REFERENDUM COSTITUZIONALE
ROMA – Il voto all’estero continua ad essere terreno di confronto fra i sostenitori del “sì” e del “no” al referendum costituzionale. Ieri in conferenza stampa il presidente del Comitato per il no, il costituzionalista Alessandro Pace, ha ipotizzato la possibilità, in caso di una vittoria del sì grazie al voto degli italiani all’estero , che venga presentato da uno più elettori un ricorso all’ufficio centrale del referendum e alla Corte costituzionale.
Il voto è personale, libero e segreto – ha spiegato Pace – e all’estero non è garantita segretezza”. “L’art.48 della Costituzione – ha poi precisato in una nota Pace – dispone che ‘il voto è personale ed eguale, libero e segreto’. Invece dal canto suo, l’art. 12 della 1. n.459 del 2001, nel disciplinare le modalità di voto per corrispondenza dei cittadini italiani all’estero, non garantisce che l’elettore, nel momento dell’espressione del voto “sia solo (e quindi libero), come invece accade nella cabina dei seggi elettorali”. (Inform)