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CNR, Maria Chiara Carrozza in Giappone: nuove sinergie scientifiche tra i due Paesi

ESTERI

 

ROMA – E’ stata una trasferta densa di appuntamenti e impegni, quella svolta dalla Presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza in Giappone, conclusa sabato 5 ottobre. Il primo appuntamento – riferiscono dal Cnr – ha riguardato, a Tokyo, una visita ufficiale al neo-istituito Institute of Science Tokyo (IST), assieme a una delegazione di rappresentanti che comprendeva, tra gli altri, l’Ambasciatore d’Italia a Tokyo Gianluigi Benedetti ed il Rettore dell’Università Campus-Biomedico di Roma Eugenio Guglielmelli.  E’ stata la prima visita in assoluto ricevuta da questa Università  istituita il 1° ottobre 2024 e che è nata dalla fusione di due storici atenei giapponesi quali il Tokyo Institute of Technology e la Tokyo National School of Dentistry. A ricevere la delegazione i due Presidenti, Prof. Naoto Othake e Prof. Yujiro Tanaka che, in una originale ripartizione di ruoli e funzioni guidano l’IST separando le funzioni gestionali e quelle legate agli aspetti educativi e di ricerca.

La Presidente Carrozza ha particolarmente apprezzato la strutturazione della ricerca presso l’IST, articolata in tre Istituti fortemente orientati all’innovazione e alla valorizzazione della ricerca con uno sguardo attento ai bisogni della società, una solida base di studenti e dottorandi, e un’ampia disponibilità di infrastrutture, sedi distaccate all’estero e laboratori. Ha ricordato il forte ruolo sociale che il Cnr sta ricoprendo in Italia attraverso l’attività svolta nell’ambito dei progetti PNRR ed il supporto accademico fornito alle università in termini di didattica, nella partecipazione a borse di dottorato industriale e nella promozione di dottorati nazionali quali quello sull’Intelligenza Artificiale. Una forte sinergia è stata colta in merito alle ricerche collegate alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nel campo biomedico nonché riguardo agli studi nel settore della robotica medica, tematica di punta in Giappone, e a quelli inerenti la salute nell’età avanzata. I contatti proseguiranno nei prossimi mesi al fine di esplorare l’avvio di possibili sinergie operative. Nella stessa giornata, la Presidente ha aperto i lavori del meeting annuale dell’Association of Italian Researchers in Japan, organizzato presso l’Ambasciata italiana di Tokyo. Nel ringraziare i ricercatori presenti per l’importante contributo fornito all’attività di promozione della scienza e della ricerca del nostro Paese, Carrozza ha sottolineato i forti legami di collaborazione che legano la ricerca italiana -e anche il Cnr- a quella giapponese soprattutto in alcuni dei settori tecnologici più avanzati. Recentemente, infatti, a margine del Vertice G7, i Capi di Governo dei due Paesi hanno approvato il piano che definisce linee d’azione e priorità per il 2024-2027 nel quadro del Partenariato Strategico tra Italia e Giappone annunciato nel gennaio 2023: tra le priorità in cui i due Paesi si impegnano a collaborare, vi è esplicitamente indicata quella relativa all’ambito accademico, scientifico e tecnologico. A valle dell’accordo, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini ed il suo omologo giapponese, Masahito Moriyama, hanno lanciato lo scorso giugno due significative iniziative di ricerca congiunta nell’ambito dello studio delle “onde gravitazionali” e dello ‘stoccaggio dell’energia’: quest’ultima in particolare, sarà guidata dal lato italiano dal Dipartimento di scienze fisiche e tecnologia della materia del Cnr. Gli impegni sono proseguiti il giorno successivo con una visita alla Waseda University – Centre for Advanced Biomedical Sciences di Tokyo.

La visita è stata guidata dal prof. Atsuo Takanishi, direttore del laboratorio di Robotica Umanoide e dal prof Kiyotaka Iwasaki, al termine della quale la delegazione italiana ha incontrato il Prof. Gemma Masahiko, vice-presidente per gli affari internazionali, che si è detto estremamente interessato a consolidare significativamente i rapporti con le Istituzioni italiane presenti – era, infatti, presente anche il rettore dell’Università Campus Biomedico di Roma, Eugenio Guglielmelli – proprio sui temi della robotica applicata al campo biomedicale.

Quindi, Carrozza ha partecipato all’EU-Japan Science Policy Forum 2024 organizzato a Kyoto dalla Delegazione dell’Unione Europea in Giappone e dalla prestigiosa agenzia di finanziamento della ricerca JST – Japan Science and Technology Agency.

L’evento, dal titolo “Toward Transformative Science, Technology and Innovation Policy”, è stato aperto dall’Ambasciatore dell’Unione Europea, Jean-Eric Paquet, che ha invocato la necessità di una maggiore collaborazione internazionale nel campo della ricerca scientifica, sia pur nella corrente delicata situazione che coinvolge i temi della sicurezza in un contesto sempre più generalizzato di scienza aperta. Carrozza è intervenuta sui temi della valorizzazione della conoscenza, e di come questa possa essere utilizzata per la creazione di valore sociale ed economico. Ha accennato alla prossima uscita del rapporto dell’High Level Expert Group, l’iniziativa di cui il Cnr è membro, voluto dalla Commissione Europea al fine di redigere una valutazione del programma Horizon Europe e gettare le basi del prossimo Programma Quadro della ricerca europeo. La Presidente ha auspicato una sempre più stretta collaborazione tra ricerca ed industria, in un quadro che risulta particolarmente favorevole alla collaborazione con il Giappone, tradizionalmente orientato ai settori dell’innovazione tecnologica e industriale. Ha parlato del contributo all’accelerazione delle attività di ricerca che l’Intelligenza Artificiale può fornire, accelerazione a cui deve corrispondere anche un rafforzamento del “venture capital” disponibile per le start-up innovative ed una cura sempre maggiore del capitale umano, a partire da una migliore integrazione dei programmi di Dottorato con il comparto industriale. Proprio sul tema dell’educazione ha ribadito l’importanza di un paradigma educativo in cui i programmi universitari siano permeati da un approccio transdisciplinare che consenta agli studenti di intercettare meglio le necessità di innovazione di una società globale in rapido cambiamento. Un appello alla formazione e alla collaborazione trasversale con industre e società ripreso anche da molti altri speakers tra i quali Igor Papic, ministro della Scienza ed Educazione della Slovenia e Jens Brandeburg, segretario parlamentare di stato per la ricerca ed educazione della Repubblica Federale di Germania. Tra gli altri interventi, Kazuhito Hashimoto, consigliere scientifico del Primo Ministro giapponese e presidente dello JST, ha richiamato l’importanza di un coordinamento internazionale proprio sui temi della Research Security; mentre Maria Cristina Russo, del Direttorato Generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea, ha richiamato l’appello, espresso nel recente “rapporto Draghi”, ad una maggiore dinamicità dell’Unione in chiave di acquisizione di competitività secondo un meccanismo di sempre maggiore valorizzazione della ricerca. Una sfida importante che deve però tener conto dei rischi di integrità e di violazione della proprietà intellettuale legati all’apertura indiscriminata alle collaborazioni internazionali e che deve pertanto necessariamente affidarsi all’ormai generalmente acquisito principio guida “as open as possible, as close as necessary”. A margine dell’incontro Carrozza ha infine partecipato al 13th Global Summit of Research Institute Leaders. (Inform)

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