CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – È in corso in Commissione Esteri alla Camera l’esame del provvedimento di ratifica della convenzione – siglata a Milano nell’aprile 2024 – tra Italia e Francia riguardante la manutenzione ordinaria e l’esercizio del tratto situato in territorio francese della linea ferroviaria Cuneo-Breil-Ventimiglia. Il relatore Simone Billi (Lega – ripartizione Europa) ha espresso soddisfazione per la tempestività con la quale la Convenzione in titolo – sottoscritta appena tre mesi fa – sia stata sottoposta all’esame del Parlamento, a conferma della grande attenzione che il Ministro delle Infrastrutture riserva alle esigenze dei territori e delle comunità locali interessate. Il relatore ha osservato che il provvedimento mira a: determinare una più equa ripartizione dei costi di manutenzione ordinaria del tratto ferroviario francese e una diversa suddivisione dei compiti e delle responsabilità tecniche, amministrative e finanziarie tra Italia e Francia, sulla base dei principi di territorialità e proporzionalità. Prevista anche l’abrogazione della legge n. 475 del 1973, con cui è stata ratificata la precedente convenzione tra l’Italia e la Francia sottoscritta nel 1970, in quanto ritenuta non più conforme al diritto dell’Unione europea e, in particolare, alla direttiva 2012/34/UE istitutiva di uno spazio ferroviario unico europeo. Billi ha inoltre ricordato che tale direttiva ha l’obiettivo di assicurare un’efficiente gestione del settore ferroviario europeo: per quel che riguarda la gestione dell’infrastruttura, gli Stati membri devono provvedere affinché le funzioni essenziali che determinano l’accesso equo e non discriminatorio all’infrastruttura siano attribuite ad enti o società che non svolgono a loro volta servizi di trasporto ferroviario; per quel che riguarda la fornitura dei servizi di trasporto, gli Stati membri devono rilasciare le licenze necessarie alle imprese che soddisfino i requisiti prescritti in materia di onorabilità, capacità finanziaria, competenza professionale e copertura della propria responsabilità civile. In materia di canoni per l’utilizzo dell’infrastruttura e dei servizi, gli Stati membri istituiscono un quadro per l’imposizione dei canoni, con potere di revisione di quelli fissati dal gestore dell’infrastruttura se non conformi alla direttiva. Inoltre, ciascuno Stato membro deve istituire un organismo di regolamentazione nazionale unico che monitori la situazione concorrenziale sui mercati dei servizi ferroviari, al fine di evitare discriminazioni nei confronti dei richiedenti. Il relatore ha anche evidenziato come la convenzione, che si compone di quindici articoli, precisi la designazione delle responsabilità dei gestori dell’infrastruttura italiano e francese, spettando al primo la pianificazione oraria e la gestione delle richieste ricevute dalle imprese ferroviarie italiane e francesi, mentre al secondo l’esercizio e la manutenzione dell’infrastruttura su tutta la linea in base al principio di territorialità. Si disciplinano inoltre i canoni per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria, calcolati secondo la normativa francese e percepiti dal gestore dell’infrastruttura francese. Vengono anche disciplinati diversi aspetti finanziari, tra cui i termini di pagamento delle somme dovute da una parte all’altra parte e la messa in mora in caso di mancato versamento delle somme dovute. I lavori di manutenzione della linea sono effettuati conformemente alla normativa francese in vigore, cui sono soggette anche le imprese che li eseguono. La convenzione dovrebbe essere attuata nel rispetto del diritto internazionale applicabile e degli obblighi derivanti alle parti dall’appartenenza all’Unione europea. In caso di emergenza, ciascuna parte autorizza l’intervento nel proprio territorio delle squadre di soccorso dell’altro Stato. Billi ha anche sottolineato come il disegno di legge di ratifica si componga di cinque articoli e contenga la clausola di invarianza finanziaria, in base alla quale dall’attuazione delle disposizioni della Convenzione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il seguito dell’esame è stato rinviato ad altra seduta. (Inform)