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NAPOLI – Nel panel conclusivo dell’evento UNESCO “Cultural Heritage in the 21st Century”, organizzato congiuntamente con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Cultura con il sostegno del Comune di Napoli, ha preso la parola Audrey Azoulay, Direttrice Generale dell’UNESCO . “Permettetemi di cominciare – ha esordito – con le parole di un’altra persona, di Curzio Malaparte che ha così bene catturato questo spirito di Napoli che cerchiamo: Napoli è una Pompei che non è mai stata seppellita. Non è una città: è un mondo” La direttrice ha poi ribadito l’importanza della cultura anche in contesto complesso come quello attuale: “Oggi in un contesto geopolitico segnato dalle guerre, dalle fratture, dalla conflittualità, in questa città più di novanta esperti di tutto il mondo si trovano per parlare un linguaggio comune ed universale. Un linguaggio che permette di sentirci: quello della cultura e quello della scienza. Questa universalità, questa diversità geografica, questa differenza di punti di vista ci è particolarmente preziosa oggi: è un tesoro. Un tesoro che sfida lo spazio e il tempo. Questa universalità si incarna anche nell’istituzione che rappresento, l’Unesco, che è stata pensata in tempo di guerra, durante la Seconda Guerra Mondiale, ed ha sempre sostenuto la pace attraverso la conoscenza, i patrimoni e l’informazione. Questa universalità è anche la lezione di Napoli, una città straordinaria dove niente si cancella, tutto si stratifica. Lo spirito di Napoli è quello di una città sempre in movimento, in cui la cultura non è fissa, ma è viva e popolare”. La Direttrice Generale ha anche ribadito l’unione d’intenti nel sostegno, da parte dell’Unesco e dell’Italia, verso “un’altra società colpita dalla guerra, la società ucraina: l’Unesco la sostiene per la protezione dei suoi patrimoni. Sono contenta di sapere che l’Italia considera di rinforzare la sua azione ai nostri fianchi per Odessa, che è stata messa all’interno del Patrimonio Mondiale dell’Unesco all’inizio dell’anno”. Riferendosi alla questione ambientale, Azoulay, ha poi rimarcato la necessità di integrare “i nostri approcci al patrimonio culturale materiale e immateriale”, proteggendo la biodiversità e riducendo l’impatto del cambiamento climatico.
E’ poi intervenuto il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “Qui vicino, al museo archeologico nazionale, – ha segnalato il Ministro- c’è un famoso mosaico, presente su tutti i libri di archeologia, che raffigura la battaglia di Isso” in cui si sono contrapposti “Alessandro Magno e Dario, il persiano. È un mosaico memorabile, che ha ispirato anche tanta cinematografia, ed in molti ci hanno visto il confronto tra Oriente ed Occidente, tra la concezione di polis e la concezione di basileia. Alessandro, il macedone, vince, ma obbliga i suoi generali a sposare le donne persiane, perché secondo lui bisognava generare una convergenza ed un’unione”. Dopo aver citato una serie di autori francesi per ricambiare le citazioni della direttrice dell’Unesco sulle bellezze di Napoli il Ministro ha aggiunto: “In questo palazzo abbiamo inaugurato qualche mese fa il museo dedicato ad Enrico Caruso, il grande interprete della musica lirica dei primi del Novecento. Caruso è una sintesi perfetta tra patrimonio materiale e patrimonio immateriale: Caruso non c’è più, ma le sue interpretazioni liriche sono rimaste”. Sangiuliano ha inoltre sottolineato come il contributo fondamentale dell’Unesco, sia, oltre a quello della “tutela di tanti beni”, quello di “far crescere nello spirito dei cittadini la consapevolezza del valore del patrimonio culturale che noi abbiamo il dovere etico e morale di proteggere”. “Napoli è simbiosi mirabile” ha concluso il ministro “tra materialità e immaterialità del patrimonio, un patrimonio vivo e profondamente connesso con la vita della cittadinanza”.
Elva Margariti, Ministro della Cultura dell’Albania ha avviato il suo intervento complimentandosi con le autorità italiane. “A nome del governo albanese esprimo i miei complimenti al governo italiano. Lo spirito di Napoli e le sue iniziative forniscono a tutti noi delle risorse per poter far leva sulla cultura, anche in momenti difficili come questo. Le sfide per il patrimonio culturale sono notevoli: il cambiamento climatico, equilibrare il turismo, la crescita economica, protezione del patrimonio culturale”. Il ministro ha poi evidenziato gli aiuti e il sostegno della delegazione europea nel caso di un “terribile sisma” avvenuto qualche anno fa in Albania che aveva “danneggiato anche il nostro patrimonio culturale”.
E’ infine intervenuto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Napoli – ha rilevato il vice Premier – ha la dimensione di una grande capitale, ha la dimensione della città ricca di cultura, di tante culture diverse che si sono intrecciate: quella greca, romana, francese, spagnola, italiana. Un crocevia di idee. Tutte queste bellezze sono uno strumento che permettono al nostro Paese, che non è una grande potenza militare, o una grande potenza economica, di essere una potenza culturale. Noi vogliamo che questa grande ricchezza che abbiamo diventi uno strumento per la nostra politica estera. Una politica estera di pace perché la cultura, la diplomazia della cultura non può che essere di pace. Perché la cultura unisce e non può mai dividere” . Il Ministro ha poi ricordato una sua visita in Cina. “Recentemente sono stato a Pechino e sono rimasto colpito dalla presenza, nella capitale cinese, di due mostre italiane in contemporanea: una proveniente da un grande museo di Napoli e un’altra proveniente da un grande museo di Firenze”. Tajani, dopo aver segnalato il lavoro delle “nostre missioni archeologiche all’estero” nella cura e nella scoperta delle “tante meraviglie nel mondo”, ha sottolineato il ruolo dei carabinieri “per la protezione del patrimonio artistico a livello mondiale”. “Anche nel momento in cui c’è una guerra tremenda” ha proseguito il Ministro “come quella che sta travolgendo l’Ucraina c’è una missione di due musei, di Roma e di Napoli” di ricostruire la cattedrale di Odessa. Tajani ha inoltre rilevato come la cultura non si limiti solo ad un aspetto di mera conoscenza, ma sia un concetto più ampio. “Cosa è cultura? E’ solo quello che leggiamo sui libri oppure la nostra identità? La dieta mediterranea è cultura e noi vogliamo che diventi patrimonio dell’Unesco. Anche questo è identità”. Per il Ministro la cultura rappresenta anche un modo per “conoscere meglio gli altri. E quando conosciamo meglio gli altri li rispettiamo. Questa è la diplomazia della cultura”. Per quanto riguarda l’Unesco Tajani ha rilevato: “E’ fondamentale che ci sia un luogo di confronto dove tutti i paesi del mondo possono vedersi, parlare e discutere. Attraverso l’Unesco noi possiamo fare molto per il dialogo e per una presenza culturale più forte”. Concludendo il ministro Tajani ha ribadito l’importanza di queste tre giornate di incontro a Napoli “che arricchiscono. Spesso si parla di tante altre cose, ma sottovalutiamo l’importanza della cultura”. A latere dell’incontro il Ministro ha anche segnalato come si stia lavorando “per rinforzare gli istituti italiani di cultura, nominando anche direttori di chiara fama. Gli istituti italiani di cultura – ha aggiunto – saranno luogo di sempre maggior presenza culturale”. (Alessio Mirtini – Inform)