direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo: Il turismo delle radici, (ri)scoprire l’Emilia-Romagna

ITALIANI ALL’ESTERO

ROMA – Il Turismo delle Radici interessa potenzialmente un bacino stimato tra i 60 e 80 milioni di discendenti degli emigrati italiani nel mondo, che risiedono soprattutto nelle Americhe, in Sud-Africa, in Australia e nei Paesi europei. Non si tratta di semplici viaggiatori: il turista delle radici è soprattutto un investitore e un “ambasciatore” dei territori che custodisce nella sua storia familiare. Ufficialmente gli Italiani residenti all’estero sono poco più di 5 milioni, stando ai dati dell’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero).

A questo numero, vanno aggiunti i tanti nostri concittadini che ancora non hanno comunicato all’AIRE lo spostamento della propria residenza all’estero. Ma se qualcuno si prendesse la briga di fare una ricerca sui cognomi e sulle storie di tanti nostri connazionali all’estero, scoprirebbe che quel numero potrebbe crescere di quasi 10 volte: tra i 60 e gli 80 milioni di persone sparse per il pianeta hanno origine italiana.

Un numero importante, dietro al quale si nascondono le storie di chi ha lasciato i tetti natii per necessità o per spirito di avventura.

E qualcuno, come un Pollicino dei nostri giorni, vorrebbe ripercorrere quel viaggio a ritroso per scoprire le origini dei propri genitori, dei propri nonni o ancora più indietro. Da qui nasce il fenomeno del “turismo delle radici o di ritorno”, uomini e donne che tornano in Italia armati di pazienza e chiedono di poter spulciare le anagrafi dei comuni o i registri delle parrocchie per ricostruire l’albero genealogico della propria famiglia. O più semplicemente, tornano in Italia per visitare i paesi dai quali i propri avi sono partiti. Dell’importanza in termini numerici ed economici di questo fenomeno si è accorto anche il nostro governo, che già nel 2018 aveva lanciato attraverso il Ministero degli esteri azioni volte a sostenere questo tipo di turismo.

Un fenomeno di cui anche la nostra regione può beneficiare. Infatti, il nostro territorio e l’Appennino in particolare, hanno visto un gran numero di donne e uomini partire per Europa, Americhe e Australia nei decenni scorsi. Come Consulta, negli anni, abbiamo sempre cercato di raccontare le storie di queste persone e abbiamo favorito il ritorno di molti di loro qui in Emilia-Romagna. Abbiamo cercato di intercettare soprattutto i più giovani perché possano conoscere la storia e la cultura di questa terra e lo abbiamo fatto con tanti progetti, iniziative e attività e anche con Migrer, il Museo dell’emigrazione emiliano-romagnola https://www.migrer.org/ Certo in periodo di Covid è più difficile per tutti viaggiare, per questo “sfogliare” le pagine del nostro Migrer può aiutare a far conoscere le proprie “radici” ai tanti nostri emiliano-romagnoli sparsi per il mondo. La ricchezza delle nostre città ma soprattutto quella dei nostri borghi (borghipiubelliditalia.it/emilia-romagna)/, la varietà dei nostri paesaggi (emiliaromagnaturismo.it/it) e la creatività della nostra gente (emiliaromagnacreativa.it/) (Gianfranco Coda* – assemblea.emr.it/Inform)

*Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

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