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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Conclusa in Commissione Esteri la discussione sugli sviluppi della crisi politica e umanitaria in Venezuela

CAMERA DEI DEPUTATI

Nella risoluzione approvata l’impegno ad assumere ogni iniziativa utile a lenire la preoccupante situazione umanitaria, soprattutto per quanto concerne l’afflusso di medicinali e generi alimentari di prima necessità, con un’attenzione specifica nei confronti della comunità italiana residente

 

ROMA – Con l’approvazione ella risoluzione presentata dal presidente nonché relatore Fabrizio Cicchitto, si è concplusa in Commissione Esteri della Camera la discussione sugli sviluppi della crisi politica ed umanitaria in Venezuela.

Tra gli interventi che hanno preceduto il voto, quelli del vice ministro degli Esteri Mario Giro e di due deputati eleti all’estero nella ripartizione dell’America Meridionale: Fabio Porta (Pd) e  Renata Bueno (Misto Usei-Idea).

Nel ribadire l’impegno per la tutela dei nostri connazionali, Giro ha ricordato che, accanto al principio della non ingerenza, il diritto internazionale contempla quello dell’assistenza umanitaria, leso dalla contrarietà del governo venezuelano all’invio di medicine. Ha tra l’altro ribadito la necessità di superare una visione ideologica, partendo dalla considerazione che è manifesto un fallimento delle politiche economiche con gravi conseguenze per tutte le fasce della popolazione, al di là delle appartenenze politiche, anche al fine di evitare che la politica del muro contro muro possa eventualmente degenerare in un conflitto armato, confermando infine di essere favorevole alla risoluzione a prima firma Cicchitto.

Porta ha confermato il sostegno del Partito Democratico alla risoluzione presentata dal presidente Cicchitto, raccogliendo l’invito del viceministro Giro a deideologizzare l’approccio ad una delle più gravi crisi della politica internazionale. Ha salutato con favore l’iniziativa del presidente della Commissione, nella quale comunque confluisce un apprezzabile contributo dell’opposizione, ribadendo che la presidenza Maduro ha rappresentato un significativo peggioramento delle condizioni economiche ed istituzionali del paese. Ha sottolineato il dovere di aiutare i cittadini italiani residenti in Venezuela, anche attraverso il potenziamento dei servizi consolari, segnalando inoltre l’opportunità di affrontare il tema dei residenti in Italia che percepiscono pensioni venezuelane. Sulla questione relativa ai connazionali che, rientrati in Italia, non percepiscono la pensione, auspica un’interazione con le autorità venezuelane al fine di trovare soluzioni adeguate ai legittimi bisogni dei nostri connazionali.

Renata Bueno ha affermato che l’operato dell’attuale governo del Venezuela non rispetta i diritti dei cittadini, come dimostrato anche dalle interminabili code per poter ottenere insufficienti quantità di prodotti di prima necessità, e i continui arresti o fermi, da ultimo quello del presidente della Commissione esteri del Parlamento Luis Florido. Ha poi affernato che in Venezuela si è instaurato un inaccettabile regime dittatoriale, segnalando infine la necessità di assicurare un pacchetto di emergenza alle nostre strutture diplomatiche in Venezuela, che rappresentano l’unico porto sicuro per i nostri connazionali.

Qui di seguito il testo della risoluzione approvata dalla commissione.

La III Commissione, premesso che:

si richiama la risoluzione n. 8-00196 Porta e altri, approvata dalla III Commissione il 27 luglio 2016, sulla soluzione della crisi politica ed umanitaria in Venezuela;

persiste in tale Paese la gravissima crisi politica ed umanitaria, derivante per un verso dal perdurante negativo andamento dell’economia – basti pensare al calo stimato del 13 per cento del prodotto interno lordo nel solo 2016 – e per altro verso dalla tensione acuta tra il Governo del presidente Nicolas Maduro e le forze parlamentari di opposizione, divenute maggioritarie dopo le elezioni del 2015, di cui risente gravemente la stessa comunità di connazionali residenti;

il 2017 si è aperto all’insegna dell’instabilità dopo che la coalizione di opposizione, la Mesa de la Unidad Democratica (MUD), ha operato un avvicendamento alla presidenza della Camera tra Ramos Allup e Julio Borges leader di Primero Justicia, che ha esordito il suo mandato reiterando l’obiettivo della rimozione del presidente Maduro;

l 13 gennaio è prevista una tornata di dialogo sotto l’egida dell’Unasur (Unione delle Nazioni Sudamericane) e del Vaticano tra il Governo e l’opposizione, alla quale lo stesso Borges ha già annunciato di non prendere parte;

il Parlamento è nel frattempo stato dichiarato «disobbediente» dal Tribunale Supremo de Justicia ed i suoi atti vengono sistematicamente cassati dallo stesso. Esso non riesce pertanto ad esercitare il necessario e fondamentale ruolo di contrappeso al potere del presidente Maduro;
la scelta del Segretario di Stato degli Stati Uniti nella persona di Rex Tillerston, ex dirigente della Exxon Mobil, multinazionale in aperto contrasto con il presidente Maduro, potrebbe determinare un ulteriore deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti e del regime di sanzioni internazionali che grava sul Paese;

permane lo stato di detenzione di leader politici quali Leopoldo Lopez, Antonio Ledezma, Lorent Saleh, la cui liberazione appare necessaria per l’avvio di un dialogo effettivo tra le parti;

d’altra parte, al presidente della Commissione esteri del Senato, il senatore Pierferdinando Casini, recatosi in visita a Caracas a fine dicembre 2016, le forze dell’ordine venezuelane hanno impedito di rendere visita all’ex sindaco di Caracas, Antonio Ledezma, agli arresti domiciliari con l’accusa di golpe;

nel frattempo la condizione di vita della popolazione è peggiorata in modo esponenziale: continuano a mancare cibo e medicine; non vi è alcuna sicurezza per cui i cittadini sono limitati nella propria libertà di movimento al fine di evitare di esporsi a violenze e assassini, che rappresentano la normalità nella capitale Caracas, la città di più pericolosa al mondo secondo le statistiche;

non può essere dimenticata la morte, avvenuta il 6 giugno 2016, di un funzionario in servizio presso il consolato italiano a Caracas, ucciso nella sua stessa abitazione in circostanze ancora da chiarire e per acclarare le quali l’Italia attende una risposta alla rogatoria internazionale inviata;

la condizione della popolazione è divenuta ormai insostenibile e si rischia la guerra civile se si tiene conto che per il 2017 è previsto un tasso di inflazione pari al 200 per cento e che l’80 per cento della popolazione guadagna circa 30 dollari al mese, che non consentono di provvedere all’acquisto di beni di prima necessità per cui il Governo di Caracas ha disposto per i prossimi giorni la distribuzione a 15 milioni di venezuelani di una carta annonaria, il Carnet de la patria, per il razionamento dei generi alimentari essenziali;

il Paese versa anche in un’eccezionale crisi monetaria, ai limiti del default, derivante dalla imposizione del cambio fisso sul dollaro, dal controllo statale sui prezzi e da un eccesso di liquidità connesso all’aiuto che la Banca centrale venezuelana fornisce da anni alla compagnia petrolifera venezuelana (Pdvsa), da cui deriva un’inflazione calcolata dal Fondo monetario internazionale al 475 per cento nel 2016. I venezuelani si confrontano di fatto con un triplice cambio, oltre a quello ufficiale; il prezzo della farina è triplicato dall’inizio dell’anno e per il 2 gennaio il presidente Maduro ha ordinato la sostituzione delle banconote da 100 bolivares, equivalenti all’irrisorio valore di 3 centesimi di euro, con banconote da 20 mila bolivares che non sono state distribuite dalle banche, con conseguenti assalti agli sportelli, gravi disordini, violenze e alcune vittime;

quanto alla comunità di connazionali italiani, che malgrado tutto continua a svolgere un ruolo di significativa importanza nei diversi comparti dell’economia nazionale e che negli anni Sessanta rappresentava il gruppo di stranieri residenti più numeroso, prima di quello spagnolo e portoghese, per la situazione del Paese dalle oltre 210 mila unità del 1976 la sua consistenza è passata alle 142.000 mila di oggi (dato del 2015);

è positivo che il Governo italiano abbia previsto a partire dal 1o gennaio 2017 per i 3.600 pensionati italiani residenti che il calcolo per l’integrazione dell’assegno sia effettuato sulla base del cambio DICOM e non più di quello ufficiale e totalmente irrealistico, contribuendo ad alleviare la condizione difficile in cui versano tali connazionali;

il 4 dicembre 2016 il Venezuela è stato sospeso a tempo indeterminato dal Mercosur (il mercato comune del Sud) per inadempienza rispetto al sistema comune di tariffe commerciali e al coordinamento complessivo delle politiche macroeconomiche. La controversa decisione, assunta con il voto di Argentina, Brasile Paraguay e con l’astensione dell’Uruguay, rischia di aggravare ulteriormente la situazione della popolazione, prefigurando l’esclusione del Venezuela dell’area commerciale sudamericana;

la posizione del Venezuela è critica anche in seno all’OSA, l’Organizzazione degli Stati americani, retta dal segretario generale Luis Almagro, che, pur eletto con il sostegno del fronte bolivariano, come emerso nella sua visita a Roma del novembre 2016, ha posto per la prima volta in seno al Consiglio permanente dell’Organizzazione la «questione venezuelana» in ragione del clima intimidatorio in occasione delle elezioni politiche del 2015, per le accuse di coinvolgimento governativo nella morte dell’oppositore Luis Manuel Diaz, nonché per la richiesta di amnistia per i prigionieri politici in Venezuela. Almagro ha attivato in modo inedito l’applicazione della Carta democratica interamericana che prevede la possibilità di sanzioni nei confronti dei Paesi membri in cui si verifichino rotture democratiche,

impegna il Governo:

a proseguire nell’azione politico diplomatica per favorire una soluzione pacifica della crisi politica in Venezuela, ripristinando lo Stato di diritto e le necessarie garanzie sul piano della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali;

ad assumere ogni iniziativa utile a lenire la preoccupante situazione umanitaria, soprattutto per quanto concerne l’afflusso di medicinali e generi alimentari di prima necessità, con un’attenzione specifica nei confronti della comunità italiana residente;

a facilitare la mediazione di pace in corso in Venezuela e che vede nella Santa Sede il principale protagonista;

a intraprendere con il Governo venezuelano un percorso di dialogo serio affinché venga tutelata la sicurezza dei cittadini italo-venezuelani, si ripristinino i voli da e verso Caracas da parte delle compagnie aeree e si sostengano i legittimi interessi delle imprese italiane che vantano crediti nel Paese.  (Inform)

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