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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Commercio estero, l’export italiano tiene testa all’incertezza dei mercati internazionali

ASSOCAMERESTERO

 

ROMA – Al netto della stagionalità, nei primi dieci mesi dell’anno l’export tricolore segna un incremento dell’1,0%, superiore a quello della Germania (+0,4%) e in controtendenza rispetto alla Francia (-1,7%).  Buona spinta dai mercati europei (+3,3%).

Buona capacità di tenuta per le esportazioni italiane: nonostante il clima di incertezza dei mercati mondiali, nei primi dieci mesi del 2016, le vendite all’estero segnano, nei dati destagionalizzati, un incremento dell’1,0% su base annua, superiore a quello del competitor tedesco (+0,4%) e in controtendenza rispetto ai cugini francesi (-1,7%).

Il dato è in gran parte attribuibile al miglioramento delle performance in ambito europeo (+3,3%), mentre al di fuori dell’UE si scontano maggiormente le turbolenze di alcuni mercati e i cambiamenti in atto nello scacchiere internazionale (-1,7%).

“Per fronteggiare la situazione, le aziende italiane hanno adottato una strategia di incremento della qualità, indicata dall’aumento dei valori medi unitari delle esportazioni nell’Area, pari all’1,5% ad ottobre. Inoltre, la progressiva svalutazione in atto dell’euro sul dollaro potrà favorire un recupero di posizioni, anche se per effetto della diffusione delle catene globali del valore l’elasticità delle esportazioni al tasso di cambio è oggi più ridotta rispetto al passato”, sottolinea Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi.

Per quanto riguarda i mercati, ottobre segnala una perdita di terreno in territori di prossimità per l’export tricolore, come Regno Unito (-6,2%), Russia per effetto del permanere delle sanzioni (-12,3%) e Turchia (-16,6%), mentre sono incoraggianti le performance in alcuni Paesi dell’Asia, quali Cina (+9,4%) e Giappone (+7,5%), e in particolare nell’ASEAN (+11,4%), che, in un quadro di ri-flessione delle esportazioni nei mercati extra-UE, rappresenta un’Area su cui costruire una presenza più stabile. (Inform)

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