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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Consulta Emiliano-Romagnoli nel Mondo, per il ciclo Dossier ospite la curatrice del RIM Delfina Licata

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Si è tenuta on line una nuova puntata del ciclo Dossier promosso online dalla Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo: ospite della puntata la curatrice del Rapporto RIM, Delfina Licata, insieme al professor Fausto Desalvo, consultore ed esperto di statistica. Si è parlato di numeri dell’emigrazione rispondendo alla domanda: quanti sono e chi sono gli emiliano-romagnoli sparsi nel mondo? Ha introdotto il dibattito il Vicepresidente della Consulta, Marilina Bertoncini, che ha definito importante il contributo offerto dai ricercatori per capire la situazione di nuova migrazione per gli emiliano-romagnoli con tanti giovani sparsi per il mondo. Anche il moderatore Gianfranco Coda ha centrato l’attenzione sulla conoscenza dei dati e dei numeri per comprendere la situazione reale dell’emigrazione italiana. Delfina Licata ha ricordato come il RIM fotografi ormai da ben 17 anni il fenomeno della mobilità nella sua complessità. “Quello che abbiamo fotografato nell’ultimo anno in realtà è un discorso che nasce lontano nel tempo e quindi è fondamentale descrivere la mobilità all’interno di un percorso storico più ampio. Ogni anno ci ritroviamo con elementi innovativi o elementi che tornano dopo essere stati per anni silenti”, ha spiegato Licata superando l’errata narrazione che vorrebbe l’Italia come Paese di immigrazione e non di emigrazione. Ciò che ha messo in rilievo Licata è proprio l’aspetto strutturale della mobilità italiana che va quindi oltre la mera occasionalità. Per venire all’attualità più recente, Licata ha parlato della cosiddetta ‘onda lunga’ della pandemia – iniziata nel 2020 – che ha fatto registrare i suoi effetti sulla mobilità in differita. Rispetto alla media annuale di circa centomila espatri registratasi prima della pandemia, con il COVID il numero di espatriati rilevato nell’ultimo anno di riferimento è sceso a circa 84mila, prediligendo mete europee quindi secondo una logica di ‘contenimento del rischio’: per lo più si è trattato di giovani tra i 18 e i 34 anni. In particolare per l’Emilia-Romagna questa diminuzione di espatri ha fatto sì che il numero di expat scendesse da una media di diecimila a circa settemila. Ad oggi oltre 240mila emiliano-romagnoli espatriati risiedono ufficialmente fuori dai confini nazionali. Licata ha altresì rimarcato come siano cambiate anche le mete di destinazione in questi 17 anni, con un incremento di quelle europee rispetto a quelle oltreoceano che avevano caratterizzato per lo più la vecchia emigrazione. “La mobilità non è mai un qualcosa di negativo ma anzi di positivo, il problema è che siamo di fronte a una mobilità malata perché una volta che si sperimenta l’attrattività estera diventa poi difficile tornare. Un flusso migratorio perfetto è dato dalla circolarità, quindi alla scelta di partire dovrebbe corrispondere quella di tornare”, ha spiegato Licata sottolineando però un dettaglio: non è dato sapere con certezza se da Emilia-Romagna e Lombardia (ad oggi le due Regioni che vedono il maggior numero di expat) partano in realtà persone originarie di questi territori. “A volte si tratta di ragazzi o ragazze che hanno già avuto un primo percorso migratorio dal sud verso il nord e che poi affrontano un secondo percorso migratorio”, ha precisato Licata. L’analisi di Fausto Desalvo è partita dal lontano 1869 con un parallelo tra l’andamento dell’Emilia-Romagna e del resto d’Italia che è quasi sempre risultata abbastanza similare. Nel decennio 2011-2020 in Emilia-Romagna si ha la quota più alta dal dopoguerra mentre in Italia questo picco si era registrato nel ventennio compreso tra 1950 e 1970. Desalvo ha quindi mostrato le destinazioni di questa emigrazione regionale dal 1869 al 2020: prevale l’Europa con il 71%, poi l’America con un 25% ed il resto sparso tra Africa, Asia e Oceania. In Europa la maggior parte dell’emigrazione regionale si è concentrata in Francia (42%), Svizzera (24) e Germania (16%); in America invece abbiamo Stati Uniti (42%), Argentina e Brasile (entrambe al 25%). Desalvo ha quindi segnalato come sul sito MIGRER siano raccolte testimonianze di emiliano-romagnoli, d’origine o discendenza, che hanno avuto storie di emigrazione in famiglia. (Inform)

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