ITALIANI ALL’ESTERO
(Fonte foto Facebook)
MATTMARK – “Ai sopravvissuti qui presenti, ai famigliari e amici delle vittime, alle autorità italiane e svizzere, alle autorità religiose, alle associazioni e forze sociali qui convenute per fare memoria, porgo il saluto delle comunità italiane nel mondo, che rappresento”. Lo ha detto la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi nel corso de suo intervento alla commemorazione per il 60° anniversario della tragedia di Mattmark. “Con i nove colleghi del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che sono qui oggi al mio fianco, – ha proseguito Prodi – vogliamo rendere manifesto che il ricordo del 30 agosto 1965, di quei pochi secondi che hanno cambiato il profilo di questa montagna, spezzato 88 vite, e segnato per sempre moltissime altre, è da tutti noi custodito preziosamente”. “56 vittime della tragedia – ha ricordato la Segretaria Generale – erano italiane, italiani emigrati per lavorare come tanti prima di loro. E come tanti dopo di loro, di generazione in generazione, fino ai giorni nostri, ai quasi sette milioni di italiani all’estero. A molti nuovi emigranti dobbiamo spiegare, e lo facciamo, cosa vuole dire Mattmark. Dirlo significa spiegare che emigrare accende un faro sull’esistenza di una famiglia ideale, spesso invisibile non solo a chi resta, ma anche a chi parte solo, a volte solo concentrato sul proprio percorso. Non è una famiglia di sangue, ma è la famiglia che prima di te o insieme con te vive un’esperienza di speranza e di nostalgia, ma soprattutto di voglia di futuro. Un futuro che chi emigra costruisce per sé, ma anche per la comunità di accoglienza così come per la comunità di provenienza, collegando e creando ricchezza per non una, ma per almeno due realtà”. “Il futuro, per 56 lavoratori italiani, – ha continuato Prodi – si è interrotto sessant’anni fa a pochi passi da qui, intrecciato per sempre a quello dei colleghi di altre nazionalità -svizzeri, spagnoli, tedeschi, austriaci e un apolide-, agganciato ad un sogno di progresso che è crollato su baracche e macchine da lavoro, travolgendo tutto, aprendo tante e dolorose domande su quanto si poteva fare, quanto si deve fare, per la sicurezza sul lavoro. Ma noi qui oggi, rendendo omaggio a loro, facendo risuonare la loro esperienza con la nostra, formiamo una fotografia che ben rappresenta quella famiglia ideale. E il mio compito qui, oggi, – ha aggiunto la Segretaria Generale – è assicurare, prima di tutto ai protagonisti di quella tragedia qui tra noi, che i loro cari sono vivi nel pensiero delle comunità italiane nel mondo. Che ci impegneremo perché i luoghi del sacrificio del lavoro italiano nel mondo siano valorizzati come necessario. Ed è anche fare un appello a chi parte oggi: Mattmark appartiene alla vostra storia. Queste vite spezzate devono lasciarci inquieti e ricordarci che quale che sia la nostra professione e il luogo di approdo dell’emigrazione, apparteniamo a questa famiglia ideale e a questa storia. Desidero concludere – ha infine rilevato Prodi – con un ringraziamento al Comitato e al suo Presidente Domenico Mesiano per il grande impegno che arriva al culmine con le celebrazioni della giornata di oggi, e ai colleghi che hanno operato dentro al Comitato con passione e determinazione, a partire dal collega e Onorevole Toni Ricciardi, che coi suoi studi ha contribuito ad approfondire e diffondere la storia di questa tragedia”. (Inform)