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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Con 310 no la Camera dei Deputati respinge la pregiudiziale di costituzionalità sul decreto legge che rinvia all’aprile 2015 le elezioni dei Comites

ITALIANI ALL’ESTERO

Gli interventi dei deputati Carlo Sibilia (M5S), Gugliemo Picchi (Fi- Pdl), Marco Marcolin (LNA), Laura Garavini (Pd), Vincenzo Garofalo (NCD), Arcangelo Sannicandro (Sel) e Renata Bueno (Misto)

 

ROMA –  Con 310 no, 113 sì e 2 astenuti la Camera dei Deputati ha respinto la pregiudiziale di costituzionalità, presentata da Carlo Sibilia e da altri esponenti del Movimento 5 Stelle, sul decreto legge che rinvia al 17 aprile 2015 le elezioni dei Comites.

In apertura del dibattito in Aula lo stesso Sibilia ha illustrato la questione pregiudiziale sottolineando come l’articolato del decreto legge “serva semplicemente per tappare un buco che si è creato per leggi fatte dallo stesso Governo.. con un concentrato di illegittimità costituzionali”. Dal deputato viene inoltre segnalata l’anomalia della sistematica utilizzazione di uno strumento come il decreto Legge, per sua natura temporaneo e straordinario, per correggere disposizioni legislative in vigore. Per Sibilia infine l’intenzione del Governo di inserire questo decreto , tramite un emendamento, nella prossima legge di stabilità,  che entrerà in vigore il 1° gennaio 2015, rappresenta di per se un assurdo legislativo.

”Era necessario e urgente – ha spiegato il deputato Gugliemo Picchi (Fi- Pdl), eletto nella ripartizione Europa, annunciando il voto contrario alla questione pregiudiziale del suo Gruppo – rinviare le elezioni dei Comites, che sarebbero dovute avvenire il 19 dicembre . Quindi o si adottava un decreto-legge o queste elezioni non si potevano rinviare, perché una previsione normativa precedente, approvata qualche anno fa, stabiliva che avessero luogo entro la fine del 2014. Il punto su cui ci sarebbe veramente da discutere – ha proseguito Picchi –  non è tanto la costituzionalità o meno di questo decreto-legge, che ritengo sia assolutamente legittimo e un atto dovuto. Piuttosto dovremmo interrogarci sul perché il Governo abbia dovuto adottare un decreto-legge ad hoc per rinviare le elezioni dei Comites. È una questione estremamente politica, ossia con questo decreto-legge, di fatto, il Governo ha ammesso  la propria incapacità nell’effettuare le elezioni dei Comites…. Quindi, – ha concluso Picchi – il punto della discussione che dovrà avvenire, quando inizierà la discussione sul decreto-legge vero e proprio,  sarà quello di mettere in evidenza come il Partito democratico abbia fatto un vero e proprio pasticcio su queste elezioni dei Comites e il Governo gli è andato dietro. Si sono volute fare le cose in tutta fretta, secondo modalità, direi, incostituzionali”.

Dopo l’intervento di Marco Marcolin (LNA) che ha annunciato il voto favorevole della Lega Nord alla questione pregiudiziale ed ha sottolineato la necessità di correggere con interventi strutturali la rappresentanza dei Comites, ha preso la parola la deputata del Pd Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa, che ha ricordato come la decisione del Governo di rinviare le elezioni dei Comites  “miri a garantire la realizzazione delle normali basi democratiche così da favorire una più alta partecipazione al voto. Bisogna innanzitutto rimarcare il fatto – ha proseguito Garavini  – che per la prima volta si è introdotto un nuovo obbligo, in virtù del quale si prevede l’inversione dell’opzione. In altre parole, per la prima volta in Italia si prevede che potranno partecipare a queste elezioni soltanto coloro i quali abbiano preventivamente provveduto a rendere noto al consolato di riferimento l’intenzione di partecipare al voto per corrispondenza. Si tratta di un nuovo meccanismo, di un obbligo poco noto che, tra l’altro, concerne un appuntamento elettorale che, non coincidendo con altre scadenze elettorali a livello nazionale, è anche poco conosciuto. Tutti questi motivi hanno portato ad una partecipazione in termini di pre-registrazione molto bassa”. La Garavini ha poi precisato come questo scarso interesse dell’elettorato, nonostante il governo abbia inviato 2 milioni e 600 mila lettere alle famiglie degli aventi diritto al voto, sia dovuto anche ai continui rinvii delle elezioni dei Comites che per 10 anni non sono stati rinnovati. La deputata del Pd ha infine annunciato il no del Pd alla questione pregiudiziale in quanto la prassi di recepimento del decreto nella legge di stabilità non presenta vizi di incostituzionalità.

Contro la questione prepuziale si è schierato anche il Nuovo Centrodestra con Vincenzo Garofalo che ha sottolineato la necessità di assicurare un tempo congruo per gli elettori all’estero, attraverso il rinvio delle consultazioni al 2015,  affinché possano esprimere la volontà di votare in tempo utile per le elezioni. “Ad oggi  – ha ricordato Garofalo – poco più di sessantamila elettori hanno effettuato la cosiddetta opzione per partecipare al voto. Con ogni probabilità il poco tempo a disposizione per informare l’elettorato sul nuovo sistema introdotto è la causa di questo  disinteresse per le elezioni. Una così bassa partecipazione al voto – ha aggiunto il deputato – solleva però non poche criticità sul rispetto del diritto di voto degli elettori, sull’effettiva rappresentatività dei Comites eletti da una minima percentuale del corpo elettorale e sull’opportunità di sostenere costi importanti in termini di risorse economiche, umane e strumentali. Con questo rinvio – ha concluso Garofalo – si vuole pertanto in questo modo garantire la piena partecipazione al voto degli italiani residenti all’estero”

Dopo l’intervento di Arcangelo Sannicandro (Sel), che ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo alla questione pregiudiziale ed ha definito di “una gravità inaudita” l’uso di un decreto legge per lo spostamento di elezioni, ha preso la parola la deputata Renata Bueno (Misto), eletta nella ripartizione America Meridionale, che ha sottolineato l’esigenza di non discutere soltanto la tempistica delle elezioni dei Comites, ma anche gli obiettivi dei nuovi Comitati degli Italiani all’Estero.

“I cittadini italiani nel mondo che volevano partecipare alle elezioni – ha affermato la Bueno – non hanno avuto il tempo necessario per iscriversi Quindi adesso dobbiamo non solo rinviare la data delle elezioni, ma anche pensare ad un nuovo periodo di iscrizione e riorganizzazione di queste liste, perché dobbiamo guardare sempre alle nuove generazioni e ai nuovi obiettivi di questi Comitati. Per noi rappresentanti eletti all’estero – ha proseguito la deputata del Gruppo Misto – è molto importante avere il supporto di questi consigli e di altre organizzazioni, anche delle associazioni all’estero, perché per noi non è facile seguire un collegio elettorale. Ad esempio nella mia circoscrizione, il Sudamerica, dove solo il Brasile è grande quattro volte il territorio dell’Europa: noi dobbiamo girare ed essere presenti in tutte le comunità e  portare loro le informazioni della lontana Italia. Quindi per noi eletti all’estero è fondamentale che esistano i Comites. Comitati che, al fine del raggiungimento dei loro obiettivi, devono essere però ben organizzati e controllati  dal Governo.  Ribadisco quindi – ha concluso la Bueno – l’importanza dei Comites e di portare avanti queste elezioni, però il Governo deve dargli il giusto valore”. (Inform)

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