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Crisi di Governo, il Premier Conte riferisce a Montecitorio e chiede sostegno per andare avanti

CAMERA DEI DEPUTATI

L’Aula ha votato, con 321 voti favorevoli e 259 contrari, la fiducia sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio sulla situazione politica

(foto fonte Camera)

ROMA – La crisi di Governo, innescata dal ritiro dei ministri di Italia Viva, ha portato il Premier Giuseppe Conte a relazionare in Parlamento su quanto avvenuto in questi giorni nel mondo politico italiano. Dopo una ampio dibattito l’Aula di Montecitorio ha votato, con 321 voti favorevoli e 259 contrari, la fiducia sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio sulla situazione politica.  “Ero consapevole che un’alleanza tra formazioni politiche provenienti da storie e culture di differente estrazione, in passato contrapposte in maniera anche aspra, poteva nascere solo sulla base di due discriminanti fondamentali: il convinto ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista del nostro Paese”, ha spiegato nel suo intervento Conte in un momento di grandi difficoltà per il suo Governo che nelle intenzioni si proponeva come strumento per “una stagione riformatrice incentrata su crescita economica, rilancio e modernizzazione del Paese”. Poi arriva la pandemia e tutti i progetti sono messi a rischio: “Agli inizi del 2020 le condizioni per l’attuazione di quel progetto si sono complicate e si sono dovute misurare con l’uragano della pandemia, che ha sconvolto in profondità la nostra società. In virtù dello stato di emergenza siamo stati costretti ad introdurre, primi in Occidente e poi seguiti da tutti gli altri Paesi, misure restrittive dei diritti della persona, operando delicatissimi bilanciamenti dei principi e dei diritti costituzionali. Abbiamo operato sempre le scelte migliori?”, ha posto il quesito Conte mentre si solleva una voce di contestazione dai banchi delle opposizioni. “Mai come in questo periodo, la politica è stata chiamata ad assolvere alla sua più nobile missione: quella di operare scelte per il bene comune. È stata politica la scelta di tutelare in via prioritaria la salute, non solo in quanto diritto fondamentale della persona e interesse primario della collettività, ma anche nella consapevolezza che solo tutelando quel bene primario si potesse preservare anche il tessuto produttivo del Paese”, ha aggiunto il Premier toccando così un nodo cruciale: la delicata tenuta economica dell’Italia. C’è poi lo storico accordo sul programma Next Generation Eu dove è innegabile che il Governo italiano abbia dovuto combattere una dura battaglia in un contesto europeo. “Questo non solo ci consente di disporre di 209 miliardi di euro ma ha impresso alla politica europea una svolta irreversibile, inaugurando un nuovo corso suscettibile di mutare profondamente i paradigmi delle politiche economiche e il volto stesso dell’Unione europea”, ha sottolineato Conte che proprio sul Recovery Plan ha visto crescere le critiche da parte dei suoi ex alleati di Governo di Italia Viva . Ma mentre in queste settimane la politica litiga, nel Paese restano i problemi quotidiani. “La risposta del Governo a queste sfide è visibile sin dai decreti-legge emanati durante le prime fasi dell’emergenza sanitaria e giunge fino alle misure adottate con la legge di bilancio per il 2021, anch’esse di natura strutturale. Mi riferisco agli oltre 21 miliardi, ad esempio, da spalmare nel 2020-2026, di risorse disponibili al fine di potenziare la rete di assistenza ospedaliera e territoriale, valorizzare il personale medico e infermieristico, assumere personale sanitario, investire nella formazione di medici e infermieri. Per la scuola e per l’università abbiamo ulteriormente rafforzato gli interventi sugli organici, sulla digitalizzazione e sull’edilizia scolastica”, ha aggiunto il Premier rammentando il pacchetto Transizione 4.0, il decreto Rilancio e il decreto Semplificazioni.  “Anche grazie al dialogo con le opposizioni abbiamo potenziato, in occasione dell’ultima legge di bilancio, le misure di sostegno per i lavoratori autonomi e per le partite IVA”, ha precisato Conte che ha rimarcato la rottura avuta con Italia Viva motivata principalmente dal fatto che la nuova bozza sul Recovery non contempli le risorse del MES: “come sapete, però, è uno strumento di finanziamento che nulla ha a che vedere con il Recovery Fund”, ha evidenziato Conte. “Dobbiamo completare il Recovery Plan. Abbiamo inviato al Parlamento il documento aggiornato: adesso restiamo in attesa di ricevere le vostre preziose indicazioni. Il nostro piano di ripresa e resilienza sarà un programma ampiamente condiviso, sarà uno sforzo collettivo di cui dovremo andare fieri”, questo il messaggio lanciato dal Premier prima di evidenziare i reparti strategici della ripresa: digitalizzazione, cultura, turismo, automotive, agroindustria, welfare e terzo settore. Sul recente taglio dei parlamentari, Conte ha parlato di necessaria modifica del sistema elettorale cui potranno essere efficacemente affiancate alcune innovazioni del sistema istituzionale, tanto più necessarie proprio alla luce dell’avvenuta riduzione del numero dei parlamentari. “Occorre introdurre alcuni correttivi alla forma di Governo, ispirati al modello di un parlamentarismo razionalizzato, che garantisca una più sicura stabilità all’Esecutivo e, al contempo, restituisca al Parlamento un ruolo centrale nella definizione dell’indirizzo politico nazionale”, ha spiegato Conte ricordando infine che è appena iniziata la presidenza italiana del G20 e che il nostro Paese sarà impegnato anche nella Cop26 e nel Global Health Summit. Tante sono le sfide ancora da affrontare, soprattutto nell’area del Mediterraneo: crisi libica e questione balcanica in testa. Mentre il Premier parla, dalle opposizioni si alzano cartelli di contestazione: si chiedono le dimissioni di Conte che, da parte sua, chiede sostegno per andare avanti. (Inform)

 

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