondamentale della persona e interesse primario della collettività: solo tutelando quel bene primario si può preservare il tessuto produttivo del Paese. Tutta politica è stata la scelta di destinare, anche ricorrendo a progressivi scostamenti di bilancio, più di 100 miliardi di euro a sostegno di lavoratori, imprese, famiglie e categorie fragili, con ristori in qualche misura correlati rispetto alle perdite subite: non intendo certo dire che questi ristori siano sufficienti a compensare integralmente le perdite subite. Fortemente politica, ancora, è stata la determinazione con la quale il Governo, primo fra quelli europei, ha chiesto all’Unione europea di rispondere alla crisi in modo radicalmente diverso rispetto al passato e di farsi promotrice di politiche espansive, finanziate da strumenti di debito comune, orientate al raggiungimento di strategie condivise. Lo storico accordo sul programma Next Generation EU non solo ci consente di disporre di 209 miliardi di euro, ma ha impresso alla politica europea una svolta irreversibile”, ha aggiunto Conte che ha poi rievocato anche i più recenti decreti e in ultimo la legge di bilancio. “Pensate ai 21 miliardi dal 2020-2026: risorse disponibili al fine di potenziare la rete di assistenza ospedaliera e territoriale, valorizzare il personale medico e infermieristico. Pensate alle misure per la scuola e l’università: abbiamo rafforzato ulteriormente gli interventi sugli organici, sulla digitalizzazione, sugli investimenti nell’edilizia. Inoltre dal prossimo luglio partirà una grande riforma: l’assegno unico mensile per ciascun figlio a carico fino a ventun anni di età, che coinvolgerà 12,5 milioni di bambini e ragazzi. È una misura che si colloca in una cornice più ampia di interventi, volti ad alleggerire la pressione economica sulle famiglie e a ridurre il carico di cura che grava in particolare sulle donne, stimolando anche l’occupazione femminile. Abbiamo introdotto robusti incentivi per gli investimenti privati, privilegiando in particolare la transizione verde, il digitale, l’occupazione femminile, quella giovanile. In quest’ottica si comprende il rafforzamento del pacchetto Transizione 4.0, con particolare attenzione agli investimenti in nuove tecnologie digitali; in questa direzione va interpretato anche il super bonus al 110% per l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico degli edifici”, ha aggiunto Conte parlando dell’azzeramento per tre anni dei contributi per le assunzioni dei giovani sotto under 35 in tutta Italia; introdotta anche una decontribuzione totale per l’assunzione delle lavoratrici ed una fiscalità di vantaggio per tutte le imprese che operano nel Mezzogiorno. Conte è intervenuto sull’obiezione sollevata anche alla Camera riguardante i presunti ritardi di alcuni mesi delle opere prioritarie nel quadro del decreto Semplificazioni: esse sarebbero ancora bloccate perché mancherebbe la designazione dei relativi commissari. “La lista dei commissari c’è: queste opere non sono mai state bloccate, perché è stato applicato l’art. 2 del decreto Semplificazioni, che attribuisce poteri speciali propri dei commissari ai responsabili unici di progetto. Lo testimonia il fatto che nel 2020 gli appalti, soprattutto quelli di ANAS e RFI, sono cresciuti. Grazie anche al dialogo con le opposizioni abbiamo potuto potenziare, in occasione dell’ultima legge di bilancio, le misure di sostegno per i lavoratori autonomi e le partite IVA. Purtroppo alcuni esponenti di Italia Viva hanno anticipato e poi confermato di volersi smarcare dal percorso comune. Ne è seguita un’astensione dei Ministri di Italia Viva al momento dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La motivazione principale? Non contemplava le risorse del MES che, tuttavia, è uno strumento di finanziamento che nulla ha a che vedere con le risorse del Recovery Fund”, ha puntualizzato Conte lamentando come questa crisi sia stata aperta in modo inopportuno in una fase cruciale per il nostro Paese, a pandemia ancora in corso, con tante famiglie che stanno ancora soffrendo la perdita dei propri cari. “Adesso bisogna voltare pagina: questo Paese merita un Governo coeso, dedito a tempo pieno a lavorare esclusivamente per il benessere dei cittadini. In secondo luogo, dobbiamo assolutamente completare il Recovery Plan con urgenza. Abbiamo inviato al Parlamento il documento aggiornato in virtù del contributo di tutte le forze di maggioranza. Dobbiamo rafforzare le politiche di intervento sulle filiere produttive, che sono la nostra forza. Penso, ad esempio, al turismo, all’automotive, all’agroindustriale. Dobbiamo favorire il partenariato pubblico e privato; dobbiamo rafforzare, in una prospettiva di economia sociale, anche le attività del terzo settore e l’intervento degli enti non profit, in modo da calibrarli meglio sui bisogni sociali che restano ancora non pienamente soddisfatti. Penso ai servizi abitativi, per l’infanzia e le famiglie e a quelli di cura a beneficio delle vulnerabilità e degli anziani. Dobbiamo proseguire nel percorso della digitalizzazione del Paese dove abbiamo già fatto grandi passi in avanti con lo SPID e l’applicazione IO”, ha spiegato Conte parlando delle necessarie riforme del sistema elettorale soprattutto dopo il taglio dei parlamentari: il Premier ha accennato all’idea di una riforma di tipo proporzionale. “Occorre poi introdurre alcuni correttivi alla forma di governo, ispirati al modello di un parlamentarismo razionalizzato che garantisca una più sicura stabilità all’Esecutivo e, al contempo, restituisca al Parlamento un ruolo centrale nella definizione dell’indirizzo politico nazionale. In politica estera guardiamo con grande attenzione alla Presidenza Biden, con la quale inizieremo a lavorare subito in vista anche della nostra Presidenza del G20. Abbiamo una fitta agenda in comune, che spazia da un multilateralismo che vogliamo entrambi efficace ai cambiamenti climatici, alla transizione verde e digitale e all’inclusione sociale. Con gli Stati Uniti e con gli altri partner dell’Unione europea ci adopereremo anche al fine di avere rapporti con la Cina, player di rilievo globale, che siano coerentemente ancorati al nostro sistema di valori e di principi. Quest’anno avremo anche la responsabilità di condividere con il Regno Unito l’organizzazione della COP26. Ugualmente forte e coerente è stata e sarà la nostra azione sul piano regionale, anch’essa in linea con il nostro interesse consolidato alla stabilizzazione e allo sviluppo del Mediterraneo, con particolare riguardo a una soluzione politica della crisi della Libia, nel pieno rispetto della sua sovranità, e al processo di integrazione dei Balcani occidentali, nella convinzione di un destino legato alla loro appartenenza alla famiglia europea. Specifico rilievo abbiamo riservato, infine, a un’intensa azione di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e del nostro sistema economico generale, attraverso un impegno collettivo del Governo, ma in particolare della Farnesina. Abbiamo inoltre il privilegio di ospitare un altro evento significativo: il Global Health Summit il prossimo 21 maggio a Roma”, ha sottolineato Conte richiamando il concetto di patto di fiducia tra istituzioni e cittadini. “La fiducia tra le istituzioni e i cittadini deve essere reciproca, un moto perpetuo, e deve svilupparsi in una relazione biunivoca. Abbiamo chiesto e ancora stiamo chiedendo ai cittadini tanti sacrifici: con il voto di oggi confido che anche le istituzioni sappiano ripagare la fiducia dei cittadini”, in modo da porsi alle spalle il più rapidamente possibile il grave gesto che ci ha precipitati in questa condizione di oggettiva incertezza”, ha puntualizzato il Premier. (Inform)

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