CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – La Sottosegretaria all’Economia e alle Finanze Lucia Albano (FDI) ha risposto, presso la Commissione Finanze della Camera, all’interrogazione a risposta scritta, a prima firma del deputato del Pd Toni Ricciardi, eletto nella ripartizione Europa, sulla convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Germania. Nell’interrogazione si chiede di promuovere, per quanto di competenza, anche in sede internazionale, “una revisione delle convenzioni contro le doppie imposizioni e adottare iniziative normative per modifiche della disciplina volte ad assicurare un trattamento fiscale equo tra pensionati pubblici e privati residenti all’estero, evitando disparità non più coerenti con i principi di uguaglianza e con l’attuale quadro europeo della mobilità dei lavoratori”. La Sottosegretaria nella sua risposta spiega come gli interroganti “nel richiamare la disciplina prevista dalla Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Germania, ratificata dalla legge n. 459 del 1992, facciano presente come vi sia un diverso regime di tassazione per i pensionati stabilmente residenti all’estero in ragione della natura, pubblica o privata, della pensione percepita. Infatti, – prosegue Albano – in base a detta Convenzione, se le pensioni derivanti da lavoro privato sono tassate esclusivamente nel Paese di residenza del soggetto, quelle pubbliche restano, viceversa, tassate nello Stato che le eroga, con ciò determinando una disparità di trattamento tra contribuenti che risiedono all’estero e che hanno svolto carriere lavorative diverse”. “Come noto, – riferisce poi Albano – l’obiettivo generale della tipologia di convenzioni qui in rilievo risiede nell’eliminazione della doppia imposizione attraverso la ripartizione tra i due Stati contraenti dei diritti impositivi. Il singolo assetto regolatorio riflette, peraltro, la specificità delle relazioni storiche, economiche e sociali bilaterali tra gli Stati contraenti. D’altra parte, possono legittimamente sussistere dei trattamenti diversi nella legislazione interna degli Stati nazionali, ciascuno dei quali assoggetta a imposizione i redditi da pensione in base alla propria legislazione domestica. In ogni caso, ove gli Stati contraenti sono anche Paesi membri dell’Unione europea, la ripartizione della potestà impositiva avviene nel pieno rispetto delle libertà fondamentali di cui ai Trattati”. “Premesso quanto sopra, – continua il Sottosegretario – si fa presente che il differente trattamento dei pagamenti pensionistici privati (ex articolo 18) e pubblici (ex articolo 19) è coerente con il Modello OCSE di Convenzione fiscale, modello largamente accettato nelle relazioni tra Stati, cui pure il trattato italo-tedesco si ispira. In particolare, il Commentario al Modello OCSE, relativamente all’articolo 19, evidenzia come l’imponibilità nello Stato della fonte inizialmente rispondeva a esigenze di cortesia internazionale e di rispetto reciproco tra Stati sovrani. Lo stesso Commentario sottolinea inoltre che il principio secondo cui la potestà impositiva spetta esclusivamente allo Stato che eroga il reddito è stato recepito in un numero così elevato di convenzioni stipulate tra gli Stati membri dell’OCSE da potersi considerare ormai consolidato a livello internazionale. Viene infine chiarito che le pensioni corrisposte agli ex dipendenti pubblici sono, ai fini fiscali, assimilate ai salari o agli stipendi percepiti dagli stessi lavoratori durante il periodo di servizio attivo. In considerazione di quanto sopra, – conclude il Sottosegretario – in particolare riguardo al quadro della normativa convenzionale consolidata sia a livello della rete italiana dei trattati di specie sia a livello internazionale più generale, non sembrerebbero sussistere ragioni di carattere tecnico a sostegno della necessità di modificare i criteri di ripartizione pattizia della potestà impositiva con riguardo alle pensioni percepite dai lavoratori pubblici”. In sede di replica il deputato Ricciardi, da un lato si è detto soddisfatto per la presa d’atto del problema, dall’altro insoddisfatto per l’assenza di una proposta risolutiva. Ricciardi ha invitato il Governo a intervenire su questa questione per alleviare la condizione di quei pensionati italiani residenti all’estero interessati dalla fattispecie. Ricciardi ha auspicato, in conclusione, un intervento tempestivo dell’Esecutivo, assicurando al contempo la sua massima cooperazione anche nell’individuazione degli strumenti che si riterranno più opportuni per fronteggiare la prospettata diseguaglianza. (Inform)