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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Comites di Parigi e la Maison de l’Italie, presentato nella capitale francese il Rapporto Italiani nel Mondo 2024

ITALIANI ALL’ESTERO

(Fonte foto Facebook)

PARIGI – Il Comites di Parigi e la Maison de l’Italie, in collaborazione con la Fondazione Migrantes, hanno ospitato la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2024. La presentazione si è svolta presso la Maison de l’Italie, nell’ambito del ciclo di incontri “Storie di Emigrazione”, organizzato dal Comites Parigi. Il Rapporto Italiani nel Mondo 2024 è stato presentato a Roma martedì 5 novembre, mentre l’appuntamento di Parigi ha segnato la prima presentazione del RIM 2024 all’estero. L’evento ha offerto inoltre l’opportunità di un focus sulla mobilità italiana in Francia, grazie alla partecipazione di Maria G. Vitali-Volant e Massimiliano Picciani, due dei 66 autori che hanno contribuito alla redazione del RIM 2024 e che hanno curato il saggio relativo alla Francia. Hanno partecipato all’incontro: Maria Chiara Prodi (Segretaria Generale del CGIE-Direttrice delle Maison d’Italie), Jacopo Albergoni (Console Generale a Parigi), Oleg Sisi (Presidente del Comites Parigi), Delfina Licata,(sociologa delle migrazioni e curatrice del RIM 2024), Luca Giachello (coordinatore della Commissione Politiche sociali del Comites Parigi), Mons. Pierpaolo Felicolo (Direttore Generale Migrantes). “Siamo italiani nel mondo e avere conoscenza di sé è il primo passo per sentirsi protagonisti di una storia che contribuiamo a scrivere. Siamo un crocevia di tante esperienze”, ha spiegato la Segretaria Generale Maria Chiara Prodi ricordando che non è un caso che l’evento sia ospitato nella Maison de l’Italie, una residenza universitaria incardinata in un progetto volto a far incontrare cittadini e giovani di varie nazionalità per un futuro di pace. Un crocevia di tante esperienze.  La Prodi ha anche segnalato lo svolgimento in questo spazio di un incontro delle associazioni trasfrontaliere. “I confini – ha rilevato in proposito la Segretaria Generale – sono una materia un po’ strana, fatti da una riga per terra e di tante persone che quando stanno lì si rendono conto che quella riga va corretta secondo i momenti o le necessità per sentirsi abitanti di un solo mondo”. Il Console Generale Albergoni ha definito il fenomeno migratorio come un qualcosa di storico ma allo stesso tempo attuale: “un fenomeno governato nel mondo da forze profonde e motivi politici o guerre, motivi climatici come siccità e alluvioni, motivi legati alla fame”, ha spiegato il Console Generale ricordando che al momento sono 50 i conflitti censiti nel mondo. “Pensiamo a come le spinte migratorie siano in tante aree del mondo: il Sud globale spinge verso i Paesi economicamente più sviluppati”, ha aggiunto Albergoni con un pensiero al Mediterraneo e all’Africa che guarda inevitabilmente alla vicina Europa. Il Console Generale ha poi sottolineato come ai flussi migratori, che investono il globo e sono sempre più in accelerazione, non sfugga l’Italia che oggi rappresenta un Paese di destinazione di transito e produzione di migrazione. In proposito Albergoni ha ricordato come ad aprile di quest’anno gli italiani all’estero registrati all’Aire, che producono anche il soft power del nostro Paese,  abbiano raggiunto quota 7milioni, mentre solo in Brasile sono presenti circa 34 milioni di italo discendenti. Consistenti anche i numeri delle Francia dove gli oriundi sia attestano fra i cinque e i sette milioni. Oleg Sisi ha voluto sottolineare l’importanza che rivestono le missioni cattoliche e i patronati nell’approcciare gli italiani all’estero. Il Presidente del Comites di Parigi ha ribadito la soglia dei 7 milioni di italiani all’estero – quelli ovviamente iscritti all’Aire – censiti nella scorsa primavera. “È un trend costante che non possiamo arrestare ma che possiamo invece capire”, ha aggiunto Sisi facendo presente che dei 7 milioni di questa cosiddetta ventunesima regione d’Italia che ha diritto di voto , quasi 500mila unità vivono in Francia. Sisi ha anche parlato della convivenza nella comunità in Francia di emigrazione storica e della nuova mobilità, di italo discendenti e nuovi italiani naturalizzati.

Luca Giachello ha ricordato che la Commissione del Comites da lui coordinata ha scelto di proporre un ciclo di incontri chiamato “Storie di Emigrazione” per mettere al centro questo fenomeno, visto anche il costante aumento dei connazionali che lasciano l’Italia. Giachello ha ricordato a sua volta che ci sono connazionali arrivati in Francia nel secolo scorso, a volte subito dopo il temine del secondo conflitto mondiale, e che hanno vissuto sulla propria pelle un percorso difficile di integrazione che oggi è solo immaginabile. “Ci teniamo molto a essere qui e ne siamo onorati”, ha dichiarato Mons. Pierpaolo Felicolo ricordando che si è giunti a 19 anni, quelli compiuti dal RIM quest’anno: un volume che da tanto tempo ormai raccoglie informazioni e dati statistici presentati in modo semplice ma rigoroso. La convinzione espressa da Felicolo è che l’Italia, oggi più che mai, possa avvalersi dei suoi emigranti per il proprio sviluppo. “Finora non si è fatta adeguatamente leva sugli italiani che vivono all’estero– ha rilevato  Felicolo. In proposto il Monsignore invita a fare molto di più lamentando come da tempo i giovani italiani siano sempre più spinti a cercare fortuna altrove, non sentendosi adeguatamente valorizzati nel proprio territorio. “Così ci si trova di fronte a un’Italia demograficamente in caduta libera”, ha aggiunto Felicolo sottolineando che la chiesa italiana conosce bene il fenomeno migratorio seguendo da sempre le vicende degli italiani all’estero. La sociologa Delfina Licata ha parlato dell’obiettivo del RIM che è quello di avere una conoscenza reciproca del fenomeno migratorio e in un metodo transnazionale: più della metà degli autori è infatti residente fuori dai confini nazionali. “Stare sul territorio ti permette di avere possesso di una conoscenza che restituisce non un’immagine ma la realtà”, ha spiegato Licata. La sociologa ha poi parlato della complessità della mobilità umana declinata per capire ciò che sta avvenendo anche all’Italia, dove però spesso ci si concentra per lo più sui flussi in arrivo mentre la realtà vede da tempo una crescita esponenziale di quelli uscita. Licata ha evidenziato che dal 2006 al 2024 la presenza dei connazionali iscritti all’Aire è cresciuta di oltre il 97%. “Abbiamo bisogno di un occhio vigile sui territori per toccare con mano una situazione che costantemente cambia”, ha aggiunto Licata sottolineando la capillarità di queste partenze dall’Italia. “Non c’è territorio italiano che non sia stato interessato dalle partenze”, ha precisato Licata che vede la ricerca di opportunità tra le motivazioni più forti per l’espatrio essendo la mobilità giovanile, anche altamente qualificata, con un 45% del fenomeno che coinvolge persone di età compresa tra 18 e 34 anni. La sociologa ha poi parlato di una mobilità italiana che è ormai strutturale e che quindi fa parte del tessuto storico e sociale italiano, senza dimenticare le nuove cittadinanze acquisite dall’estero. Massimiliano Picciani (autore del RIM e consigliere del Cgie) ha definito la Francia come la culla del concetto moderno di cittadinanza, ricordando come da uno studio sia emersa una relativa facilità da parte della comunità italiana nel vivere in Francia. Picciani ha poi rilevato che quella che oggi vediamo come integrazione facile, abbia però alle spalle una storia molto lunga che nasce dalla vicinanza linguistica, geografica e culturale ma anche da un’impostazione politica integrazionista della Francia. L’italianista Maria G. Vitali-Volant ha dal canto suo espresso particolare soddisfazione per il focus sulla cittadinanza affrontato da questa edizione del RIM: ne emerge una sorta di romanzo della mobilità di persone a volte in continuo movimento. “Gli italiani nel mondo sono una galassia, non una piccola parte della nostra popolazione: un mondo diverso dal Paese d’origine e con delle caratteristiche particolari”, ha spiegato Vitali-Volant. (Inform)

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