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Commissione Esteri della Camera, autorizzato il relatore a riferire in Aula sul provvedimento di ratifica dell’accordo tra Italia e Cina per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – La Commissione Esteri alla Camera ha dato mandato al relatore a riferire favorevolmente all’Assemblea sul provvedimento di ratifica dell’accordo tra Italia e Cina per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali (accordo fatto a Roma il 23 marzo 2019 e già approvato dal Senato). Nel corso della seduta il Presidente della Commissione Giulio Tremonti ha segnalato che sul provvedimento sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni Affari costituzionali, Bilancio, Finanze e Politiche dell’Unione europea. Ha poi preso la parola il Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli che , rispondendo ad una richiesta di chiarimenti avanzata dalla deputata Boldrini nella scorsa seduta, ha precisato che, come evidenziato nella relazione tecnica positivamente verificata dalla Ragioneria, la quantificazione degli oneri del provvedimento discendano dagli effetti in termini di perdita di gettito derivanti dalle disposizioni dell’accordo concernenti i dividendi, gli interessi, i canoni, gli utili di capitale, i redditi da professioni indipendenti e altri redditi; le stime sono state compiute sulla base dei valori medi per gli anni d’imposta 2020, 2021 e 2022. Al riguardo il Sottosegretario ha evidenziato che, complessivamente, gli effetti per l’erario sono valutati in una perdita annua di 10,86 milioni a partire dal 2025, cui si provvede a valere sulle risorse della Tabella A del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Non discendono invece oneri dalle disposizioni sullo scambio di informazioni fiscali di cui all’articolo 27 dell’accordo, cui si provvederà con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Il Presidente Tremonti ha poi avvertito che la presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi. Per quanto riguarda i contenuti del provvedimento si ricorda che l’accordo rappresenta un aggiornamento dell’attuale disciplina bilaterale sugli aspetti di fiscalità diretta nelle relazioni economiche e fiscali tra i due Paesi, adeguandone le disposizioni ai più recenti standard internazionali. Come già evidenziato nella precedente seduta dal relatore Andrea Di Giuseppe (FDI), il provvedimento si ispira al modello di convenzione elaborata nell’ambito dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), quindi volto a realizzare una più efficace azione di contrasto all’evasione fiscale internazionale. L’obiettivo è quello di consentire alle imprese italiane di operare in Cina in condizioni migliori e in posizione concorrenziale rispetto alle aziende di altri Paesi europei. (Inform)

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