direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Conclusa la XV Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia: gli interventi del Presidente del Consiglio Meloni, del Ministro degli Esteri Tajani e del Segretario Generale della Farnesina Sequi

FARNESINA

ROMA –  Nell’ambito della XV Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo, ospitata dalla Farnesina, è intervenuta la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. In apertura della sessione i saluti del Segretario Generale della Farnesina Ettore Francesco Sequi.  “A nome di tutti i colleghi desidero ringraziare il Presidente del Consiglio per la sua presenza oggi. – ha esordito Sequi – E’ per noi un segnale importante che alla conferenza partecipino i più alti vertici istituzionali e così tanti ministri. E’ un segnale di attenzione e di coralità che ci fa sentire rispettati, apprezzati e che ci sprona a fare sempre meglio.

Riprendo anzitutto un messaggio chiave che il Ministro e il vicepresidente del consiglio Tajani ha voluto trasmetterci: l’Italia si aspetta e si merita una politica estera che la renda protagonista nel mondo. Questo ministero continuerà a farlo e a farlo bene, portando idee e innovando il suo metodo di lavoro, introducendo nuovi strumenti e tecnologie, agendo sempre con forza e coesione nel sistema paese. Promuovere una cultura della coesione nazionale – ha continuato il Segretario Generale – è una delle principali lezioni da apprendere se vogliamo essere equipaggiati per affrontare l’attuale fase storica che stiamo vivendo. La strada è tracciata e la percorriamo sorretti dalla forza e dalla storia del nostro paese che ha il dovere, prima ancora che il diritto, di stare a testa alta nei consessi internazionali, con spirito costruttivo, ma senza sub-alternità o complessi di inferiorità. Con questo spirito, la diplomazia oggi intende sempre meglio promuovere e tutelare gli interessi nazionali, l’immagine dell’Italia nel mondo e con essa quei valori primari e identitari della italianità che rinsaldano la coesione sociale e l’orgoglio nazionale”. “Oggi – ha poi rilevato Sequi – si avverte l’esigenza di avere più diplomazia, più Farnesina. Siamo consapevoli che abbiamo molte carte da spendere, che la diplomazia conviene all’Italia pur nella limitatezza delle risorse disponibili… .. La nostra ambizione – ha concluso il Segretario Generale dopo aver ricordato la figura del diplomatico Luca Attanasio – è quella di operare affinché sia l’intero paese a trarre vantaggio da ogni nostra attività di diplomatici”.

A seguire l’intervento del Ministro degli Esteri Antonio Tajani che si è soffermato sugli spunti emersi nel corso della Conferenza: “La prima cosa che è emersa è la consapevolezza e l’orgoglio di essere italiani. In tutte le riflessioni che ci sono state, compresa quella che ha fatto quest’oggi Pupi Avati, che abbiamo invitato come ospite d’onore per parlare di cultura. In tutti gli interventi, la sintesi del dibattito è stata: basta autoflagellarci, basta sottovalutarci perché fuori dai confini nazionali il giudizio nei nostri confronti è migliore di quello che tanti italiani danno di loro stessi. Questo credo che sia importante per poter poi lanciare un’offensiva politica”.

Tajani ha poi posto il focus sul lavoro di squadra del governo e sull’attività di tutti gli operatori italiani nel mondo per raggiungere gli obiettivi di politica estera:  “Tutti – ha affermato il Ministro – sono protagonisti della politica estera del nostro Paese. L’Italia è tutta unita. C’è la diplomazia della politica, ma c’è anche la diplomazia dei nostri militari: sono in giro per il mondo a rappresentare il nostro paese. Non sono lì soltanto per sventolare la bandiera, ma anche per piantarla. Lo fanno i nostri professori che insegnano l’Italiano nelle scuole in giro per il mondo. Lo fanno i nostri imprenditori. Tutti insieme abbiamo dimostrato che c’è un’unità di intenti e credo che i nostri ambasciatori torneranno nelle loro sedi con la consapevolezza di essere parte di una grande squadra e ognuno di loro saprà cosa fare. Perché la responsabilità nostra è quella di dare delle indicazioni politiche, dopo aver ascoltato ciò che loro hanno da dire e le informazioni che hanno da dare”. Il Ministro ha inoltre evidenziato come sia “emersa una grande coesione all’interno del governo; abbiamo parlato tutti con la stessa voce. Stiamo costruendo – ha continuato il Ministro – tanti progetti insieme: con il ministro Urso abbiamo deciso di organizzare missioni per la crescita e accompagnare i nostri imprenditori e internazionalizzare le nostre imprese e sviluppare il commercio. Con il ministro dello Sport e del Turismo abbiamo deciso di valorizzare la Ryder Cup come strumento per far conoscere meglio l’Italia e far venire più turisti nel nostro paese. Con il ministro dell’Università e della Ricerca e con il ministro Valditara abbiamo deciso di lavorare insieme per dar vita ad un progetto che permetta ai migliori giovani extracomunitari di venirsi a formare in Italia per poter essere poi ambasciatori dell’Italia nel loro paese, portando il nostro saper fare e favorendo la crescita di quel paese andando ad incidere sulle radici dell’immigrazione economica”.

Ha poi preso la parola la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha ringraziato gli ambasciatori per lo strategico e silenzioso lavoro svolto nel portare avanti ogni giorno gli interessi nazionali.  “Voi siete bandiere dell’Italia – ha affermato Meloni – nel senso di essere portatori di un’identità che è sempre la base per qualsiasi possibile dialogo. Non si può parlare con gli altri se non si è consapevoli di ciò di cui si è portatori. Questo chi svolge il compito che svolgono gli ambasciatori lo capisce molto bene. Io mi sono spesso interrogata – ha proseguito la Premier – su come fosse difficile in fondo la vita di un ambasciatore, di un diplomatico. Il Fatto di essere sempre sradicati dal proprio contesto, ricominciare sempre da capo, vivere sempre una vita nuova come se fosse sempre sospesa, come se non si potessero mai mettere radici, con tutto quello che questo può comportare anche in termini di rapporti familiari e di legami. Come si fa a tenere quelle radici quando sembra di non poterle fissare mai? Si fa solo se quelle radici uno ce le ha dentro di sé. Se porta con sé le proprie radici. E’difficile però… Allora chiaramente è una missione”.

La Presidente del Consiglio, dopo aver rilevato il grande interesse nel mondo verso l’Italia, ha sottolineato l’importanza della lingua italiana che rappresenta uno straordinario vettore diplomatico: “Veniamo travolti – ha aggiunto – dall’uso di queste parole straniere, i francesismi, gli inglesismi, quando se ci pensate per ciascuna di queste parole che noi utilizziamo riprendendole da lingue straniere, nel corrispettivo italiano esisterebbero probabilmente quattro o cinque parole diverse, perché la nostra è una lingua molto più complessa e carica di sfumature.

Utilizzare maggiormente la lingua italiana vuol dire non solo valorizzare e difendere un elemento fondamentale della nostra cultura, ma difendere la profondità della nostra cultura”.

La Premier ha poi focalizzato l’attenzione sui grandi cambiamenti internazionali che stiamo vivendo: “Non possiamo però pensare di poter vivere di rendita, perché intorno a noi tutto sta cambiando, tutto corre a velocità estrema. La competizione globale anche sul piano culturale è diventata accesa e noi dobbiamo saperlo ed essere pronti mettendoci nella condizione di essere all’altezza di quelle mutazioni, ad esempio con tutta la questione della mutazione tecnologica. Cose che sono state raccontate in un modo si sono rivelate in un altro. La globalizzazione per esempio: eravamo convinti che con il libero commercio globale avremmo ottenuto automaticamente una migliore distribuzione della ricchezza e che sistemi meno democratici del nostro piano piano si sarebbero avvicinati al nostro. È accaduto l’esatto contrario: la ricchezza si è concentrata verso l’alto. Regimi e sistemi autocratici si sono rafforzati, sono involuti rafforzandosi con quel libero commercio”.

La presidente del Consiglio ha continuato il suo intervento sul ruolo all’interno dello scacchiere mondiale dell’Italia e dell’Europa. “Ci troviamo di fronte – ha affermato Meloni – a sfide enormi ed è necessario utilizzare al meglio le nostre risorse, gli strumenti della politica estera, della diplomazia, della sicurezza. Siamo di fronte alla necessitò di difendere il sistema che abbiamo creato dalle macerie della seconda guerra mondiale. Non vi è crescita dove non vi sono anche sicurezza e libertà e questo noi lo sappiamo molto bene. Dobbiamo rifiutare che l’attuale contesto si risolva nel semplice racconto dell’Occidente contro il resto del Mondo e in questo la diplomazia è fondamentale. Ovviamente – ha proseguito la Premier – l’Occidente è il nostro campo da gioco. Accanto a quel campo di gioco serve il dialogo. Ovviamente il conflitto ucraino è lo spartiacque che scuote l’architettura delle relazioni. Noi dobbiamo rafforzare l’intesa con i nostri partner, i nostri alleati e rinnovare i rapporti con i paesi amici, specie nell’ambito del Mediterraneo, ma non solo. Bisogna saper impostare le relazioni con tutti gli altri. E’ necessario che l’Europa diventi un attore globale consapevole di qualcosa di cui non sempre è stata consapevole: ossia quando tu lasci vuoto uno spazio, qualcun altro occuperà quello spazio. Lo abbiamo visto in Africa: quando l’Italia è indietreggiata qualcun altro è avanzato”. Per quanto riguarda la guerra in Ucraina la Meloni ha sottolineato come la stella polare rimanga la ricerca del dialogo e la cessazione delle ostilità a cui dovrà seguire la definizione di una pace giusta per gli ucraini. La Premier ha anche parlato delle  “troppe dipendenze” anche energetiche del nostro Paese rilevando come in passato siano stati compiuti degli errori, ma al contempo ricordando la recente vittoria sull’introduzione del tetto del gas in Europa . Per la Meloni questo momento difficile può però anche aprire “ad una grandissima occasione” ossia far diventare l’Italia “lo snodo energetico dell’intera Europa”, con la sfida di “tornare a produrre energia a trecentosessanta gradi e diversificare le forme di energia e le fonti di approvvigionamento”.

Nelle conclusioni la Premier ha voluto ricordare il diplomatico Luca Attanasio e mandare un saluto a Susanna Schlein, vittima di un “attentato”: “E’ la dimostrazione – ha commentato la Meloni – di come, facendo il lavoro che fate voi, i rischi che si corrono sono tangibili. Insieme a tutta la diplomazia non dobbiamo dimenticare gli uomini e le donne in divisa che ci accompagnano sia a livello diplomatico sia su tanti terreni difficili”.

A conclusione dei lavori della Conferenza è nuovamente intervenuto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Noi non possiamo prendere decisioni – ha affermato il Ministro rivolgendosi agli ambasciatori – senza ascoltare le vostre idee, le vostre proposte, la vostra conoscenza della situazione e , d’altronde noi abbiamo il dovere di dirvi cosa dovete fare, quale è la linea politica da seguire. E mi pare che in questi due giorni di lavoro sia emersa molto chiara la linea da seguire: costruire ponti, dialogare sapendo di avere alle spalle un Paese che vuole mettere a sistema tutte le sue differenti risorse”.

Il Ministro ha poi parlato dell’esistenza di una pluralità di diplomazie: “la diplomazia della cultura, la diplomazia dello sport, la diplomazia parlamentare, la diplomazia dell’intelligence, la diplomazia della difesa, la diplomazia della ricerca. Tutto messo a sistema”.

Tajani ha poi parlato della necessità di motivare anche a tutti coloro che lavorano in questo settore, pur non essendo diplomatici. “Tutta la macchina funziona – ha spiegato – se tutti si sentono fortemente motivati, perché sono parte di un disegno, di un progetto, di un percorso che deve portare il nostro paese a contare di più, non per volontà egemonica, ma perché abbiamo il dovere di farlo: abbiamo – ha aggiunto il Ministro – 60 milioni di cittadini italiani che vogliono essere governati, ne abbiamo 6 milioni e mezzo fuori dei confini che hanno bisogno di risposte. Senza politica estera non possiamo far crescere il nostro paese”.

Tajani, riferendosi all’internazionalizzazione delle imprese ha poi rilevato : “Le imprese hanno bisogno di essere accompagnate e se si internazionalizzano invece di delocalizzare possono non solo difendere il lavoro che hanno costruito in Italia, ma anche diventare più ricche e quindi assumere anche in Italia più persone”.

Il Ministro ha anche posto il focus sull’importanza del vivere la carriera diplomatica come una missione, ricordando anche i rischi che si corrono con questa carriera e assicurando agli ambasciatori che non verranno lasciati soli dal Governo. “Facciamo appassionare – ha concluso Tajani – i cittadini alla politica estera solo se siamo utili, se portiamo a casa dei risultati basati su una visione, su un disegno politico che nasce dai valori nei quali noi ci riconosciamo. I nostri valori si possono sintetizzare con due concetti: libertà e centralità della persona”. (Alessio Mirtini – Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform