direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

CONFERENZA DIRETTORI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA – Il dibattito della prima giornata all’Università per Stranieri di Perugia

 

Si è parlato della promozione della lingua e la cultura italiana verso il mondo

Giro : “Se l’Italia è una grande potenza culturale inconsapevole, il nostro compito è quello di interpretare il volto nuovo del paese e di declinarlo nel mondo”

Meloni (Maeci): “A fine 2015 presenteremo le stime dettagliate sugli studenti di italiano nel mondo e sulla base di queste daremo vita ad un Osservatorio sulla lingua italiana che faccia il punto sulla situazione”

Riccardi  (Dante): “C’è una grande domanda di italiano e d’Italia all’estero, ma questa eredità non è destinata a durare per sempre. E’ necessaria una buona offerta di italiano”

 

PERUGIA – La prima giornata della Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, svoltasi presso l’Università per Stranieri di Perugia, è stata dedicata al tema “La lingua e la cultura italiana verso il mondo”.

L’incontro è stato aperto dal rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Giovanni Paciullo che ha sottolineato come la città di Perugia attraverso questo evento “viva e rinnovi la propria dimensione internazionale, il suo essere mosaico di culture diverse, storico luogo di transiti ed arrivi, di incroci e di contaminazioni. Oggi qui una memoria, un patrimonio di materiali e di relazioni si muovono per tracciare un percorso coniugando radici ed arte… L’italiano – ha aggiunto – è oggi lingua della cultura, ma anche soprattutto lingua dell’integrazione. Per quanti non appartengono più al tempo che ha contato fin qui i loro giorni – ha concluso Paciullo – dobbiamo essere il litorale di una speranza, lanciare loro la cima dell’approdo di una lingua e di una cultura”. E’ poi intervenuto il sindaco di Perugia, Andrea Romizi che ha ricordato l’importanza degli Istituti Italiani di Cultura per la proiezione nel mondo del nostro sistema paese. “L’ambizione della città di Perugia  – ha proseguito Romizi – è quella di caratterizzarci sempre di più nel panorama italiano per questa nostra attitudine culturale e linguistica”.  

A seguire ha preso la parola il sottosegretario agli Esteri e alla Cooperazione Internazionale Mario Giro “E’la prima volta dopo otto anni – ha ricordato il sottosegretario – che si riuniscono i direttori degli Istituti Italiani di Cultura. Questo è un segnale che vogliamo dare per indicare un nuovo inizio. Il Governo vuole occuparsi della lingua e della cultura all’estero nel quadro della internazionalizzazione del nostro paese. In altre parole, visto che esiste un programma di internazionalizzazione della nostra economia , che ha tutta una serie di obiettivi da raggiungere, deve esistere un programma dell’esecutivo per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero”.

“Lo scorso anno – ha proseguito Giro – grazie agli Stati Generali sulla lingua italiana, abbiamo posto all’attenzione del  paese la questione della cultura e della sua promozione all’estero. Questo ci ha permesso ad esempio di evitare un ulteriore taglio di un milione e mezzo alle risorse per gli Istituti di cultura. In prospettiva abbiamo l’ambizione di aprire nuovi Istituti in estremo Oriente e nell’Asia centrale e di sfruttare la flessibilità della rete al fine di avere addetti culturali anche  in aree dove non vi sono nostri Istituti di cultura Vi è inoltre la sfida di riuscire a bandire un concorso per reintegrare circa 25 o trenta posti che andrebbero perduti, perché oltre al problema delle risorse, vi è anche quello delle risorse umane”.

Giro ha poi sottolineato come la missione più attuale degli Istituti di Cultura sia quella di essere dei catalizzatori per la promozione della nostra cultura all’estero, intendendo per cultura tutto ciò che a che fare con lo stile italiano e il nostro modo di vivere. “Non si tratta di snaturasi – ha spiegato Giro – ma di diventare snodi vitali. Di compiere quell’internazionalizzazione del paese e della cultura che serve anche a noi per sprovincializzarsi, dopo tanti anni di introversione”. Il sottosegretario ha poi rilevato come nell’ambito del gruppo consultivo per la promozione della lingua e della cultura italiana siano state affrontate varie questioni: i  messaggi chiave da inviare  l’immagine che vogliamo trasmettere, quali siano gli stereotipi da contrastare e come realizzare una programmazione che metta insieme scienza, cultura, lingua università e impresa, attrazione degli studenti, in pratica tutto ciò che è Italia. Un’ibridazione fra vari aspetti che è già presente nella programmazione dell’anno dell’Italia per l’America Latina

“Bisogna offrire – ha precisato Giro –  un’immagine dell’Italia non scontata, centrata sugli ambiti tradizionali della cultura e dell’arte, ma anche su altri aspetti che sono sempre espressioni culturali, come la lingua , la scienza, la ricerca, l’università, i giovani e il modo di fare impresa. L’Italia è un paese che ha un grande patrimonio, ma ha anche un futuro”.

Il sottosegretario ha inoltre evidenziato la necessità di un sistema unico di certificazione della lingua e di una nuova forma giuridica di insegnamento della nostra lingua all’estero, più flessibile ed efficace, che coinvolga i privati. Una formula che, certificata dal pubblico, sia di qualità e consenta di intercettare la domanda che esiste e che va connessa con l’offerta. “Se l’Italia – ha concluso Giro – è una grande potenza culturale inconsapevole, il nostro compito è quello di interpretare il volto nuovo del paese e di declinarlo in ogni Paese del mondo, sta a noi rendere l’opinione pubblica consapevole di tutto questo”.

Dal canto suo il presidente della Dante Alighieri Andrea Riccardi, dopo aver ricordato gli oltre 400 comitati della Società sparsi nel mondo, ha sottolineato come,  proprio mentre si stanno aprendo nuove opportunità culturali ricche di sfide, il taglio delle risorse pubbliche costringa ad una riduzione degli impegni. Riccardi ha anche evidenziato come negli ultimi anni 20 anni l’Italia si stata ripiegata su se stessa rinunciando ad un ripensamento della propria identità nel nuovo mondo globale. Un ripiegamento a cui gli Istituti Italiani di Cultura hanno cercato di porre rimedio anche attraverso l’inventività. Una mancanza di visione, quella dell’Italia , che, secondo Riccardi, ha permesso al nostro paese di affrontare la questione dell’immigrazione solo in  maniera emergenziale e non strutturale , mancando una legge sulla cittadinanza e il rilancio della lingua italiana come strumento di integrazione.        

“C’è bisogno di ripensare l’Italia nel mondo. – ha affermato Riccardi – C’è una grande domanda di italiano e d’Italia all’estero, ma questa eredità non è destinata a durare per sempre se non la incrementiamo sin d’ora, è necessaria quindi una buona offerta di italiano. Dobbiamo lavorare – ha continuato il presidente della Dante – sui motivi di attrazione verso l’Italia: da una parte abbiamo ‘l’italnostagia’ con è il vasto mondo degli italiani all’estero, ma questa non può essere l’unica nota.  Quello che ci interessa, ma è molto variegato, è il grande spazio di investimento ‘dell’italsimpatia’, ovvero quelle persone che studiano l’italiano perche interessati a tutto quello che è Italia. Un catalogo di motivazioni molte vaste: il prodotto italiano, la qualità, il cibo, la cultura, il buon vivere, l’arte, la storia, il turismo, il calcio, le televisioni, la rete della chiesa cattolica che parla italiano e i legami personali. E’ sul patrimonio ‘dell’italsimpatia’ che dobbiamo lavorare”.

E’ poi intervenuta la scrittrice Dacia Maraini che ha sottolineato come gli italiani amino poco la loro lingua e siano affascinato dai termini stranieri. “Eppure – ha rilevato la scrittrice – la nostra lingua è amata e rispettata all’estero, una cosa che sorprende prima di tutti noi stessi. Se gli italiani avessero amato e diffuso di più la propria lingua in Argentina, – ha poi aggiunto la Maraini – oggi in questo paese si  parlerebbe italiano. Molti di questi atteggiamenti si capiscono, soprattutto se si pensa che la prima emigrazione è stata povera e spesso analfabeta ed ha vissuto la preoccupazione di chi doveva integrarsi, avendo la necessità  di appropriarsi della lingua del datore di lavoro. Ma oggi che tutto questo è cambiato, come mai allora  ancora trascuriamo la nostra identità linguistica? Siamo così accaniti nel riconoscersi in una vittoria sportiva, ma rimaniamo indifferenti di fronte alle sorti di un linguaggio quotidiano. Dimentichiamo che l’identità di un paese sta prima di tutto nella sua lingua perché questa contiene una memoria storica incancellabile”. “Oggi – ha proseguito la Maraini –  la nostra lingua  è colma di termini stranieri , credo quindi che la protezione della lingua italiana nelle sue forme più creative e originali sia da considerarsi parte di una politica culturale da portar avanti con coraggio e determinazione” . La scrittrice ha infine segnalato come oggi l’emigrazione italiana, composta da giovani acculturati più consapevoli e meno  preoccupati dell’integrazione nel nuovo paese residenza, siano molto interessati a conservare l’italiano .

Da ricordare anche l’intervento del direttore generale della Fondazione Triennale di Milano Andrea Cancellato che ha parlato della ventunesima edizione dell’Esposizione, in programma dopo una lunga pausa per il 2016, che sarà dedicata al tema “Design after Design”. Cancellato ha evidenziato lo strategico ruolo dell’Italia per quanto riguarda il mondo della progettazione ed ha annunciato  lo svolgimento  a Milano, in occasione dell’Esposizione del 2016, della terza conferenza delle biennali e delle triennali nel mondo.  

Dopo le riflessioni  del presidente onorario dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Bruno Cagli,  che ha parlato del lungo primato dell’italiano nel mondo della musica e del bel canto ed ha ricordato il contributo data dalla nostra lingua “dolce e sonora” anche all’unità nazionale già all’inizio dell’800,  l’imprenditore Brunello Cucinelli ha sottolineato come, nonostante la crisi, l’Italia possa vivere un momento di rinascita spirituale, civile, etica, religiosa ed economica. Per Cucinelli in un mondo, ancora affascinato dal nostro paese, l’Italia deve ricominciare a credere in se stessa.

Il dibattito è stato concluso dal direttore generale del Maeci per la Promozione del Sistema Paese Andrea Meloni che ha rilevato come il ministero sia impegnato ad attuare, con il medesimo metodo di lavoro partecipativo che coinvolge tutte le strutture interessate, le conclusioni degli Stati Generali della lingua e cultura italiana svoltisi a Firenze lo scorso anno.

Meloni si è poi soffermato sull’attività svolta sia del gruppo di lavoro consultivo per la lingua e la cultura italiana , che vanta rappresentanti al massimo livello del Maeci, del Mibac e del Miur, sia del Cliq, una struttura formata da esponenti della  Dante Alighieri e di tre importanti università italiane che si prefigge di andare sempre  più avanti nell’armonizzazione della certificazione linguistica e che in realtà, secondo Meloni, svolge anche un ruolo di consulenza per tutto quello che riguarda l’insegnamento della lingua all’estero.

 “Agli Stati Generali – ha poi ricordato Meloni annunciando lo svolgimento di importanti appuntamenti  – si era parlato di un 1 milioni e 400.000  studenti di italiano nel mondo, ma i dati non erano disaggregati in base alla tipologia e al livello dello studio portato avanti . Il primo obiettivo che ci siamo posti è stato quindi quello di  renderle leggibili e spiegare queste cifre. A fine 2015 presenteremo in uno specifico evento queste stime dettagliate e sulla base di queste creeremo un Osservatorio sulla lingua italiana che faccia il punto sulla situazione e dia indicazioni sulle azioni da realizzare su basi concrete. Cercheremo inoltre di sapere perché le persone studiano l’italiano. A fine 2016 vi sarà poi un evento più grande ed impegnativo ”.

Il direttore generale ha anche segnalato il buono stato di avanzamento dei lavori per la creazione del “portale dei portali”, Un sito in cui verranno concentrate tutte le informazioni necessarie per chi è interessato all’apprendimento della lingua italiana. Sul portale, che avrà un punto di ingresso per tutti i siti più importanti  che già esistono come ad esempio quello della Dante o delle università , verranno inoltre poste le risultanze dei vari censimenti e saranno fornite informazioni ai docenti di italiano, sia italiani che stranieri, su cosa fare e dove possano essere impiegati.  Per quanto riguarda la formazione Meloni ha inoltre annunciato come, al fine di dare maggiore competenza gli insegnati , si stia lavorando per consolidare una iniziativa già in corso da due anni che prevede l’invio all’estero di neo laureati per l’insegnamento di italiano presso corsi inseriti direttamente nelle scuole locali. Una iniziativa che da quest’anno verrà replicata presso 23 università straniere che hanno già dato la loro adesione al progetto. Meloni ha anche ricordato sia il bando realizzato con la Presidenza del consiglio per coloro che vogliono fare il servizio civile all’estero insegnando l’italiano, sia la destinazione di una significativa parte delle borse di studio governative al perfezionamento in Italia, presso università specializzate, di insegnanti stranieri. (Goffredo Morgia –Inform)

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