ITALIANI ALL’ESTERO
Al margine del seminario “I viaggi delle radici tra identità culturale e promozione dei territori”
Le grandi realtà italiane in America Latina, Nord America e Australia potrebbero, attraverso il turismo di ritorno, contribuire a rafforzare i flussi turistici verso il nostro paese
ROMA – Si è svolto oggi alla Farnesina il seminario sul turismo di ritorno dal titolo “I viaggi delle radici tra identità culturale e promozione dei territori”. Durante l’incontro, organizzato dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero, dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese, nonché da Asmef e Raiz Italiana, si è parlato della necessità di promuovere in questo settore un’azione più sistematica che metta insieme tutti gli attori del sistema turistico italiano, partendo in particolare dai territori. Lo scopo è quello di valorizzare questa opportunità turistica e di promuoverla all’estero attraverso iniziative specifiche, come ad esempio la creazione di un portale e la diffusione di pacchetti turistici pensati appositamente per chi ritorna in Italia alla riscoperta della proprie radici. Al fine di approfondire questa tematica abbiamo rivolto, al margine dell’incontro, alcune domande al direttore generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali
Durante il seminario sono state approfondite le varie sfaccettature del turismo di ritorno. Si anche parlato della necessità di fare sistema per dare nuovo slancio a questo fenomeno. Cosa ci può dire in proposito?
Il turismo di ritorno è un fenomeno che esiste già in molti Paesi anglosassoni, penso al turismo di ritorno di realtà come quella irlandese e scozzese che hanno importanti diaspore all’estero e che incentivano i loro connazionali a tornare e a riscoprire i paesi da cui provenivano i loro avi, la loro genealogia, i luoghi di origine e i prodotti enogastronomici locali. In questo modo si sostiene un flusso di turismo destagionalizzato, costante e diffuso sul territorio.
E per quanto riguarda lo sviluppo di un’azione di sistema, lei ha parlato anche dell’elaborazione di un documento tecnico?
Si, vogliamo elaborare un documento tecnico, strategico e in qualche modo anche operativo, per fissare delle iniziative, altrimenti questa rimarrebbe solo una bella idea, ma come dicevo, ci vogliono dei seguiti integrati di promozione del turismo delle radici.
Il turismo di ritorno è un fenomeno che riguarda anche la nuova mobilità dall’Italia, di cui oggi si parla molto?
C’è una realtà che riguarda la nuova mobilità che generalmente torna a passare le vacanze in Italia. Noi vorremmo coinvolgere anche persone che sono assenti dall’Italia da molto tempo, e non è un caso che l’Italia rappresenti la prima meta turistica in Europa dei turisti extraeuropei. Uno su quattro dei turisti extraeuropei che vengono in Europa si reca infatti in Italia. Quindi io penso alle grandi realtà italiane in America Latina, Nord America e Australia che potrebbero in qualche modo, attraverso il turismo di ritorno, contribuire a rafforzare i flussi turistici verso il nostro paese.
Un’ultima domanda, fra pochi mesi gli italiani nel mondo saranno nuovamente chiamati alle urne e la complessa macchina elettorale del voto all’estero dovrà rimettersi in funzione. Quali sono le sue valutazioni in proposito?
La macchina elettorale per il voto all’estero si rimetterà in moto, speriamo con il tempo necessario per preparare le elezioni, proprio perché c’è una stagione turistica di mezzo che potrebbe causare qualche difficoltà organizzativa. (G.M.- Inform)