direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Consulte Regionali per l’Emigrazione, incontro tematico della VII Commissione Cgie

CGIE

ROMA – Il terzo appuntamento online organizzato dalla Commissione Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove del Cgie, presieduta da Maria Chiara Prodi, e supportato dal Seminario di Palermo è stato dedicato alle Consulte Regionali. Coordinatore delle Consulte Regionali per l’Emigrazione è Luigi Scaglione che ha invitato a ricostruire totalmente il campo di azione ossia inseguire l’esigenza di “ripartire da capo per mantenere alta l’attenzione sugli italiani nel mondo”.  L’analisi è partita dalla considerazione del rinvio della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie, rinvio legato all’emergenza Covid, i cui lavori preparatori da dare al Parlamento e al Governo per guidare le politiche sui connazionali all’estero erano già pronti: qui c’è già un ritardo di dieci anni. “Il recente referendum ha tranciato di netto la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero riducendo l’opportunità di questa rappresentatività. Sull’istituenda Bicamerale per i connazionali nel mondo ci sono opinioni contrastanti, da me è stata espressa preoccupazione perché il rischio di autoreferenzialità della Commissione”, ha espresso Scaglione illustrando lo scenario delle Consulte regionali dove la situazione è tutt’altro che prospera: questo perché alcune Regioni – come ha spiegato sempre Scaglione – hanno deciso di optare per un processo di dismissione delle relative consulte e di conseguenza per una riduzione di fondi in tal senso.

“Un percorso inverso invece è quello fatto dalla Sicilia in vista della ricostituzione della Consulta regionale dell’emigrazione; stessa cosa si può dire anche per il Piemonte così come notizie positive giungono dalla Lombardia”, ha illustrato Scaglione evidenziando come invece non si muovano passi in avanti per i finanziamenti di Consulte che negli anni hanno portato avanti un loro percorso: è il caso della Basilicata dove si è riusciti a sbloccare un minimo di finanziamenti previsti già per il 2019. La Calabria da due anni ha la sua Commissione per le attività bloccata nonostante la presenza di finanziamenti. Non va bene neanche la Puglia dove c’è stato un cambio di dirigenti e funzionari. Eppure la Puglia nel 2019-2020 aveva immaginato un finanziamento di 236 mila euro di cui: “90 mila euro per garantire alle associazioni una sorta di sopravvivenza, 36 mila euro per le attività di promozione e 60 mila per il cofinanziamento di un progetto di internazionalizzazione e valorizzazione di un’area interna per il ritorno dei pugliesi a casa”. Spostandosi nel centro e nel nord del Paese. Nelle Marche a fronte di 50 mila euro stanziati nel 2019, sono stati previsti per esempio pochi fondi per il reinserimento dei marchigiani nel territorio. Per i veneti nel mondo sono stati previsti 245 mila euro per attività culturali, di gemellaggio e di partecipazione a master per i giovani originari del Veneto. Una sorpresa in termini pecuniari è rappresentata dalla Provincia autonoma di Trento che si è potuta permettere uno stanziamento di 1 milione e 400 mila euro circa. Cifre più basse sono state stanziate nel centro Italia: 145 mila euro in Umbria, 100 mila euro in Abruzzo. “In alcune Regioni è stata prestata una certa attenzione alle politiche di rimpatrio degli italiani da Paesi come il Venezuela”, ha sottolineato Scaglione.

Maria Tirabasso (Molise) ha ricordato come purtroppo spesso in Italia sia la burocrazia a rendere di fatto difficile l’utilizzo di risorse economiche nonostante esse siano disponibili. “Ci sono esempi di ragazzi che si spendono molto nel voler far conoscere il territorio o il Made in Italy ed è importante che creino tra di loro un dialogo con le Regioni nonostante la burocrazia. Con i giovani, soprattutto con quelli più attivi, troviamo altre modalità d’interazione: c’è per esempio il tema del turismo di ritorno”, ha rilevato Tirabasso. Salvatore Augello (Sicilia) ha espresso soddisfazione per essere riusciti a risvegliare la politica intorno a questo problema. “Con l’Assessore regionale Scavone siamo riusciti a colloquiare raggiungendo il compromesso di riunirci a breve per mettere in piedi il lavoro iniziale per la nomina della Consulta”, ha spiegato Augello sottolineando la centralità della presenza di soggetti che hanno a che fare con il mondo dell’emigrazione. Giuseppe Sommario (Calabria) ha evidenziato come, dai numeri spesso tutt’altro che edificanti dati dallo stesso Scaglione, si capisca che “le nostre Regioni non credono nel mondo degli emigrati: gli 80 milioni di oriundi sono davvero una risorsa e quindi, se ci crediamo davvero, questo deve tramutarsi in capitoli di spesa congrui a questo immenso patrimonio”, ha spiegato Sommario vedendo proprio nel ruolo delle Consulte una sorta di cartolina dell’Italia. “D’altronde siamo il Paese dei campanili: se all’estero ci riconosciamo come italiani, quando siamo in casa nostra ci identifichiamo con la città di appartenenza. Quindi se è vero che la nostra identità è regionale, questa comunità degli ‘spartiti’ non può che essere rappresentata dalle Consulte”, ha evidenziato Sommario con un gioco di parole di richiamo al suo Festival delle Spartenze, ormai un punto di riferimento collaudato per la narrazione della vecchia e nuova mobilità: il Campus AsSud – parte integrante del Festival – mette insieme le esperienze di chi è partito con chi è invece rimasto. “Le Consulte e le associazioni devono però dare molto più spazio ai giovani – ha affermato  Sommario – e le Consulte devono essere molto più rappresentative dell’intero territorio regionale affinché non ci siano parti di un territorio tagliate fuori dalla narrazione e quindi dai fondi”, ha sottolineato Sommario. Jonas Brambati (Emilia Romagna) dal 2019 porta avanti le attività della Consulta degli emiliano-romagnoli a Berlino: tra le attività recenti ha ricordato un evento con ‘Casa Artusi’ e un progetto sulla storia dell’emigrazione delle donne emiliano-romagnole.

Antonella Levy Sforza (Abruzzo) ha lanciato un appello al Maeci, al Cgie e alle Consulte Regionali per mettersi a lavorare insieme in sostegno dei giovani. “Dopo un soggiorno di ricerca in Abruzzo ho capito a cosa si riferivano quei giovani che vanno via dall’Italia: la mancanza di opportunità, soprattutto lavorative”, ha spiegato Sforza. Maxi Manzo (Abruzzo-Molise) ha parlato del progetto incentrato sui viaggi delle radici in Italia ma anche di altri in cantiere per il 2021 che hanno a che fare con l’arte, la danza e il teatro in una commistione italo-argentina. Marina Gabrieli (Puglia) ha menzionato il lavoro di Raìz Italiana sulla Guida al turismo delle radici: è in preparazione il secondo volume che includerà Calabria, Molise, Sicilia, Lombardia e Lazio. “Nel mondo dell’associazionismo a volte la vecchia guardia non lascia spazio ai più giovani”, ha lamentato Gabrieli. Maria Eugenia Serrano (Basilicata) ha menzionato il corso di formazione per i giovani svolto lo scorso anno a Buenos Aires partendo dagli insegnamenti del Seminario di Palermo; si sta lavorando anche per organizzare un seminario sulla violenza di genere. Serrano ha infine evidenziato il lavoro svolto con i giovani da parte dei Consiglieri Cgie in Argentina Marcelo Carrara e Mariano Gazzola. L’ultimo appuntamento dell’anno della VII Commissione Cgie sarà il 13 dicembre con una discussione sulla relazione tra la pandemia del Covid e la mobilità. (Simone Sperduto/Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform