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Columbus Day. Festa del Tricolore su Fifth Avenue

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “America Oggi”, 13.10.2015

Oltre un milione di spettatori hanno assistito ieri sulla Quinta Avenue alla tradizionale parata di Cristoforo Colombo giunta quest’anno alla sua 87ma edizione

 

NEW YORK – Oltre un milione di spettatori hanno assistito ieri sulla Quinta Avenue  alla tradizionale parata di Cristoforo Colombo giunta quest’anno alla sua 87ma edizione.

Migliaia e migliaia di italiani, italoamericani, newyorkesi di ogni etnia, turisti giunti da tutte le parti del mondo e curiosi si sono assiepati sulle transenne per vedere uno degli spettacoli più pittoreschi al mondo: la sfilata di centinaia di carri allegorici, bande musicali di licei della zona metropolitana e delle forze dell’Ordine, uomini e donne in uniforme, società benemerite, personaggi politici come il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo e il primo cittadino della Grande Mela Bill de Blasio.

Stelle dello spettacolo come Lady Gaga e Il Volo in una giornata calda sia sul tappeto della Quinta Avenue come nei cuori di tanti italiani orgogliosi delle loro tradizioni, della loro lingua e della loro cultura. In ogni angolo sventolava, orgoglioso, il Tricolore.

A condurre la parata da “Grande Maresciallo” quest’anno è stato scelto Alberto Cribiore, vicechairman dell’Institutional Clients Group di Citigroup, uno degli italiani più influenti del sistema bancario e finanziario negli Usa.

La sfilata dell’orgoglio italoamericano organizzata dalla Columbus Citizen Foundations quest’anno ha visto affiancati due grossi nomi dell’entertainment transatlantico: per l’America Lady Gaga, per l’Italia Il Volo.

Lady Gaga (vero nome Stefani Joanne Angelina Germanotta), che cantò la prima volta alla Parata del Columbus Day nel 2005, appena 19enne, con “No Floods”, ha ricevuto assieme alla madre un premio per il suo lavoro con la organizzazione Born This Way Foundation che punta a dare agli adolescenti fiducia in se stessi.

Tra i tanti italiani e italoamericani illustri che hanno fatto da Gran Marescialli della Parata ricordiamo Sophia Loren, Luciano Pavarotti, Franco Zeffirelli, il giudice della Corte Suprema Antonin Scalia, l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani.

La parata è stata trasmessa in diretta da radio Icn con commento e cronaca di Tony Pasquale e dal canale televisivo ‘Abc Channel 7′, narrata nella sua interezza dai corrispondenti Ken Rosato, Michelle Charlesworth, il noto personaggio televisivo e comico d’eccezione Joe Piscopo e l’anchor economica Maria Bartiromo.

La sfilata, oltre a celebrare il famoso navigatore genovese, negli anni è diventata espressione di un’italianità e del retaggio italiano che va sempre più diffondendosi negli Stati Uniti e a New York in particolare.

Basti pensare che alcuni anni fa l’italiano è diventata una lingua veicolare e parte dell’App (Advance Placement Program), un progetto che consente aglistudenti liceali di frequentare le classi d’italiano per ottenere crediti verso la loro laurea universitaria.

Due delle personalità di spicco della città e dello Stato sono infatti italoamericani. Nonostante le divergenze politiche che li dividono sia il governatore Andrew Cuomo che il sindaco Mayor Bill de Blasio sono stati accolti con ovazioni particolari non solo dagli italoamericani ma da tutti i presenti alla parata e spesso hanno dovuto effettuare delle “fermate obbligatorie” per soddisfare le richieste degli spettatori che volevano immortalarli nei loro selfie.

La popolarissima parata ogni anno diventa motivo di polemica e di protesta di una sparuta minoranza di ‘nativi americani’ che contestano gli abusi che Colombo avrebbe commesso contro gli indiani.

La festa del Columbus Day è una festa federale dal 1937: fu indetta da Franklin Delano Roosevelt in seguito a una pressante lobby dei Knights of Columbus. La parata, che quest’anno ha radunato un milione di persone sulla Fifth Avenue, sfila da ancora prima, dal 1929. Per gli italoamericani il Columbus Day ricorda il cammino lungo il quale, da cittadini ‘seconda classe’, soggetti a loro volta di discriminazioni e abusi, sono entrati a far parte della classe dirigente. (Aerica Oggi del 13 ottobre 2015 /Inform)

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