CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Alla vigilia del Consiglio Europeo del 26 e 27 giugno sono svolte in Parlamento le comunicazioni del Premier Meloni che ha in primo luogo sottolineato come questo appuntamento “Si terrà, come purtroppo avviene ormai da tempo, in un frangente internazionale estremamente complesso, dove alla guerra in Ucraina e alla grave situazione in cui versa la striscia di Gaza, si è ora aggiunta anche la recente escalation in Medio Oriente. Il Consiglio Europeo ci offrirà, quindi, l’occasione per discutere di quali debbano essere le priorità dell’Unione Europea in questa fase”. Meloni ha anche ricordato che è prevista una lunga la lista di dossier su cui l’Europa è chiamata a lavorare insieme. “Il Consiglio Europeo si concentrerà, naturalmente, sugli ultimi sviluppi in Medio Oriente, a partire dalla crisi che coinvolge Israele e Iran”, ha aggiunto il Premier sottolineando come la priorità sia stata “la sicurezza dei nostri connazionali -civili e militari – presenti nella regione e l’esame dei possibili impatti securitari ed economici sull’Italia, a partire da quelli legati all’ambito energetico. Sulla situazione dei nostri connazionali ricordo, – ha aggiunto – che un convoglio con 122 persone a bordo è partito da Israele ed ha raggiunto l’Egitto, da dove è previsto il trasferimento in Patria. Stiamo lavorando anche per ridurre in maniera ordinata la nostra presenza a Teheran, portando fuori dal Paese – via Azerbaigian – i connazionali che ne hanno fatto richiesta”. “Sulla crisi, – ha continuato il Presidente del Consiglio sottolineando l’importanza della via diplomatica – la posizione del governo italiano rimane una posizione chiara: consideriamo molto pericolosa l’ipotesi che l’Iran si doti dell’arma nucleare”. Meloni auspicato una cessazione delle ostilità sulla Striscia che permetta l’ingresso degli aiuti umanitari e ponga fine alle sofferenze della popolazione civile. “Per la Palestina, siamo pronti a fornire il nostro contributo per un assetto futuro in cui i due popoli possano convivere in pace, dignità e sicurezza”, ha spiegato il Presidente del Consiglio indicando come percorso di normalizzazione quello avviato con gli Accordi di Abramo. Sul fronte umanitario, Meloni ha ricordato che il Governo si è impegnato a stanziare ulteriori aiuti per OMS e UNICEF per attrezzature sanitarie e assistenza a donne e bambini. E da ultimo, l’Italia ha coordinato l’evacuazione di 70 palestinesi dalla Striscia di Gaza, tra i quali anche il piccolo Adam insieme a sua madre: unici sopravvissuti di una famiglia di dodici persone. “Ci sono in tutto il mondo arabo, e in particolare nel Golfo, leader interessati a un futuro di pace e di opportunità economiche, che sono pronti a lavorare a un quadro regionale in cui Israele possa essere pienamente integrato, come un partner e non un nemico”, ha poi rilevato Meloni parlando di ricerca di soluzioni serie e concrete da parte dell’Italia per il Medio Oriente. Sul fronte della guerra tra Russia e Ucraina sono due le direttrici su cui si muovendo l’Italia: sostegno all’Ucraina e pressione sulla Russia. “Penso che in questa fase sia importante esercitare sulla Russia una pressione coordinata: siamo pronti a farlo con il diciottesimo pacchetto sanzionatorio attualmente in discussione a Bruxelles”, ha aggiunto Meloni ricordando che il 10 e l’11 luglio verrà ospitato a Roma l’Ukraine Recovery Conference, ossia la conferenza per la ricostruzione del Paese. Per quanto riguarda, invece il Vertice NATO dell’Aja il confronto è sulla proposta presentata dal Segretario Generale della NATO Rutte sul potenziamento della capacità difensiva dell’Alleanza. “Attualmente la proposta presentata prende atto della valutazione aggiornata che la NATO fa delle minacce e dei rischi per l’Europa, dei conseguenti piani di Difesa, della possibile riduzione del contributo in termini di forze e capacità da parte degli Stati Uniti. Questo si traduce in un impegno per tutti i membri dell’Alleanza ad arrivare al 3,5% del PIL in spese di difesa e al 1,5% in spese di sicurezza”, ha spiegato Meloni soddisfatta dalla mediazione, voluta e ottenuta, finalizzata a un periodo temporale di 10 anni per raggiungere il 3,5%; secondo il Premier , tenuto conto che già siamo al 2% del PIL per la Difesa, un aumento dell’1,5% in dieci anni è un impegno non distante da quello che nel 2014 il governo di allora prese con un aumento dell’1%. Meloni ha poi parlato di Africa, ossia della preoccupazione che la Russia possa trarre vantaggio dalle aree di crisi africane: specialmente in Libia e più in generale nel Nord Africa; parallelamente si è soffermata sulla cooperazione allo sviluppo e sulla collaborazione in materia di sicurezza con tre Paesi centrali della regione come Mali, Burkina Faso e Niger, attualmente governati da giunte militari, usciti dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale e riunitisi nell’Alleanza degli Stati del Sahel. Tornando all’Europa, Meloni ha ricordato che al Consiglio Europeo si farà nuovamente il punto sull’attuazione delle politiche dell’UE in ambito migratorio. “Una discussione che cade nel quarantesimo anniversario del Trattato di Schengen che, se da un lato ha garantito una libertà per noi oggi irrinunciabile, come quella di poterci muovere senza barriere all’interno dell’UE, dall’altro ha visto per troppo tempo sottovalutato e non pienamente attuato il suo secondo pilastro: quello della difesa e della protezione dei confini esterni dell’Unione”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio menzionando il tema della cooperazione tra pari con i Paesi di origine e di transito, strategia alla base degli accordi bilaterali siglati, nonché ovviamente del Piano Mattei per l’Africa e del Global Gateway dell’Unione europea. Meloni ha quindi chiamato in causa l’altra questione aperta, ossia l’apertura dell’UE a Balcani Occidentali e Moldova. (Inform)