direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Consigli legali dell’avv. Alessandra Testaguzza: come presentare una successione in Italia

ASSOCIAZIONI

Da “La notizia di Ginevra”, febbraio 2018, mensile della Società delle Associazioni Italiane di Ginevra (S.A.I.G.)

GINEVRA – Se si ricevono in eredità dei beni in Italia, in particolare beni immobili, bisogna presentare la successione entro un anno dalla sua apertura presso l’Agenzia delle Entrate competente per territorio, cioè quella ove aveva l’ultimo domicilio fiscale in Italia il de cuius.

Per preparare detta successione bisogna preparare una serie di documenti, ivi compreso il modello previsto dall’Agenzia delle Entrate e reperibile su Internet, riempiendo il quale, vengono indicati gli eredi ed i beni che entrano nella successione. Si deve anche predisporre l’atto di morte, che qui a Ginevra viene rilasciato in formato internazionale, un atto notorio (se gli eredi sono cittadini italiani possono farlo presso l’ufficio notarile del Consolato Generale d’Italia a Ginevra), altrimenti va fatto un certificato di erede presso un notaio svizzero, che poi andrà tradotto, apostillato e certificato dal Consolato italiano, un prospetto di autoliquidazione delle imposte, il pagamento delle imposte previste (un 3% del valore fiscale degli immobili da calcolare sulla base della rendita catastale, oltre ad € 35,00, € 64,00 ed i tributi speciali che variano da regione a regione; ma se la somma non raggiunge i 200 euro, allora, invece del 2% e dell’1%, si applicheranno le imposte per 200 + 200 euro) tramite un modelloF24.

In generale tutti i moduli da compilare sono reperibili su Internet ma sarebbe forse più opportuno rivolgersi ad un professionista dal momento che i documenti sono parecchi ed i conteggi vanno fatti correttamente, altrimenti si rischia un accertamento dal parte dell’Agenzia delle Entrate che sarà libera, in questo caso, di applicare il valore di mercato. Questo  comporterebbe un discreto aumento delle imposte da pagare, oltre a correre il rischio che l’Agenzia delle Entrate sbagli i conteggi.

In quest’ultimo caso si dovrà procedere, entro 60 giorni dalla notifica dell’accertamento, a contestare detto accertamento, seguito, se del caso, da un ricorso alla Commissione Provinciale Tributaria competente per territorio Insomma si tratta di una procedura che non si presente semplicissima,ma che, con un po’ di impegno, ciascuno potrebbe anche presentare personalmente.

In questo caso consiglio di cercare su Internet l’Agenzia delle Entrate competente per territorio e telefonare, codice fiscale del de cuius alla mano, per avere conferma dell’indirizzo cui inviare la successione stessa e farsi comunicare a quanto ammontano i tributi speciali.

Per quanto riguarda i conti correnti bancari e/o postali, occorre anche un’attestazione da parte della banca o della posta della somma presente sul conto il giorno della morte. Bisogna sapere che nessuna imposta viene pagata per i conti correnti ereditati,qualunque somma vi sia depositata, ma la successione va presentata dal momento che molte banche ne richiedono una copia conforme per poter liberare le somme in favore degli eredi. Attenzione, quindi, a richiedere il numero di copie necessarie: un copia conforme per ogni istituto di credito. Il che significa inviare all’Agenzia delle Entrate, non solo l’originale della successione debitamente compilato, ma anche altre fotocopie (almeno 3). Per ogni copia conforme richiesta bisogna inviare una marca da bollo da € 16, oltre ad una marca da € 6,82 circa.

Se non ci si può recare personalmente presso l’Agenzia delle Entrate competente, il tutto può ancora essere inviato per raccomandata A/R, ricordandosi di inserire nella busta anche un’altra busta preaffrancata con l’indirizzo presso il quale dovrà essere inviata la successione vidimata e registrata.

Per complicare ancora un po’ il tutto, dalla metà di quest’anno è stato previsto l’invio delle successioni esclusivamente online, ma si deve chiedere l’accesso all’Agenzia delle Entrate. (Avv. Alessandra Testaguzza – La notizia di Ginevra –  Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform