CAMERA DEI DEPUTATI
(Fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. in vista della riunione del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre, è intervenuta nell’Aula della Camera dei Deputati. “ L’appuntamento di giovedì e venerdì a Bruxelles, preceduto da un Vertice con i Paesi dei Balcani occidentali, – ha esordito il Premier – ha al proprio ordine del giorno diverse questioni cardine: l’aggressione russa dell’Ucraina, la crisi in Medio Oriente, l’allargamento dell’Unione europea, l’attuazione della nuova politica migratoria della UE e la revisione del bilancio pluriennale per adattarlo alle sfide nuove con le quali ci confrontiamo”. Prima di entrare nel merito di questi argomenti Meloni ha però affrontato la questione europea del Patto di Stabilità: “Il Governo è impegnato da mesi in condizioni negoziali certamente non semplici, – ha spiegato il Presidente del Consiglio – mesi nei quali non abbiamo mai smesso di adoperarci per un approccio costruttivo e pragmatico, che consenta finalmente di bilanciare la necessaria solidità dei bilanci nazionali e la sostenibilità dei loro debiti pubblici con l’indispensabile sostegno alla crescita e agli investimenti.. Oggi – ha aggiunto – la posizione negoziale dell’Italia parte da una base di credibilità e da una serietà che sono riconosciute alla nostra Nazione grazie al lavoro di questo Governo, in particolare grazie al lavoro del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti”. Meloni dopo aver evidenziato i risultati ottenuti dal Governo nell’ambito della contrattazione con l’Europa nel settore dell’occupazione, del PNRR e dell’economia, ha rilevato come , secondo l’ultima bozza di accordo sul patto di stabilità: “la traiettoria di aggiustamento del rapporto deficit/PIL, attualmente prevista allo 0,5 per cento annuo, dovrà tenere conto, nel triennio 2025-2027, degli interessi maturati sul debito che è stato contratto per investimenti effettuati sulla transizione verde, sulla transizione digitale e sulla difesa. Un riconoscimento importante, – ha aggiunto il Premier – non solamente dal punto di vista pratico, che ci consente chiaramente di alleggerire l’impatto della traiettoria di riduzione del deficit rispetto alle manovre di bilancio dei prossimi anni, ma è anche un importante riconoscimento di principio. Grazie all’Italia, si afferma un principio di coerenza tra le politiche dell’Unione e le regole di bilancio che devono consentire all’Unione di attuare quelle politiche, perché non avrebbe avuto senso – e non avrebbe senso – continuare a definire politiche sempre più ambiziose nei diversi settori, e però, allo stesso tempo, mantenere regole di bilancio che limitano gli investimenti necessari a realizzarle”. Per quanto riguarda i temi che verranno trattati nel corso del Consiglio Europeo , il Presidente del Consiglio ha ricordato che il Governo italiano sostiene con convinzione la raccomandazione della Commissione europea di aprire i negoziati per l’adesione di Ucraina e Moldova, due Nazioni europee pesantemente colpite dalla guerra scatenata dalla Russia, nonché la raccomandazione di concedere lo status di candidato Ue alla Georgia e di favorire il percorso europeo della Bosnia-Erzegovina. Meloni ha poi parlato della necessità di ridiscutere le riforme dell’Unione europea per quanto riguarda l’accoglimento di nuovi membri nei prossimi anni. “Noi siamo e resteremo – ha poi ribadito il Premier – al fianco dell’Ucraina. Questo tema sarà anche una delle priorità della presidenza italiana del G7 nel 2024. Chiaramente, non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo della pace. Il sostegno a Kiev e la pressione su Mosca, anche attraverso un dodicesimo pacchetto sanzionatorio che è in discussione a Bruxelles, restano finalizzati, in sostanza e soprattutto, a creare le condizioni per un negoziato serio verso una pace giusta, complessiva, duratura, rispettosa della libertà e rispettosa della dignità dell’Ucraina”. “Noi continuiamo a ribadire – ha inoltre aggiunto Meloni – che le aree prioritarie per l’Italia sono almeno tre: il sostegno finanziario a Kiev, anche nella prospettiva della ricostruzione, più risorse per gestire il fenomeno migratorio, anche con l’approfondimento delle collaborazioni con le Nazioni del vicinato Sud, per costruire partenariati paritari di lungo periodo, e il potenziamento dell’industria europea, tramite la piattaforma delle tecnologie strategiche per l’Europa. Questi e altri obiettivi, come la necessità di trovare coperture per i costi di finanziamento del debito del Next Generation EU, sono certamente ambiziosi”. Per quanto concerne la crisi in Medioriente Meloni ha ribadito la posizione del Governo Italiano: “Ferma condanna degli attacchi terroristici perpetrati da Hamas il 7 ottobre scorso, sostegno al diritto di Israele a esistere e a difendere i propri cittadini e i propri confini, in linea con il diritto umanitario e con il diritto internazionale… dobbiamo continuare a lavorare – ha aggiunto Meloni che sottolinea anche l’esigenza di rafforzare il sostegno all’Autorità nazionale palestinese – per una nuova tregua e per mantenere l’afflusso di aiuti umanitari alla popolazione civile di Gaza, contenere le tensioni, scongiurare il rischio di una loro regionalizzazione”. Per quanto concerne le politiche migratorie Meloni ha spiegato come il piano europeo “preveda, oltre all’adozione del nuovo Patto su migrazione e asilo, che è ancora in discussione nel negoziato interistituzionale, politiche più efficaci di rimpatrio degli stranieri illegali e un decisivo investimento sulla dimensione esterna della politica migratoria UE, costruendo partenariati paritari con i Paesi di origine e di transito dei migranti”. Per il Premier “È, infatti, necessario rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine e transito per prevenire le partenze illegali, combattere i trafficanti, migliorare il sistema dei rimpatri e ampliare i canali di migrazione legale. Come ho detto molte volte, – ha continuato il Presidente del Consiglio – noi dobbiamo progressivamente arrivare a gestire e non a subire le migrazioni. Si tratta non solo di un approccio pratico per arrivare a una soluzione strutturale, ma anche di un approccio etico. Infatti, un’accoglienza ordinata è anche un’accoglienza efficace e dignitosa, che evita lo sfruttamento da parte non solo dei trafficanti di esseri umani, ma anche delle organizzazioni malavitose. Allo stesso tempo, – ha rilevato Meloni – promuovere uno sviluppo equilibrato e duraturo nei Paesi di origine e transito è lo strumento più efficace per contrastare alla radice le cause profonde della migrazione”.(Inform)