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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Comune di Messina, emergenza occupazionale ed emigrazione giovanile in VII Commissione consiliare

SICILIA

 

 

MESSINA – Di emergenza occupazionale  ed emigrazione dei giovani si è parlato nella VII Commissione consiliare di Messina, presieduta dal consigliere Placido Bramanti, alla presenza degli assessori alla Pubblica Istruzione, Servizi Scolastici e Formazione Vincenzo Trimarchi e alle Politiche del Lavoro Dafne Musolino. Per quanto riguarda Messina Bramanti ha parlato di dati “preoccupanti”, riferendo di diecimila residenti in meno nel giro di sette anni e una popolazione che diminuisce di 2 mila unità all’anno.

Bramanti ha fatto osservare che i dati più significativi  sono però quelli che riguardano le fasce d’età e che raccontano di “una generazione, quella dei trentenni, che più delle altre ha subìto le conseguenze della crisi e di un tessuto economico e politico che non è più in grado di offrire delle prospettive di realizzazione”. Si parla, ha spiegato il consigliere , di più di 5mila giovani fra i 26 e i 30 anni, pari al 30% dell’intera popolazione emigrata. Bramanti ha riferito che “la maggior parte dell’emigrazione messinese riguarda le immediate vicinanze o comunque l’Italia, non l’estero, spesso per carenza di risorse economiche, che al Sud sono tradizionalmente più scarse,o in termini di competenze e di conoscenza delle lingue”. Per quanto riguarda la Sicilia, Messina registra, infatti, tra le altre province siciliane una media piuttosto bassa (pari a 13 emigrati verso l’estero ogni 10 mila abitanti), seconda in Sicilia solo a Trapani, anche se “occorre considerare che non tutti coloro i quali decidono di andare a cercare fortuna altrove poi spostano effettivamente la residenza, almeno nell’immediato”. Le principali mete, dunque, dei giovani che lasciano il Mezzogiorno, ed in particolare la città di Messina, “restano le regioni del Centro-nord, con un testa a testa tra Milano e Roma, e che interessa soprattutto la fascia d’età tra i 26 e i 30 anni, quindi subito dopo gli studi e a cavallo della prima occupazione”. Bramanti ha evidenziato inoltre che “gravemente provato” è il “settore della formazione dei nostri giovani”, che “prevede un peggioramento dei tassi di passaggio scuola-università rispetto agli anni precedenti, anche dovuto all’emergenza Coronavirus, che ha acuito il crollo delle iscrizioni alle Università”.

Per Bramanti “è fondamentale mettere a punto un piano per provare a ridurre una volta per tutte il divario che esiste tra gli Atenei del Sud e quelli del Nord per disincentivare l’abbandono della città da parte dei nostri giovani, che avviene non solo per motivi occupazionali ma prima ancora per scelta di studio. Dobbiamo permettere ai giovani messinesi di scegliere di proseguire il loro percorso di studi nella propria città senza rinunciare per questo alla qualità della docenza, della ricerca scientifica e dei servizi, ma garantendo loro – ha rimarcato –  di potersi formare in un luogo nel quale si produce e si trasmette cultura e conoscenza”.(Inform)

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