direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Con il servizio civile all’estero crescita personale e arricchimento umano

RICERCHE

Realizzata dal Censis e promossa dalla Focsiv

Dal 2001 ad oggi sono circa 5000 i giovani che hanno aderito al Servizio civile all’estero. Il 74% di essi si dichiara molto soddisfatto dell’esperienza compiuta, importante anche per competenze e abilità professionali acquisite

 

ROMA – Il 74% dei giovani è molto soddisfatto dell’esperienza compiuta con il servizio civile all’estero. E le competenze e abilità acquisite favoriscono le possibilità occupazionali. Questo il dato che emerge dalla Ricerca “Servizio Civile all’Estero – giovani, lavoro e cittadinanza attiva” presentata oggi a Roma, analisi affidata al Censis dalla Focsiv (Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontario) per verificare l’impatto del Servizio civile nazionale all’estero sulle opportunità occupazionali e la crescita della cittadinanza attiva dei giovani partiti negli ultimi 10 anni.

Da quando è stato istituito nel 2001 – si legge nella nota diffusa dal Censis in proposito, – sono circa 5.000 i giovani fino a 28 anni che hanno lavorato un anno in progetti di cooperazione internazionale attraverso il Servizio civile, punta avanzata di un piccolo esercito di volontari che, per periodi più o meno lunghi, si impegnano in prima persona in progetti di sviluppo.

Perché scelgono di partire? Non perché non si abbia nulla da fare (opzione di un trascurabile 0,4%) e nemmeno come alternativa a un periodo di disoccupazione (1,1%). Le motivazioni sono di tipo valoriale: il 61,5% ha visto nel servizio civile all’estero l’opportunità di una crescita personale e di un arricchimento umano, il 52,2% lo ha vissuto come un modo per accrescere le proprie competenze, il 36,9% come un completamento del percorso di formazione. E per tutti si tratta di un esperienza che non ha deluso: l’87% di questi giovani ritiene che le cose siano andate secondo le loro aspettative, il 74% si dice molto soddisfatto dell’esperienza compiuta, metà del campione pensa che sia più quello che si riceve da un’esperienza del genere che quello che si dà.

La qualità che hanno appreso di più è l’apertura mentale: l’87,8% sente di averne di più rispetto a prima. Segue la solidità emotiva (65,4%). E il 66% dei giovani ritiene che le competenze acquisite durante l’anno di servizio civile all’estero siano molto o abbastanza utili nello svolgimento del loro lavoro. Il 69% ritiene poi che il servizio civile all’estero sia stato utile per trovare lavoro, mentre per il 25% esso è stato addirittura determinante. Di coloro che hanno svolto questo percorso, il 70% risulta oggi occupato. Tra gli occupati, il 73% ha trovato lavoro entro 6 mesi dal

rientro, con un periodo di ricerca medio di circa 3 mesi, contro la media nazionale degli italiani laureati che è di 4,3 mesi.

La ricerca è stata realizzata insieme alla Caritas Italiana, l’Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII”, con cui la Focsiv ha costituito la “Rete Caschi bianchi”, con CONFAP  – Confederazione Nazionale Formazione Aggiornamento Professionale, che insieme alla Focsiv fa parte della Consulta nazionale dell’Ufficio Problemi Sociali e il lavoro della CEI, e ISFOL. (Inform)

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